<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461</id><updated>2011-08-16T20:13:05.239-07:00</updated><category term='Riflessioni'/><category term='Recensione'/><category term='Citazione'/><category term='Poesia'/><category term='Racconto'/><category term='Editoriale'/><title type='text'>DeadPoetPaloz</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>176</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-4091500291688689470</id><published>2009-01-03T16:13:00.000-08:00</published><updated>2009-01-03T16:16:10.801-08:00</updated><title type='text'>Racconto - Diana (4)</title><content type='html'>Erano già passate le dieci, e sapeva che sua madre quella notte non sarebbe di certo tornata a casa. Uno stato di immobilità la colse fin quando suonarono una seconda volta, più pacatamente. Ignorando l'identità dell'avventore, Diana provò un senso di spontaneo pudore, e corse a nascondere il ventre nudo in un paio di pantaloncini di cotone. L'assenza di biancheria intima sotto la maglietta azzurra, indossata appena prima, dava alle sue grazie una delicatezza vaporosa altrimenti inimmaginabile. I capelli ancora umidi le precipitavano sulle spalle, esibendosi in leggere volute biondo scuro. Nell'avvicinarsi alla porta d'ingresso fu travolta da un gelido soffio di vento proveniente dalla sua destra: un subitaneo giramento di testa la scosse, ancora ammantata dal calore della sala da bagno. Aprì appena un poco l'uscio, dimenticando di rispondere, e si diresse zompettando verso la finestra, ora spalancata dalla forza della corrente. Afferrò la maniglia d'acciaio e richiuse il vetro con tutto il peso del suo corpo; vi rimase appoggiata qualche istante, scorgendo la punta degli alberi quasi spogli del giardino condominiale. Stava per voltarsi, quando la luce dietro di lei scomparve. Ebbe a disposizione un secondo per poter intravedere la sagoma del nuovo ospite, ricalcata dall'illuminazione del pianerottolo, poi venne il buio.&lt;br /&gt;Ora, tra i fattori che determinano una solida razionalità mentale, assume un certo valore la distanza più o meno consistente tra realtà e sogno. E se per qualche tempo Diana aveva sofferto del sensibile accorciamento di quel divario, non fu per nulla difficile ledere il suo equilibrio nel momento in cui le due dimensioni si compenetrarono l'una con l'altra. Avrebbe voluto dire un'infinità di cose, tradurre in un discorso sensato ciò che avvertiva dentro di sé, ma quello che ottenne furono soltanto dei farfugliamenti sconnessi.&lt;br /&gt;Si avvicinò al centro della stanza seguendo con la mano i bordi del tavolo, fin quando non si trovò di fronte all'ombra di lui. Le posò l'indice sulle labbra ancora prima che potesse tentare di rivolgergli la parola, poi si chinò appena e le prese la mano destra ciondolante lungo il fianco, per condurla infine sulla poltrona in pelle scura. Nella grande sala non filtrava alcun barlume, eppure egli si muoveva sicuro come avesse sempre vissuto in quell'appartamento, come se conoscesse ogni singola piega del tappeto che aveva sotto ai piedi. Lei seguiva con attenzione il suono ovattato del suo passo, non riuscendo a chiedersi che cosa stesse succedendo. E nella quiete sacrale di quel tetro nucleo d'esistenza si levarono quattro note celestiali, note che Diana mai avrebbe immaginato nemmeno nelle sue fantasie più occulte, seguite da una melodia così limpida da sprigionare quasi un bagliore, così che le loro ombre potessero indovinarsi a vicenda. Stava ora seduto, intento a sostenere la fronte con una mano. Inizialmente, Diana si aspettava che presto le avrebbe detto qualcosa di importante, ma il suo tacere prolungato le fece capire che non era venuto per lei. Le vibranti armonie esalate dallo stereo si assunsero l'onere di esprimere in vece di lui un disperato bisogno di pace, la necessità di colmare la sede del suo coraggio, per affrontare tutto un universo di sensazioni che lo avevano condotto allo stremo. Nessuno dei due sapeva che dire, chi per avere conforto e chi per tentare di darne: in realtà quella quiete solo parziale racchiudeva in sé ogni cosa, unendoli in un puro sentimento d'affetto totale. Senza aprir bocca, ognuno rivelò all'altro le sue più profonde paure, il fallimento delle speranze di un'intera vita, ma anche un'insopprimibile voglia di continuare, di sporgersi in avanti e cercare all'orizzonte un riflesso del proprio sguardo. Così, mentre la musica dipingeva con precisione intense visioni ultraterrene, Diana scopriva una pietà autentica, simile a ciò che una volta i grandi poeti chiamavano “amore”. Prima di cedere all'invito di un leggero sonno, le scese una lacrima fugace lungo il mento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche ora dopo, le fessure tra le palpebre le permisero appena di rivederlo sulla soglia dell'ingresso: aveva il volto sereno della prima volta, gli occhi lucenti. Si riaddormentò subito, troppo stanca per sorridere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-4091500291688689470?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/4091500291688689470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=4091500291688689470&amp;isPopup=true' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4091500291688689470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4091500291688689470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2009/01/racconto-diana-4.html' title='Racconto - Diana (4)'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-6424342957779001832</id><published>2008-12-05T04:54:00.000-08:00</published><updated>2008-12-05T05:00:50.749-08:00</updated><title type='text'>Racconto - Diana (3)</title><content type='html'>Ma normalmente i sogni, per quanto incredibili essi siano, hanno una consistenza difficilmente confondibile con quella della realtà. Così la memoria, dopo essersi inzuppata a dovere nel dubbio, tornò poco gentilmente a tormentarla: e fu tanta la confusione, che Diana a distanza di poco non seppe più distinguere la vita reale da quella onirica. Le sue giornate si esaurivano con una cadenza funebre, e ciò che le accadeva realmente ricompariva senza riserve nei suoi sonni agitati; allo stesso modo ciò che sognava faceva da padrone alle sue giornate, che divenivano così senza capo né coda. Era come in preda ad uno stato febbrile cronico, che più di un medicinale aveva già minacciato di alleviare, ma che a distanza di poche ore poteva ritenersi inutile.&lt;br /&gt;Infine a spronarla fu la noia, o meglio, un sentimento che non avrebbe saputo definire meglio di così. Pensò che tutto si sarebbe risolto riprendendo cautamente la sua solita vita. La situazione mediamente preoccupante la indusse a giocare la sua carta più squisita, il trucco da maestro, lo stratagemma più sicuro che conservava nella mente. Che nella rubrica rispondeva al nome di Vallo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ciao.&lt;br /&gt;- Ciao.&lt;br /&gt;- Ti davo per dispersa.&lt;br /&gt;- Non hai sbagliato di molto.&lt;br /&gt;- ...&lt;br /&gt;- Hai da fare?&lt;br /&gt;- Se anche fosse?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La raggiunse in poco più di mezz'ora. In quel lasso di tempo Diana si scoprì un po' tesa, come prima di un appuntamento al buio di cui conosceva già l'esito.&lt;br /&gt;Quando entrò, si guardarono reciprocamente con fare maligno. L'aveva sempre visto come un maleducato, anche nella minima cosa che potesse fare nel relazionarsi con la gente; ma al momento opportuno assumeva un'inspiegabile eleganza, paragonabile soltanto a quella di un artista che dedichi la massima concentrazione al rifinimento di un'opera. Tanto che in alcuni momenti Diana provava un oscuro disagio, come al cospetto di un'entità magnifica da cui poteva solo imparare.&lt;br /&gt;Dal canto suo, Vallo era piuttosto sicuro nel ritenere che Diana fosse stata l'esperienza più eclatante dei suoi 23 anni: già allora sapeva di aver trascorso con lei le ore più idilliache e depravate che potesse ricordare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- E' la prima volta che non sono costretto a cercarti.&lt;br /&gt;- Non ti ho chiamato per fare due chiacchiere.&lt;br /&gt;- Che vuoi dire?&lt;br /&gt;- Che adesso vengo ai fatti.&lt;br /&gt;- Se ti ricordi ancora come si fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avanzò di due passi per sfidarlo. Lui alzò le sopracciglia con un'aria di sufficienza, dopodiché si avvicinò e la prese violentemente per un fianco. Le loro labbra si scambiarono un viscido convenevole finché Diana, ritornata sui suoi passi, ricadde sul divano sprofondandovi. Il contatto dei due corpi si fece sempre più elettrico, infine insostenibile. Giunto alla saturazione dei sensi, cominciò a carezzarle avidamente i seni, mentre Diana fece scivolare con cautela la mano sul di lui sesso. Vallo si tolse la maglietta e riprese a baciarla sul collo. La sua schiena, già lievemente rivestita di sudore, splendeva alla luce della lampadina sospesa al centro del salotto. Lei chiuse gli occhi, continuando a compiere gesti delicati ma sicuri, e li riaperse solo quando lo sentì irrompere in lei. Fu per entrambi come rivisitare minuziosamente i luoghi di un viaggio obliato, così intenso da non poter risiedere nel disordine delle loro caduche esistenze. Era quel flusso di percezioni inarrestabile per cui ognuno si era ripromesso di mantenere un rapporto privilegiato con l'altro. Diana riconobbe ancora una volta l'ardente impeto di quell'amante occasionale, destinato a sorreggerla nei momenti in cui oramai ogni piacere diveniva tremendamente ordinario.&lt;br /&gt;Una volta concluso l'amplesso in senso stretto, Vallo rimase a lungo di fianco a lei, lasciando scorrere il palmo lungo tutta la sinuosità di quel corpo, che nuovamente gli parve divino. Nella misura in cui le sue dita avvertivano sulla pelle un neo più pronunciato, egli aveva come un sussulto al cuore, che nemmeno dopo ore di quella libidine si sarebbe placato. Diana respirava a fondo ammirando il suo volto, così dedicato e attento nei confronti di quella pratica inimitabile.&lt;br /&gt;Finché giunse l'attimo in cui Vallo si alzò quasi di scatto, si rivestì, andò a prendersi un bicchiere d'acqua e scomparve salutando a malapena. Per nulla stupita, stette distesa qualche istante sui cuscini di velluto, per poi rialzarsi con un sospiro.&lt;br /&gt;In qualche modo, tutto questo riuscì a farle dimenticare genuinamente gli accadimenti di alcuni giorni prima. Senonché, pochi minuti dopo essere uscita da una doccia bollente, Diana avvertì il campanello attraversare con decisione l'appartamento, ma questa volta non era nessuno di coloro che avrebbe potuto attendere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-6424342957779001832?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/6424342957779001832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=6424342957779001832&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6424342957779001832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6424342957779001832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/12/racconto-diana-3.html' title='Racconto - Diana (3)'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-2374692032675556728</id><published>2008-11-18T15:03:00.000-08:00</published><updated>2008-11-18T15:08:11.497-08:00</updated><title type='text'>Racconto - Diana (2)</title><content type='html'>La prima volta fu per strada, a sera, verso le nove e mezzo. Si era fermata ad un distributore automatico di sigarette, pochi metri dopo quello di profilattici, dove aveva già lasciato una banconota stropicciata. Normalmente non fumava, anzi non aveva mai comprato sigarette coi suoi soldi, era sempre riuscita ad ottenerle da altri che gliele offrivano per compassione, o talvolta per gratitudine. Mise le monete nella fessura, esse risuonarono nella cassetta interna, poi spinse un pulsante, che lampeggiò per comunicarle che le Camel erano terminate; lo stesso avvenne per Marlboro e Merit, finché la macchina decise che quei soldi non gli andavano a genio. Sul display scolorito non risultò più nemmeno un centesimo, e fu così che il distributore si prese un pugno nel ventre, mentre un ragazzo alto e magro si avvicinava serenamente.&lt;br /&gt;- Vuoi una sigaretta?&lt;br /&gt;Diana gli rivolse di getto una smorfia piuttosto loquace, ma appena lo vide in volto rilassò le labbra contratte. Il viso del ragazzo era così placido e sincero che non poté fare altro se non aggiungere:&lt;br /&gt;- Grazie.&lt;br /&gt;Qualche secondo dopo ebbe modo di notare che aveva rimesso in tasca il pacchetto senza prendere da fumare per sé. Gli domandò il perché, e si può dire che di lì cominciò la loro conoscenza: il ragazzo iniziò a disquisire abbondantemente sull'argomento, affermando diverse teorie per le quali aveva deciso di smettere ma si sentiva in obbligo di portarsi appresso un pacchetto da dieci; spiegò inoltre che il pacchetto era sempre lo stesso da anni, e che lo riempiva trasferendo sigarette provenienti da altri pacchetti. Diana aveva sempre odiato la gente che parlava troppo, ma la logica e la chiarezza con le quali egli esponeva le sue bizzarre tesi la incantava; si concentrava su ogni parola, seguiva il filo del discorso così facilmente che solo dopo una decina di minuti rivide le sue gambe che andavano per inerzia, imitando parallelamente i passi di lui.&lt;br /&gt;Notando di essere in direzione di casa sua, Diana gli domandò se voleva salire a bere qualcosa: e lui non solo accettò con piacere, ma ciò che gli aveva proposto fu tutto ciò che fecero. Ovviamente lei non aveva in mente soltanto un buon bicchiere di vodka, ma quando lui se ne andò si era già dimenticata tutto quanto. Accadde come se in un lunghissimo istante le avesse riversato tutte le immagini di questo mondo sulla superficie degli occhi. Le parlò delle vecchiette all'ufficio postale, del loro continuo parlar male dei giovani e dei loro modi patetici, spesso infantili, di compiangersi per le disgrazie della terza età; delle inutili spese femminili in costante crescita, come i lucidalabbra, le cerette, gli incensi, capi d'intimo umanamente inconcepibili, fondotinta, sciampi oleosi alle erbette, penne a sfera complete di pon-pon rosa, ricariche telefoniche vitalizie eccetera; delle futili ragioni per cui il cattolicesimo continuava a perdere adepti; della sua personale attrazione per la nebbia autunnale, decisamente il fenomeno atmosferico più straordinario di sua conoscenza; delle sue interminabili attese ai concerti, giunto sempre in largo anticipo; di come gli riuscisse facile commuoversi davanti ad un vecchio quaderno di scuola, o un cartone animato che da piccolo poteva recitare dall'inizio alla fine, ma la cui memoria era stata portata via dal corso dei feroci anni adolescenziali; di come trovasse molto più stimolante cercare delle immagini negli spazi tra le nuvole, anziché nelle nuvole stesse; di come non esistessero più le grandi attrici veramente belle, e di come nessun ritocco professionale potesse renderle tali; del migliore ristorante in cui avesse mai mangiato, ad Amsterdam; del pomeriggio d'inverno in cui sull'autobus, per dodici minuti interi, non era riuscito a smuovere gli occhi dai capelli rossi che contornavano un viso di ragazza, la quale pareva un Botticelli alla pausa caffè, mentre le note di una fantasia di Schumann gli martellavano dolcemente i timpani; di come in assoluto nessun vagabondo fosse riuscito mai a fargli pena quanto i relativi cani, costretti a una vita peggiore di quella che normalmente spetterebbe loro con un qualsiasi altro padrone; degli imprevedibili benefici di un pediluvio bollente dopo una corsa di venti minuti sotto la pioggia; di come la gente non sapesse usare correttamente nemmeno i proverbi, le più antiche preziosità di questo mondo; della sua ostinazione nel tenere aperta la tapparella di camera sua fino all'ora in cui andava a dormire, per avere sempre sotto gli occhi le luci dei lampioni, molto più poetiche di come le raccontassero; di come i francesi, quali La Fontaine, Balzac, Diderot, Voltaire, Proust, Baudelaire, Rousseau, Molière e tanti altri avessero avuto sempre maledettamente ragione su tutto; di come gli adulti, man mano che avanzavano con gli anni, riacquistassero sensibilmente lo stupore davanti alle cose più semplici della vita, delle sottili pennellate di colore nella loro grigia routine, le cui fatiche potevano essere alleviate soltanto, giunti a casa dopo il lavoro, da un sorriso delle loro figlie seienni; dei più reconditi abissi della memoria, capace di arrovellarsi per giorni interi su un profumo o una melodia apparentemente dimenticati decenni prima; dei pomeriggi liberi in cui si recava per le strade meno frequentate del centro, e talvolta si fermava a parlare con le ragazze sedute sole a un bar, o sul bordo del marciapiede, a domandare loro come stavano, come era andata la giornata, se erano felici e se in qualche modo avrebbe potuto renderle tali. Queste e mille altre cose che il sonno rimosse per sempre.&lt;br /&gt;La confusione del mattino dopo, complice dell'assurdità di quel fatto senza precedenti, portò Diana alla conclusione che tutto ciò non era mai successo veramente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-2374692032675556728?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/2374692032675556728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=2374692032675556728&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2374692032675556728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2374692032675556728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/11/racconto-diana-2.html' title='Racconto - Diana (2)'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1525481306698366793</id><published>2008-11-04T12:42:00.000-08:00</published><updated>2008-11-04T13:42:09.852-08:00</updated><title type='text'>Racconto - Diana (1)</title><content type='html'>Sarà stato il carattere particolarmente opportunista e convincente al tempo stesso, quella venerabile avvenenza primordiale, il calore sudaticcio della sua pelle sottile, o solamente quelle forme che sembravano modellate da Satana in persona. Fatto sta che Diana non aveva mai trovato difficile portarsi qualcuno nel letto, una volta che ne scoprì il bisogno spasmodico.&lt;br /&gt;Il suo primo fidanzatino risaliva alle scuole elementari, si erano promessi di sposarsi: ora lei nemmeno ricordava che esistesse, mentre lui tutte le mattine la vedeva dal fondo dell'autobus, indeciso fra lo stupore e il rimpianto. Era splendida, sì, ma la sua immagine imprimeva in lui un timore così profondo che non osava nemmeno avvicinarla; provava quasi spavento osservando tutta quella meravigliosa precocità. Non aveva mai dimostrato la sua età, ogni cosa era giunta in anticipo per lei: a sedici anni aveva già lo sguardo fiero di una pornodiva, a diciotto l'esperienza necessaria per diventarlo.&lt;br /&gt;Davvero in pochi ebbero l'onore di risiedere in un cassetto di quella mente assassina, progettata per il consumo e raramente destinata al riciclaggio. Uno fra questi era entrato nella sua vita per sbaglio, in tutti i sensi. Un ragazzetto timido fuori misura. Probabilmente nessuno gli aveva mai parlato delle donne. Quella notte lo avrebbe traumatizzato, e reso single per il resto dei suoi giorni.&lt;br /&gt;- Carino... carino il tuo appartamento.&lt;br /&gt;- Ci vivo con mia madre.&lt;br /&gt;- Ah. E quindi tuo..&lt;br /&gt;- Se non ti spogli entro cinque secondi faccio a modo mio, chiaro?&lt;br /&gt;Un altro le aveva detto scandalizzato che stava già con una ragazza, e che erano felici insieme, e che l'amava alla follia, e che non aveva bisogno dei suoi luridi servigi. Qualche minuto dopo Diana gli aveva fornito motivazioni sufficienti per indurlo a rimanere con lei tre giorni interi, durante i quali consumarono ogni vizio che venisse loro in mente. L'ultima notte, tornato a casa ad un'ora indecente, non dormì nemmeno un secondo, assalito dalle visioni dei suoi peccati; la mattina seguente suo fratello lo trovò rannicchiato a terra nel bagno del sottoscala. Un foglietto chiazzato di sangue riportava tre o quattro versi di Shakespeare: quando la sua ragazza li lesse non riuscì a piangere.&lt;br /&gt;L'immagine che Diana aveva meglio stampata nei ricordi, suo malgrado, era il ghigno disumano del primo amante. Non l'aveva violentata, ma la foga con cui aveva raggiunto le sue intimità le fece sempre credere il contrario, a tal punto che dimenticò per sempre come tutto avesse avuto inizio. Il volto feroce di quell'uomo fece scattare un meccanismo a doppio taglio: se da un lato infatti ella abbandonò ogni freno e in un certo senso divenne matura, dall'altro mantenne sempre il senno necessario per considerare i suoi atti come proibiti, e sentirsi appagata nel proprio errore perpetuo.&lt;br /&gt;Così, come uno scrupoloso collezionista di minerali, Diana raccoglieva senza sosta tanti differenti esemplari per dar forma al mosaico della sua felicità: ma così come il collezionista si ritrova ogni sera, circondato dalle sue bacheche in vetro, a contemplare soltanto il suo oggetto più raro, anche Diana finiva per ripensare sempre ad una persona soltanto. Lo vide appena tre volte nell'arco di poco più di un anno, ma bastarono a cambiare la sua sostanzialmente povera vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1525481306698366793?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1525481306698366793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1525481306698366793&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1525481306698366793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1525481306698366793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/11/diana-parte-prima.html' title='Racconto - Diana (1)'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-649350641011884670</id><published>2008-10-21T13:33:00.000-07:00</published><updated>2008-10-21T14:16:47.031-07:00</updated><title type='text'>EP - A Silver Mt. Zion: He has left us alone but shafts of light sometimes grace the corner of our rooms</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4HECW1UGPl4/SP49tKh7K1I/AAAAAAAAAyE/D11jJlzNNC0/s1600-h/A+silver+mt.+zion+-+he+has+left...jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259709260945369938" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4HECW1UGPl4/SP49tKh7K1I/AAAAAAAAAyE/D11jJlzNNC0/s200/A+silver+mt.+zion+-+he+has+left...jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' una parola necessariamente poco usuale, ed è meglio così, di questi tempi. Sono situazioni dove appare così fuori luogo, talmente tanto da doverla appena accennare, come un pezzo di storia che si vuole o si è costretti a dimenticare. L'immagine che mi viene in mente è una anziana signora, che sussurra tristemente a un bambino: “Una volta c'era il &lt;em&gt;rock&lt;/em&gt;”, e prova vergogna nel dirlo perché sa che quel bambino non potrà sapere mai cosa sia stato.&lt;br /&gt;Sono passati gli anni, e dopo il miraggio della musica libera e senza confini, abbiamo assistito alla decadenza. Lo chiamano Post-rock, perché nasce in periodi bui che vedono un rapido allontanamento di quella corrente. Si inscena insomma il giudizio universale della musica, il punto d'arrivo dei nostri sogni, la resa dei conti.&lt;br /&gt;(Ci ha lasciati soli, ma dei raggi di luce ogni tanto onorano gli angoli delle nostre stanze)&lt;br /&gt;Finita l'apocalisse non si ha altra scelta che raccogliere i brandelli, i superstiti, le esili cose che ancora ci circondano e farne tesoro inestimabile.&lt;br /&gt;Le epiche suite dei Godspeed You (!) Black Emperor erano l'ultimo sprazzo di vitalità, prima di abbandonare il mondo alla sua completa rovina. Finito anche il Post-rock, cosa resta? Solo questo. A Silver Mount Zion, col suo primo disco, può essere considerato l'unico caso di &lt;em&gt;post&lt;/em&gt;-Post-rock.&lt;br /&gt;Tutto ciò che siamo riusciti a salvare è un vecchio violino malinconico, un basso e una chitarra che adatteremo con l'archetto di riserva. E' tutto finito, ma utilizziamo quel poco che ci resta per cantare. Non lasciamo che la musica si spenga prima di noi.&lt;br /&gt;Una corda rotta può suonare un poco.&lt;br /&gt;A Silver Mount Zion è poesia dell'essenziale, elogio alla sopravvivenza nel dolore più profondo, nell'abbandono e nel silenzio. Non abbiamo più nulla, ma quella luce che entra dalla finestra sa darci speranza, è la nostra gioia e la custodiamo gelosamente. Siamo vivi, e tanto basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;(Attendendo con ansia la data bolognese del tour - 24/10/08 - nonostante la formazione sia molto cambiata assieme al genere musicale nel corso degli anni, porgo un gentile ma al tempo stesso silenzioso e sintetico saluto ai visitatori. Credeteci ancora, non vi ho abbandonati)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-649350641011884670?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/649350641011884670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=649350641011884670&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/649350641011884670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/649350641011884670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/10/ep-silver-mt-zion-he-has-left-us-alone.html' title='EP - A Silver Mt. Zion: He has left us alone but shafts of light sometimes grace the corner of our rooms'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4HECW1UGPl4/SP49tKh7K1I/AAAAAAAAAyE/D11jJlzNNC0/s72-c/A+silver+mt.+zion+-+he+has+left...jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-3945126300100501178</id><published>2008-09-21T04:05:00.000-07:00</published><updated>2008-09-21T04:06:26.179-07:00</updated><title type='text'>Hors de la ville</title><content type='html'>Da queste parti Dio esiste solo per i campi. Se ogni tanto piove, è Dio a mandarla buona, se c'è il sole è grazie a Dio che crescono i pomodori. Per il resto, qui la vita è in mano all'uomo e alla sua vanga, è lui a pianificarla attorno a enormi tavoli da pranzo in legno scuro.&lt;br /&gt;Qui la gente non si fa troppi problemi. Se parli loro di chiesa e ostie fanno finta di non sentire, o forse non sentono davvero. Sanno stare fermi ore e ore sulle sedie da giardino di plastica bianca, ogni tanto seguono con lo sguardo le gazze che sfrecciano da un ulivo all'altro. Ogni tanto le raccolgono, le olive.&lt;br /&gt;Qui un momento ha l'intensità, e al tempo stesso l'inconsistenza, di un'intera ora.&lt;br /&gt;Questa gente tende a rifiutare la concezione della morte: forse non ci hanno mai pensato veramente, per loro è come una favola o un espediente per imprecare. Non la prendono sul serio, se succede si dispiacciono quanto basta. Per loro vivere o no sarebbe stato uguale, ringraziare non avrebbe senso. Non sono a mio agio, per causa loro mi distanzio anch'io da quelli che sono i miei ideali: al momento del confronto, la loro ignoranza sembra più logica di ogni mio pensiero, anche il più semplice. A che serve tenersi strette delle certezze? Fa forse qualche differenza? La realtà è questa, sanno ma non dicono: la morte c'è, ed è l'unico modo che hanno di dirci che siamo uguali a loro.&lt;br /&gt;Passeggio per campi senz'aria, soffocati dal caldo. Terra, terra a perdita d'occhio, un mare di terra con onde di terra, colli di terra con alberi intrisi di terra, fin dentro alla corteccia. Qualsiasi cosa qui ha il sapore del sale, del secco. Tutto perde di significato: nemmeno gli oggetti sembrano aver voglia di stare dove sono. Se guardi dalla parte opposta al sole, ti sembra quasi che lo sguardo non abbia barriere.&lt;br /&gt;E' da quando sono nato che vedo tutto questo, e lentamente mi sono abituato al fatto che, a pensarci bene, posso esistere solo fino a un certo punto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-3945126300100501178?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/3945126300100501178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=3945126300100501178&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3945126300100501178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3945126300100501178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/09/hors-de-la-ville.html' title='Hors de la ville'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-4840963299031277170</id><published>2008-09-08T04:24:00.000-07:00</published><updated>2008-09-08T04:25:36.582-07:00</updated><title type='text'>Pelle</title><content type='html'>Delle tue e di Bacco&lt;br /&gt;disperate fughe&lt;br /&gt;altro che un'essenza&lt;br /&gt;evasiva sulla pelle&lt;br /&gt;più fragile non mi resta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intere filosofie&lt;br /&gt;già redatte immagino, pensate&lt;br /&gt;mai; catene&lt;br /&gt;di chi morire&lt;br /&gt;non può in pace.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-4840963299031277170?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/4840963299031277170/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=4840963299031277170&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4840963299031277170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4840963299031277170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/09/pelle.html' title='Pelle'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-3257018783750352839</id><published>2008-08-19T02:39:00.000-07:00</published><updated>2008-08-19T02:41:46.301-07:00</updated><title type='text'>Invito alla lettura: "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcìa Màrquez</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.liberonweb.com/images/books/880431463X.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 170px; CURSOR: hand" height="269" alt="" src="http://www.liberonweb.com/images/books/880431463X.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ho finalmente imparato il significato dell'espressione “divorare un libro”. E non significa semplicemente fare una corsa contro il tempo arrivando con facilità e rapidamente alla conclusione, bensì nutrirsi in maniera effettiva del testo stesso, a tal punto da diventarne parte integrante e non potersi fermare, anche volendolo. Il libro diviene una condizione necessaria della vita finché non lo si conclude, e una volta terminato, che sia il piacere o l'abitudine poco importa, ma ci mancherà qualcosa.&lt;br /&gt;Così, in pochissimi giorni ho rivissuto i cent'anni della stirpe Buendìa, dal capostipite José Arcadio all'ultimo discendente Aureliano José. Una vicenda simbolicamente riconducibile all'intera Bibbia, dalla Genesi nell'Eden di Macondo, una località estranea al mondo conosciuto, destinata ad originare il peccato sin dalle sue radici, all'Apocalisse nello straziante finale, un ritorno al nulla che non concede ulteriori possibilità di redenzione.&lt;br /&gt;Nel suo capolavoro, Màrquez ha dato vita ad una dimensione parallela dominata dalla magia, dalle credenze popolari e dai fantasmi del passato, i quali interagiscono nella vita dei loro discendenti per mantenerne vive le origini. Dopo una cinquantina di pagine ci si è ormai abituati a leggere gli episodi di un paese che può esistere soltanto nell'immaginazione, ma che appare più vero del vero: si ha l'impressione di aver conosciuto ogni personaggio ancor prima di leggerlo, e nel loro particolare delinearsi risulta impossibile non tenerli a mente per tutte le 400 pagine. Tanti i soggetti indimenticabili: Ursula, la moglie di José Arcadio Buendìa, una incrollabile figura materna per tutti i figli, nipoti e avventori occasionali di casa Buendìa; il colonnello Aureliano Buendìa, che “promosse trentadue sollevazioni armate e le perse tutte, ebbe diciassette figli maschi da diciassette donne diverse, sfuggì a quattordici attentati, a settantatré imboscate e a un plotone di esecuzione”; Remedios la Bella, la donna più incantevole mai apparsa a Macondo, la cui avvenenza causò la morte di più persone prima della sua ascesa al cielo; infine lo zingaro Melquìades, che scrisse su pergamene l'avvenire della discendenza Buendìa un secolo prima che essa si concludesse (e che le pergamene potessero essere decifrate).&lt;br /&gt;Oltre ad essere uno dei romanzi più acclamati di tutto il Novecento, e ad aver fatto meritare a Màrquez il premio Nobel per la letteratura, “Cent'anni di solitudine” è un vero e proprio manuale di narrativa: il sapiente uso di anticipazioni e flashback, assieme alla forma estremamente fluida e coinvolgente, rendono quest'opera indispensabile per chi scrive come per chi legge.&lt;br /&gt;Una storia d'amore e morte, ugualmente tormentati nel loro succedersi senza sosta: è il solo destino possibile per gli eroi e antieroi di Macondo, condannati alla solitudine eterna come non fossero mai esistiti, tranne che nella nostra mente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-3257018783750352839?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/3257018783750352839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=3257018783750352839&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3257018783750352839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3257018783750352839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/08/invito-alla-lettura-centanni-di.html' title='Invito alla lettura: &quot;Cent&apos;anni di solitudine&quot; di Gabriel Garcìa Màrquez'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8976423891766956801</id><published>2008-08-11T07:30:00.000-07:00</published><updated>2008-08-11T07:31:32.819-07:00</updated><title type='text'>Demi-été</title><content type='html'>Capì l'assurdità del tutto solo quando si vergognò a scrivere quel nome nella sabbia. Era il punto più vicino al frangersi delle onde, perciò i segni lasciati dal suo indice sarebbero rimasti impressi per molto tempo, rinsaldati da una possibile alta marea.&lt;br /&gt;Chinatosi sulle ginocchia e avvicinata la mano alla distesa umidiccia, per la prima volta si sentì uno stupido. Buttò i pugni stretti a terra e cadde goffamente in avanti. Era tutto orribilmente insensato, e questo lo fece ridere. Se ne stette lì, con la testa a mezz'aria per interi minuti, incapace di pensare ad una cosa qualunque. I suoi occhi erano come annebbiati, nonostante ciò poteva vedere tutto distintamente, con luci ed ombre totalmente nuove, anche se irreali.&lt;br /&gt;L'aveva amata tanto da odiarla quasi. E man mano che riprese il controllo della sua mente, essa fece riaffiorare le immagini di tutte le più belle donne che il suo egoismo aveva reso invisibili in quegli anni. Si rese conto di averle amate tutte, e forse di amarle ancora. Se le avesse mai incontrate di nuovo, avrebbe preso per la mano ognuna di esse, per poi abbracciarle con passione; si sarebbe stretto a loro come il neonato al seno materno, ed in quel contatto quasi violento avrebbe letto la loro anima, vinto la loro fragilità; si sarebbe nutrito della loro bellezza così innocente, più naturale di una sorgente limpida; il tocco delle sue labbra avrebbe marchiato a fuoco i loro zigomi tremanti, avrebbe mosso in loro contorsioni di nervi, culminanti in un tiepido sospiro. Le loro membra a stento avrebbero retto a quella carica di passione straripante. Ne sarebbero rimaste ferite in superficie, e lacerate nel più profondo.&lt;br /&gt;Se soltanto avesse deciso di spartire quel sentimento insostenibile fra loro, ciascuna di esse sarebbe stata felice per sempre, e lo avrebbe seguito sino alla morte. Ma quella devozione così infondata gli fece soffrire una cecità di ugual misura, portandolo a idolatrare una comune immagine, ed una sola, del mondo che aveva visto sino ad allora.&lt;br /&gt;Non si sa perché non scrisse quel nome nella sabbia. Forse perché acquisì la consapevolezza di essere schiavo di quel nome e dell'immagine ad esso legata, di aver firmato un contratto perenne con il proprio martirio; o forse perché sapeva che il tentativo di colmare quella distanza momentanea (o forse eterna) sarebbe stato, oltre che inutile, ridicolo. E ancora una volta gli avrebbe fatto male.&lt;br /&gt;Lei, senza saperne nulla, aveva commesso il più efferato e crudele dei gesti che l'inconscio possa covare: l'aveva ucciso solamente per metà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8976423891766956801?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8976423891766956801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8976423891766956801&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8976423891766956801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8976423891766956801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/08/demi-t.html' title='Demi-été'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-6352068566679752273</id><published>2008-07-18T09:59:00.000-07:00</published><updated>2008-07-18T10:14:57.738-07:00</updated><title type='text'>EP - Neutral Milk Hotel: In The Aeroplane Over The Sea</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.gardenal.org/trabalhosujo/nmh5.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.gardenal.org/trabalhosujo/nmh5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Considerato uno dei massimi capolavori degli anni 90, “In The Aeroplane Over The Sea” (1998) è il secondo e ultimo lavoro dell'acclamata band Neutral Milk Hotel, capitanata dal geniale cantautore Jeff Mangum. Parecchio famosi nella scena indie, si sono fatti conoscere con il loro disco d'esordio “On Avery Island”, un'esplosiva ed innovativa miscela di folk e di psichedelia alquanto acida con venature rock. Esso ha segnato l'inizio dell'interesse generale, culminato poi in questo gioiello, pubblicato due anni dopo dalla Merge Records.&lt;br /&gt;A renderlo leggendario sono stati diversi fattori: uno dei più noti è che Mangum, dopo aver letto alcuni testi della piccola Anne Frank, fosse rimasto folgorato e avesse sentito la necessità di esternare i propri sentimenti in questo progetto; non è difficile a credersi, dato che questi 40 minuti sono un concentrato di emozioni pure, fortissime nella loro semplicità, dove la passione trasmessa dal cantante e i suoi collaboratori è palpabile. E' un disco sincero in tutto e per tutto, che a differenza del precedente favorisce moltissimo la componente folk-chitarristica, assumendo un ritmo molto più lento e d'atmosfera. I tratti visionari dei Neutral Milk Hotel questa volta si sono riversati più che altro nei testi, che evocano associazioni d'immagini provenienti dalla mente del frontman.&lt;br /&gt;L'album, nel leggero susseguirsi dei suoi meravigliosi brani, non perde nemmeno un colpo, trasportandoci quasi in una dimensione parallela dominata da suoni delicati e ricordi d'infanzia, narrati dalla voce appena un po' ruvida di Mangus. Dal decisivo inizio di “King Of Carrot Flowers pt. 1”, passando per la splendida title-track e giungendo a brevi pezzi strumentali come “Untitled” (accompagnato dal suono di una cornamusa), il nostro viaggio ci lascia quasi con le lacrime agli occhi. E con l'amaro presentimento che questo sia l'epilogo definitivo di questa band.&lt;br /&gt;Concluso infatti il proficuo tour di “In The Aeroplane Over The Sea”, i Neutral Milk Hotel hanno reso pubblico il loro &lt;em&gt;hiatus&lt;/em&gt; a tempo indeterminato. Questo ultimo disco potrebbe essere considerato il loro testamento artistico, o meglio di Jeff Mangus (trattandosi quasi di un disco solista). Nonostante i fan di tutto il mondo sperino ancora in un ritorno, tutti essi possono ritenersi (come me) soddisfatti da un simile capolavoro, un'opera universale che da sola vale un'intera carriera.&lt;br /&gt;Da riscoprire, più che mai nel suo decennale, che lo vede ancora come un ricordo immortale nel cuore di chi lo ha ascoltato anche solo una volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: -&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cf/Joyce_oconnell_dublin.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 141px; CURSOR: hand; HEIGHT: 378px" height="442" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cf/Joyce_oconnell_dublin.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Con questo spirito vi lascio per una piccola vacanza in Irlanda (a partire da lunedì), sperando che tutti coloro che passano di qui ne approfittino per ascoltare l'album in questione. Lo dedico a tutti voi, miei amati blogger e visitatori, nella sicurezza che vi piacerà da impazzire. Buone vacanze a tutti voi: un abbraccio speciale a &lt;/em&gt;&lt;a href="http://attaccabottone.blogspot.com/"&gt;&lt;em&gt;Ross&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;&lt;a href="http://appuntinovalis.blogspot.com/"&gt;&lt;em&gt;Novalis&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;&lt;a href="http://ilmondodigaz.blogspot.com/"&gt;&lt;em&gt;Gaz&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, la &lt;/em&gt;&lt;a href="http://pansyworld.blogspot.com/"&gt;&lt;em&gt;Fek&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; (che forse è tornata a bloggare), &lt;/em&gt;&lt;a href="http://zcomezambo.splinder.com/"&gt;&lt;em&gt;Zambo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; e &lt;/em&gt;&lt;a href="http://pinktrad.blogspot.com/"&gt;&lt;em&gt;Anonimo Veneziano&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;.&lt;br /&gt;Non so precisamente quando tornerò in attività, ma abbiate soltanto pazienza.&lt;br /&gt;Ora vado, nell'attesa di incontrare il mio idolo Joyce.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;:)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-6352068566679752273?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/6352068566679752273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=6352068566679752273&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6352068566679752273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6352068566679752273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/07/ep-neutral-milk-hotel-in-aeroplane-over.html' title='EP - Neutral Milk Hotel: In The Aeroplane Over The Sea'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-6380474331469381006</id><published>2008-07-14T11:14:00.000-07:00</published><updated>2008-07-14T11:15:54.313-07:00</updated><title type='text'>Blanc</title><content type='html'>Mi sono appoggiato ad un lampione acceso, con la gamba sinistra appoggiata sulla destra. Era solo per provare, per vedere che effetto faceva; per la verità non è proprio come nei film, anzi mi sento abbastanza ridicolo, perché so che non ce n'era alcun bisogno. Se fossi stato stanco allora sì, tutta un'altra cosa. Ma adesso, sveglio e attivo come di consueto, faccio meglio a tirarmi su e fantasticare meno. Sono le due e un quarto, e normalmente dovrei o vorrei essere a letto. Stanotte ho deciso che non dormirò, perché ho sprecato già troppe ore sul cuscino, a rigirarmi e scompigliarmi i capelli. Oggi non ho avuto pace, non mi sono fermato mai. Ora sono qui, e non mi fermerò nemmeno ora. Veglierò.&lt;br /&gt;L'ho deciso ieri, giusto prima di dormire. Perché ho capito che di notte non solo si ragiona molto meglio, ma qualche volta si riesce anche a trovare qualche soluzione. Perlomeno, penso di avere un problema.&lt;br /&gt;E' la traversa di una strada principale. Là stanno sostando due stangone in cerca di compagnia, una da un lato e una dall'altro. Non tanto per dividersi il lavoro, quanto per il fatto che di sicuro da entrambi i lati qualcuno avrà bisogno di loro. Magari non lo fanno nemmeno per soldi: a essere sinceri però, non ho mai sentito parlare di puttane compassionevoli.&lt;br /&gt;Io sto in un vicolo morto. Non avrei mai creduto che esistesse un posto così desolato in città. Abbandonato, eppure incredibilmente pulito. Qui non ci ha messo piede nessuno per mesi. Se non altro nessun imbecille prima di me è venuto qui a fare tutti i suoi ragionamenti, senza poi concludere nulla. O ragioni seriamente, o te ne vai a casa. Come sempre.&lt;br /&gt;Potrei mettermi a gridare. &lt;em&gt;Vorrei&lt;/em&gt; mettermi a gridare. Probabilmente sarebbe un metodo più efficace di altri. Le due stangone si sono allontanate.&lt;br /&gt;Dai, urla adesso.&lt;br /&gt;Vai.&lt;br /&gt;Ora.&lt;br /&gt;Ho aperto la bocca ed è uscito soltanto un sibilo. Sono un codardo, oppure non ho la forza di farlo. No, non voglio che mi senta qualcuno. E perché no, poi? Che mi senta chi vuole. Che lo sappia tutta città, se serve. Perché devo costringermi a tacere? Sto delirando, lo sento. Ma non ce la faccio più, è come se stessi per implodere. Ho bisogno di vuoto.&lt;br /&gt;Se fossi di fronte ad uno strapiombo probabilmente mi lancerei, per provare davvero il sentimento del vuoto. Totale, senza davanti né ostacoli né vita ancora da consumare. Mi lascerei.&lt;br /&gt;Abbandonerei persino me stesso. Se volessi, potrei diventare aria, disfarmi completamente e perdermi, ovunque e in nessun luogo. Solo aria.&lt;br /&gt;Anzi no. Nemmeno aria. Sono strapieno di aria, ne ho fin troppa. Mi soffoca, tutta quest'aria. Mi rifiuto di vivere come tutti, felici di respirare sempre gli stessi atomi di niente.&lt;br /&gt;Se non mi fermo subito, almeno col pensiero, rischio di svenire. Ma tanto qui non mi troverà nessuno.&lt;br /&gt;Non finché sarò vivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-6380474331469381006?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/6380474331469381006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=6380474331469381006&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6380474331469381006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6380474331469381006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/07/blanc.html' title='Blanc'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-2492874336879332309</id><published>2008-07-07T03:39:00.000-07:00</published><updated>2008-07-07T03:48:04.104-07:00</updated><title type='text'>EP - Slint: Spiderland</title><content type='html'>&lt;a href="http://images.amazon.com/images/P/B0000019HU.01._SCLZZZZZZZ_.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://images.amazon.com/images/P/B0000019HU.01._SCLZZZZZZZ_.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Probabilmente “Spiderland” (1991) merita il primato come disco più inquietante del rock tutto, al di là dei sottogeneri. Oltre ad essere un disco seminale e fondamentale per una serie di correnti sviluppatesi fra gli anni 90 e il nuovo secolo.&lt;br /&gt;Gli Slint si sono fatti carico di tutto il sentimento che pervadeva i musicisti di quel tempo (dagli esponenti grunge in poi) e lo hanno incarnato nella loro breve discografia. “Spiderland”, all'unanimità il loro capolavoro, ha il lento e triste incedere di un funerale rock, intervallato da disperate esplosioni e acute dissonanze perforanti.&lt;br /&gt;Il delicato arpeggio iniziale con armonici di “Breadcrumb trail” inganna su ciò che ne segue, ovvero la voce del “cantante non cantante” Brian McMahan: gran parte dei testi di “Spiderland” sono infatti parlati, ma non come un discorso ben articolato, bensì piatti, narrati da una voce senza tono, che espone con brutale freddezza la filosofia Slint. A metà, come in altri episodi, il brano scoppierà in un gran putiferio, che lascia l'ascoltatore inerme ed intontito. Ora l'album comincia a fare il suo effetto.&lt;br /&gt;“Nosferatu man” ci avverte che siamo già nel mezzo della tragedia. La sesta corda si abbassa di un tono, il nostro animo di due. Il riff cadenzato del basso e della chitarra viene echeggiato dal grido della seconda chitarra, che col suo acuto strozzato ci percorre tutta la schiena. Anche questa traccia successivamente esplode in un'assordante cavalcata heavy, segnando forse l'episodio meglio riuscito di tutta l'opera.&lt;br /&gt;Il terzo brano, “Don, Aman”, segna il passaggio nella parte più oscura della “terra dei ragni”: la strumentazione si riduce alla sola chitarra, accompagnata da sussurri appena udibili; a metà del brano ci raggiungeranno un basso essenziale e una distorsione acida ma non invadente. Avvertenze: causa depressione a tempo indeterminato.&lt;br /&gt;Una linea simile viene intrapresa nei due brani successivi, dove in “Washer” alle singole pennate su due corde vengono preferiti l'arpeggio e una batteria dimessa e delicata; “For Dinner” è invece un brano strumentale, un po' debole di contenuti ma ugualmente calzante nell'atmosfera generale, che si mantiene cos' sui toni più bassi dell'anima.&lt;br /&gt;La conclusione è affidata a “Good morning, captain”, un pezzo simile al secondo con un riff più incisivo, a tratti quasi arabeggiante. I tessuti musicali tracciati dalla seconda chitarra esprimono ancora una volta tutto il malessere e il terrore che gli Slint hanno voluto trasmettere nel disco, chiuso da grida disumane del cantante.&lt;br /&gt;“Spiderland” ha aperto le porte a generi quali il Post-rock e, marginalmente, anche il Math. Ma questo non è troppo importante. Ciò che ha reso fondamentale questo disco è la trasposizione in musica di quello che Baudelaire chiamava &lt;em&gt;spleen&lt;/em&gt;, un radicale male di vivere intrinseco di ogni uomo. L'angosciosa esperienza di questo album non vi lascerà scampo; a parte questo, rimane di certo fra i dischi più impressionanti ed espressivi di sempre.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,9/5&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-2492874336879332309?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/2492874336879332309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=2492874336879332309&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2492874336879332309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2492874336879332309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/07/ep-slint-spiderland.html' title='EP - Slint: Spiderland'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-952326426261080031</id><published>2008-06-30T00:10:00.000-07:00</published><updated>2008-06-30T00:18:08.494-07:00</updated><title type='text'>ImprovvisAzione</title><content type='html'>SCENA: una stazione dei treni praticamente deserta. In lontananza, una baracchina bar/gelateria/paninoteca e un grande orologio di quelli con i cartellini che scorrono. Un treno arriva (peraltro in orario) e una ragazza qualunque, di bell'aspetto, scende seguita da un giovane un po' impacciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUI: Mi scusi...&lt;br /&gt;LEI: (&lt;em&gt;continua a passo deciso verso sinistra&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LUI: (&lt;em&gt;con voce bassa ma decisa&lt;/em&gt;) Scu.. signorina, scusi...&lt;br /&gt;LEI: (&lt;em&gt;si volta di scatto, fermando il trolley&lt;/em&gt;) Sì?&lt;br /&gt;LUI: Mi perdoni, non volevo farle perdere.. ecco..&lt;br /&gt;LEI: Mi dica.&lt;br /&gt;LUI: ...&lt;br /&gt;LEI: Ha bisogno?&lt;br /&gt;LUI: Vede...&lt;br /&gt;LEI: (&lt;em&gt;attende&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LUI: (&lt;em&gt;esita&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LEI: (&lt;em&gt;attende ancora&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LUI: Vole..&lt;br /&gt;LEI: Scusi scusi, ma ha biso...&lt;br /&gt;LUI: No. Non ho bis...&lt;br /&gt;LEI: E' che devo prendere un treno, sa.. Mi dica.&lt;br /&gt;LUI: Un altro?&lt;br /&gt;LEI: Sì, ma lei ha bi...&lt;br /&gt;LUI: No no, stia tranquilla. Anzi mi scusi davvero. Il fatto è che..&lt;br /&gt;LEI: ...&lt;br /&gt;LUI: Solo volevo.. volevo complimentarmi. Lei è davvero meravigliosa.&lt;br /&gt;LEI: (&lt;em&gt;Stranita, per un istante non capisce; uno di quei momenti in cui il cervello si ferma un attimo e riformula le cose in modo fulmineo&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LUI: Sì, davvero.&lt;br /&gt;LEI: Io...&lt;br /&gt;LUI: No no no, lei non deve dire nulla. Non deve preoccuparsi di trovare una risposta sensata. Può.. può andare, la prego. Mi perdoni.&lt;br /&gt;LEI: E' gentile da parte sua. (&lt;em&gt;Sorride&lt;/em&gt;) Sinceramente, io... ecco, capirà... nessuno mi ha mai detto una cosa del genere. Insomma, perlomeno.. mio Dio.. ecco io, lei... io non la conosco, tutto qui.&lt;br /&gt;LUI: No certo, è ovvio. Ma vede, io non la conosco, ma mi sono sentito in dovere di dirglielo.E' strano, Dio, mi sento un pazzo, mi creda. Non pensavo che l'avrei fatto davvero, qualche secondo fa.&lt;br /&gt;LEI: (&lt;em&gt;Imbarazzata, accenna una tenue espressione di dispiacere&lt;/em&gt;) Sì, è... è strano ma vede, io penso di dover proprio... per la miseria!&lt;br /&gt;LUI: La prego, non si trattenga se deve andare! Non voglio una responsabilità del genere per un mio...&lt;br /&gt;LEI: Ma no.. guardi, la ringrazio. E' stato un gesto davvero cortese, non me l'aspettavo. Solo non capisco...&lt;br /&gt;LUI: Cosa?&lt;br /&gt;LEI: Beh, insomma... (&lt;em&gt;sguardo incerto&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LUI: Non... (&lt;em&gt;sguardo confuso&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LEI: Senta, vado al dunque. Perché lo ha detto proprio a me? Insomma... calma.. Non intendo..&lt;br /&gt;LUI: (preoccupato) Non si preoccupi.&lt;br /&gt;LEI: Beh, sa.. di belle ragazze ne avrà incontrate tante, prima di me.. non che io voglia dire...&lt;br /&gt;LUI: Ah, no no, le assicuro..&lt;br /&gt;LEI: Cioè è la prima..&lt;br /&gt;LUI: Sì, glielo giuro, non mi è mai capitato prima. Che assurdità, ha ragione..&lt;br /&gt;LEI: Ma no, se lo dice io mi fido. Era solo per curiosità.&lt;br /&gt;LUI: No no, lei ha tutto il diritto di sapere.. me lo chiederei anche io, nei suoi panni.&lt;br /&gt;LEI: D'accordo. D'accordo. (&lt;em&gt;Allunga il palmo della mano in segno di scusa&lt;/em&gt;) D'accordo.&lt;br /&gt;LUI: La prego di scusarmi, ma ho sentito davvero un forte bisogno di dirglielo. Vede, non vorrei che lei pensasse che io volessi..&lt;br /&gt;LEI: No!&lt;br /&gt;LUI: ..che volessi..&lt;br /&gt;LEI: Oh no! Davvero!&lt;br /&gt;LUI: ..importunarla.&lt;br /&gt;LEI: Via, si vede. Lei è una brava persona. Per questo l'ho apprezzato. Soltanto..&lt;br /&gt;LUI: Ancora non riesco a credere che lei sia qui.&lt;br /&gt;LEI: Io volevo solo capire.&lt;br /&gt;LUI: Ha ragione.&lt;br /&gt;LEI: ...&lt;br /&gt;LUI: Io avevo bisogno di dirglielo. (&lt;em&gt;Fa un gesto che lascia intendere confusione&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LEI: Ma si sente bene?&lt;br /&gt;LUI: Sì sì, certo. Sto benissimo. Dannazione, mi vergogno! Sinceramente... non so come.. mi vergogno proprio. La prego di perdonarmi.&lt;br /&gt;LEI: Sento che c'è qualcosa che non va. E' sicuro di non aver bisogno?&lt;br /&gt;LUI: Ma sì. E' soltanto un mio..&lt;br /&gt;LEI: Se lei crede...&lt;br /&gt;LUI: ...un mio problema...&lt;br /&gt;LEI: ...la posso aiutare.&lt;br /&gt;LUI: ...niente di che. Come, scusi?&lt;br /&gt;LEI: No, dicevo, se vuole.. può parlare. Vede, il treno oramai l'ho perso, ma non si pre...&lt;br /&gt;LUI: Ah, dannazione! Accidenti a me!&lt;br /&gt;LEI: Davvero..&lt;br /&gt;LUI: (&lt;em&gt;gridando&lt;/em&gt;) Ah, miseria! Che egoismo! Ma come ho mai potuto entrare senza permesso nella sua vita? Lo vede? (&lt;em&gt;riprende toni bassi&lt;/em&gt;) Vede, io... Io.. voglio dire.. tutto questo è solo colpa della mia debolezza, di tante cose che non capisco. Mi sono lasciato trasportare dall'istinto, e ora sono qui con lei, a farfugliarle in faccia le dichiarazioni di un pazzo. Ma mi creda, ho dovuto farlo. Io.. il mio carattere sensibile, tanto tempo fa, mi ha portato a fare uno di quegli errori che si è destinati a portare sulle spalle un'intera vita. Sì, la mia sensibilità mi ha portato a innamorarmi. E follemente, senza ritorno. Io spero che capisca, amare significa incatenarsi alla vita, significa sposarsi con ogni istante. Parlare, parlare diventa un fatto secondario, nessuna parola ha più il senso di prima. Fa paura comunicare con gli altri, perché si ha la netta impressione che nessuno possa più ascoltarti, e tantomeno comprenderti. A malincuore ho dovuto fare questa scelta, poiché altrimenti non avrei più vissuto, non avrei sopportato le atroci miserie di una vita a metà. Ho fatto la mia scelta, e ora pago con il mio silenzio, con tutto ciò che ho abbandonato, col sudore che ho lasciato tra le lenzuola. Ora si immagini di non parlare più, proprio come sta facendo ora.. sì, come adesso, ma per intere ore, giornate, poi settimane, mesi.. non le fa già uno strano effetto? Non si sente murata dentro di sé? Come può pensare che tale situazione possa essere sostenuta per così tanto tempo? Come non si può, dopo tanto, sentirsi morire? Oh, via, ma lei che colpa ne ha? Non posso pretendere che lei mi capisca, o che addirittura mi dia ragione. Sono motivi futili, come parlassimo di nulla. Lei ha perso il treno, e io forse ho perso la testa. Ragione per cui ho sfruttato la sua innocenza e perché no, la sua ingenuità, per riversarle addosso parole, quelle parole che oramai tantissimo tempo fa avrei dovuto rivolgere a un'altra persona. Non mi resta che domandarle sinceramente perdono, e in seguito non rivederla nuovamente, per sempre. (&lt;em&gt;Fa un leggero inchino&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LEI: (&lt;em&gt;si guarda rapidamente alle spalle, confusa&lt;/em&gt;) No, la prego...&lt;br /&gt;LUI: (&lt;em&gt;la osserva&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LEI: ...davvero, la prego, lei non deve scusarsi di nulla. Io sono.. (&lt;em&gt;solo ora le si scorge sul volto una lievissima lacrima&lt;/em&gt;) Non si preoccupi e basta, d'accordo?&lt;br /&gt;LUI: (&lt;em&gt;si rialza lentamente, e la guarda negli occhi&lt;/em&gt;) Sono lusingato che lei abbia capito. Avrei dovuto aspettarmelo. Lei.. lei è davvero straordinaria. E posso dirglielo senza conoscerla minimamente. (&lt;em&gt;Le porge un fazzoletto bianco&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LEI: Oh, grazie infinite. (&lt;em&gt;Lo prende&lt;/em&gt;) Senta, non vorrei sembrarle.. insomma, insensibile, ma vede.. io proprio non so che dire. Posso solo dirle che capisco, e che il suo gesto rimane gentilissimo, al di là di tutto. Sarei lieta di conoscerla meglio in un altro momento, e perciò di reincontrarla. No, non deve sparire per sempre. Al contrario.. resti sempre sé stesso, affrontando la situazione con lo stesso coraggio che ha sinora.&lt;br /&gt;LUI: Lei mi lusinga. Io non sono un uomo coraggioso.&lt;br /&gt;LEI: Chi sa essere vero è già di per sé coraggioso.&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Silenzio in scena. I due si osservano, imbarazzati&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LEI: Sono certa che la rivedrò. Ma sinceramente non so quando accadrà.&lt;br /&gt;LUI: Oh, non si preoccupi. Mi troverà di certo, è più facile di quanto creda.&lt;br /&gt;LEI: E come? Mi dica che devo fare, non so nemmeno il suo nome, se è di qui, dove abita.. Non voglio lasciarla...&lt;br /&gt;LUI: Quando si troverà da sola per strada, senza sapere dove va e perché, guardi davanti a sé – una panchina, un muro bianco senza scritte, una fermata dell'autobus. Mi troverà lì, anch'io solo, e le dirò di nuovo che è meravigliosa, come la vedo in questo momento. Glielo prometto.&lt;br /&gt;LEI: (&lt;em&gt;Incerta ma con tristezza&lt;/em&gt;) E.. e se non la vedessi?&lt;br /&gt;LUI: Se non mi vedrà, allora probabilmente nessuno mi potrà vedere, poiché non sarò più a questo mondo. Si fidi, e non abbia timore ad aspettare.&lt;br /&gt;LEI: Sì. La aspetterò.&lt;br /&gt;LUI: ...&lt;br /&gt;LEI: ...&lt;br /&gt;LUI: Venga, la accompagno.&lt;br /&gt;LEI: Sì, forse è.. è meglio che ora vada.&lt;br /&gt;LUI: Lo credo anch'io, mia cara.&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Si incamminano verso un binario più avanti&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;LEI: Allora.. arrivederla.&lt;br /&gt;LUI: Lo spero tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Sorridono. La ragazza fa un gesto con la mano, in segno di saluto, e sale i gradini del treno. Lui, sorridendo, resta lì in piedi e aspetta la partenza. Man mano che il treno prende velocità, le luci si abbassano convergendo verso il pover'uomo. Cerca nel taschino il suo fazzoletto, ma non lo trova&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SIPARIO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-952326426261080031?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/952326426261080031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=952326426261080031&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/952326426261080031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/952326426261080031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/06/improvvisazione.html' title='ImprovvisAzione'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-325997982424102410</id><published>2008-06-25T01:56:00.000-07:00</published><updated>2008-06-25T02:21:47.565-07:00</updated><title type='text'>Sigur Ròs - Heima (2007)</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SGINogxtAtI/AAAAAAAAAd8/xUtfgLFMdVE/s1600-h/Sigur+R%C3%B2s+-+Heima.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215746308092789458" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SGINogxtAtI/AAAAAAAAAd8/xUtfgLFMdVE/s200/Sigur+R%C3%B2s+-+Heima.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Ascoltando tanta musica si finisce sempre per fare degli errori, a volte irrilevanti, tante altre poco ragionati. Trasportato dunque dalla disattenzione e grossolanità di massa, sono arrivato a pensare non solo che i Sigur Ròs appartenessero alla cosiddetta corrente Post-Rock, ma persino che oramai fossero divenuti un gruppo al pari degli altri. Devo credere che la folgorazione mi abbia colpito guardando “Heima”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Parte prima&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;dove si narra la mia vicenda con i Sigur Ròs, i loro lavori e tutto quanto, fino a ieri sera.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;I Sigur Ròs mi sono piaciuti quasi subito, anche se l'impatto iniziale è sempre un po' straniante. Di sicuro la cosa più difficile da digerire sono i testi rigorosamente in islandese, che mi hanno reso un po' difficile anche l'approccio con il meraviglioso Ágætis Byrjun (nonostante sia, come dice il titolo tradotto, un buon inizio). In seguito tutto è proceduto senza ostacoli preoccupanti, finché il famoso disco senza titolo “( )” mi ha cambiato la vita. Nel senso che da lì la musica ha cambiato faccia per davvero, che ogni cosa aveva inizio e fine nei primi e ultimi istanti di questo capolavoro. La mia maniera di vedere la vita ha assunto la forma di una parentesi: nel mezzo, ho capito che non avrei potuto scorgere nulla, anche se ci fosse stato. Perciò ho pensato di lavorarne i contorni, e di essere felice semplicemente per quello che era e per quello che io potevo fare. Ed è stato quasi sempre così. Per il resto, “Von” non mi ha entusiasmato, poco di più “Takk..” (certamente incompleto) e pochissimo il recente “Með Suð í Eyrum Við Spilum Endalaust”, del quale mai riuscirò a pronunciare il nome, che giammai mi servirà (visto che lo chiamerò “quel disco là”, con un po' di disprezzo).&lt;br /&gt;Per il resto, ciò che mi ha reso felice è stato l'intermezzo di “Hvarf/Heim”, la cui seconda parte mi ha riservato un live acustico di emozione pura, una summa della poetica dei Sigur Ròs, da lasciare senza fiato. Ora vivo felice coi miei dischi del gruppo, sapendo che la loro essenza più pura e inimitabile si è consumata fra il 1999 e il 2002, un triennio che li ha consegnati alla storia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Parte seconda&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;dove si narra l'avvento di “Heima”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La mia curiosità per questo docu-film è cresciuta nel tempo, finché proprio ieri mi sono deciso, e con ansia ho atteso che facesse sera per chiudermi in camera e dedicarmi soltanto ad esso. Sono partito senza alcuna informazione, lanciandomi nel bel mezzo di questa esperienza illuminante.&lt;br /&gt;“Heima” significa “a casa”, e infatti i nostri beniamini li troviamo proprio a casa loro. In Islanda, per un'intera ora e quaranta minuti. Attraverso immagini nitidissime, i Sigur Ròs ci raccontano il loro tour gratuito del 2006 in territorio islandese. Tornati dal successo dei concerti in giro per il mondo, i nostri fanno un regalo solo ai loro conterranei, offrendogli concerti intimi, scarni e decisamente più sinceri di quelli sul palco. Un momento dedicato solo a loro, nel nulla che delinea l'Islanda. Episodi fuori dal mondo “civile”, come la loro musica.&lt;br /&gt;Le riprese sono incentrate, molto più che sulla band al lavoro, sulla gente che li ascolta: donne, uomini, bambini (tanti), anziani. Sono tutti invitati a prendersi questo momento di liberazione, e di orgoglio per il gruppo figlio della loro meravigliosa terra. Le inquadrature degli esterni, leggermente mosse dal vento, sono di per sé commoventi. Lì sanno davvero cos'è la pace, la quiete. Lì sanno cosa significa &lt;em&gt;vivere&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ogni istante di questo film è dedicato dai Sigur Ròs alla loro amata patria. La musica, se non fosse per la nostra opinione, non sarebbe altro che una colonna sonora come altre. Siamo noi a non poterne fare a meno, perché abbiamo riconosciuto in essa una musica estemporanea, fine a sé stessa, che non ha uguali in nessun luogo di questo mondo.&lt;br /&gt;Non ci resta perciò che iniziare questo viaggio a mente vuota, lasciandoci cullare dai brani (volutamente) più delicati e toccanti del gruppo, quelli che più li hanno caratterizzati come una realtà fondamentale dei giorni nostri. La voce di Birgisson diventa narratrice dei luoghi che i nostri occhi possono ammirare, allibiti. Panorami che lasciano spazi infiniti davanti a loro, edifici abbandonati per sempre, immense pianure solcate dal gelo nordico. Gli elementi che mi hanno fatto capire che una musica come quella dei Sigur Ròs poteva nascere solamente qui, lontano da tutto e tutti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Parte terza&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;dove si giunge alle conclusioni – forse un po' affrettate – di questo viaggio indimenticabile.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;I Sigur Ròs hanno compiuto la magia oltre la magia: i loro brani, dietro una tacita biografia visiva, raggiungono il sublime, facendoci dimenticare per un paio d'ore scarse tutti i prismi psichedelici, i Re Cremisi urlanti e le terre grigio-rosate. I Sigur Ròs non suonano Post-Rock, suonano come suonano i Sigur Ròs, cioè come non suona nessun altro.&lt;br /&gt;Partendo da Glòsòli, passando per Olsen Olsen, Vaka, Staràlfur e chiudendo sulla allucinante Popplagið, le mie pupille si dilatano riempiendosi di piacere. Vado a letto rinfrancato, accompagnato dalle ultime strazianti note dei titoli di coda (Untitled #3), consapevole che le immagini di poco prima mi hanno reso meno solo. Finalmente mi sento anch'io &lt;em&gt;a casa&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_sUVm77WjE0&amp;amp;hl=en"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_sUVm77WjE0&amp;amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;em&gt;Staràlfur&lt;/em&gt;, estratto da "Heima"_ il brano che considero il loro capolavoro)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-325997982424102410?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/325997982424102410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=325997982424102410&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/325997982424102410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/325997982424102410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/06/sigur-rs-heima-2007.html' title='Sigur Ròs - Heima (2007)'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SGINogxtAtI/AAAAAAAAAd8/xUtfgLFMdVE/s72-c/Sigur+R%C3%B2s+-+Heima.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-632318116290954567</id><published>2008-06-20T04:05:00.000-07:00</published><updated>2008-06-20T04:17:01.663-07:00</updated><title type='text'>Art Review - Andy Warhol</title><content type='html'>Andy Warhol è il più famoso artista del movimento Pop-art.&lt;br /&gt;Il suo obiettivo fu duplice: elevare gli oggetti di tutti i giorni (foto di giornale, scatole da supermercato, divi del cinema) al livello di opere d'arte e quindi, al tempo stesso, sminuire l'arte portandola nel quotidiano. Il tutto attraverso serigrafie colorate e schizzi ben definiti.&lt;br /&gt;In poche parole vi ho riassunto quello che ho espresso in diverse pagine sulla mia tesina d'esame. O sono un ottimo riassuntista, o sono un cialtrone.&lt;br /&gt;Vi ho selezionato, fra tante, alcune immagini che mi piacciono particolarmente. La scelta potrebbe sembrare affidata al caso, e forse era proprio l'effetto che volevo ottenere, perché a Warhol sicuramente sarebbe piaciuto di più così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Last Supper (Black-Green)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/16b9d629e9.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/16b9d629e9.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Black Lenin&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/9eec34db14.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/9eec34db14.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Coca-Cola Bottles&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/8868c88a5e.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/8868c88a5e.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Electric Chair Series&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/bd68f22b83.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/bd68f22b83.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mick Jagger&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/d5e769a0f0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/d5e769a0f0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Orange Disaster&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/3717c3c2f5.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/3717c3c2f5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Suicide&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/09b869e63a.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/09b869e63a.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Marilyn (Twenty Times)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/879b6284c7.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/879b6284c7.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Beethoven&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/fe7f98e89e.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/fe7f98e89e.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Cow&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/f45ddc73c4.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://img2.freeimagehosting.net/uploads/f45ddc73c4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-632318116290954567?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/632318116290954567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=632318116290954567&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/632318116290954567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/632318116290954567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/06/art-review-andy-warhol.html' title='Art Review - Andy Warhol'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-3066245821033781000</id><published>2008-06-11T09:25:00.000-07:00</published><updated>2008-06-11T09:53:08.135-07:00</updated><title type='text'>Invito alla lettura - "Bartleby lo scrivano" di Herman Melville</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.feltrinellieditore.it/fs/cover/im/2/978-88-07-82005-2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 115px; CURSOR: hand; HEIGHT: 182px" height="228" alt="" src="http://www.feltrinellieditore.it/fs/cover/im/2/978-88-07-82005-2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;P.S. (pre scriptum): tutti sappiamo cos'è Moby Dick, il coraggioso capitano Achab e tutta quella faccenda. In pochi però si ricordano dell'autore. Sì, proprio Herman Melville. E grazie, c'è scritto qui sopra. Beh, a intuito direi che ancora meno di voi conoscono il racconto di cui vado a parlarvi. Silenzio in sala.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se c'è una cosa che può fare imbestialire uno scrittore è morire prima di diventare famoso. Poiché alla fine lo scopo di tutti gli scrittori è passare alla storia, no? Gli scritti ad altro non servono se non a rendere immortali. Ma se tu muori prima che i lettori ti idolatrino, pur raggiungendo ugualmente il tuo scopo, non lo saprai mai. Brucia, questa cosa.&lt;br /&gt;E' proprio ciò che è successo al povero Melville, che dopo innominabili fatiche di stesura e pubblicazione non si è visto sufficientemente (ap)pagato dall'esito della sua opera magna. Di lì a qualche decennio Moby Dick sarebbe divenuto uno dei romanzi più celebri dell'epoca moderna. Capirete bene che Melville, ovunque sia, ce l'avrà a morte con l'umanità intera, visto che i soldi servono in vita e non dopo.&lt;br /&gt;Ma non siamo qui per parlare di rancori dell'aldilà, di mattonazzi e di denaro. Siamo qui per cercare di far conoscere a qualcuno un'opera che possa rendere giustizia agli insuccessi dell'autore. E trattiamo quindi di un racconto, il racconto di Bartleby, lo scrivano (1853). Una storia alquanto essenziale, che ruba davvero poco tempo ma che ha tutte le carte per soddisfare qualunque lettore.&lt;br /&gt;Siamo in uno studio legale, dove un avvocato si serve di alcuni dipendenti per ricopiare, analizzare e correggere del lunghi documenti cartacei. L'atmosfera equilibrata del luogo viene smossa da un elemento che, di per sé, l'equilibrio non lo rompe affatto. Bartleby è un soggetto incredibilmente silenzioso, ma diligente e serio nel suo compito allo scrittoio. I suoi modi sono educati, il suo volto non lascia trasparire segni di rabbia o di ilarità.&lt;br /&gt;Bartleby ha una sola caratteristica ben definibile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;In tale esatta posizione sedevo, quando lo chiamai, spiegando in fretta cosa desiderassi da lui, ovvero, che esaminasse con me un breve documento. Immaginate la mia sorpresa, meglio, la mia costernazione, quando, senza muoversi dal suo privato, Bartleby con voce singolarmente mite, ma ferma, replicò:&lt;br /&gt;- “Avrei preferenza di no.”&lt;br /&gt;[...] Lì per lì mi accadde di pensare che le mie orecchie non avessero udito bene, o che Bartleby avesse del tutto frainteso ciò ch'io intendevo dire. Ripetei la mia richiesta con voce più chiara che potei, ma, con tono altrettanto chiaro, mi giunse la medesima risposta dianzi udita:&lt;br /&gt;- “Avrei preferenza di no.”&lt;br /&gt;“Preferenza di no?” gli feci eco, alzandomi in grande eccitazione, e attraversando la stanza d'un balzo. “Come sarebbe a dire? Cosa vi prende? Voglio che m'aiutiate ad esaminar codesto foglio, prendetelo,” e glielo gettai.&lt;br /&gt;- “Avrei preferenza di no,” diss'egli.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora immaginate che questa assurda sequenza si ripeta più e più volte. Potete ben dedurre che la cosa si faccia alquanto esilarante. Innumerevoli, banali richieste di collaborazione ed una sola, concisa risposta negativa. “Avrei preferenza di no”. Un rifiuto assolutamente naturale, categorico ma per nulla impositivo. Quella di Bartleby è una “preferenza”, ma davanti alle sue risposte nessuno sa come comportarsi. Quell'affermazione smonta tutte le certezze degli interlocutori, fino a farli impazzire di rabbia repressa. Una sciabola che taglia in due tutte le nostre certezze, il nostro costume e la nostra cultura del lavoro.&lt;br /&gt;L'impotenza davanti a questa irrazionale protesta pacifica porterà a conseguenze concatenate tra loro, rendendo ancora più assurdo il quadro narrativo.&lt;br /&gt;La litanìa di Bartleby da spassosa diventerà sempre più rassegnata, malinconica e profonda. Essa rivelerà successivamente un dissenso più generale, arrivando in pratica al rifiuto di ogni scelta esterna allo scrivano. In sole 50 pagine (scarse) Melville riesce a offrirci questo e tanto altro, lasciando aperti molti interrogativi. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco di seguito gli effetti previsti su alcuni tipi di lettore:&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Lettore filosofo-logorroico-incontentabile&lt;/em&gt;: l'apparenza lo ingannerà, offrendogli parecchi spunti di riflessione individuale, oltre a una montagna di interpretazioni possibili della vicenda (molte delle quali sono esplicate nell'edizione da me consigliata);&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Lettore ingenuo, incuriosito dal semplice passaparola&lt;/em&gt;: si farà delle grasse risate, e consiglierà la lettura a due sole persone. Dopodichè si dimenticherà a tempo indeterminato di averlo letto;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Lettore prossimo all'esame di Stato&lt;/em&gt;: cercherà un modo qualsiasi per inserire il racconto nella propria tesina, trovando un collegamento campato per aria ma di cui convincerà tutti grazie alle sue doti persuasive (specialmente se di sesso femminile piacente);&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Lettore “vittima”&lt;/em&gt;: il libro gli è stato consigliato da un qualche fanatico (per esempio il “Lettore ingenuo”) che vuole sapere la sua opinione entro due giorni. Lo leggerà in gran fretta, saltando interi paragrafi.&lt;br /&gt;“Allora, piaciuto eh? La prima volta che l'ho letto mi ha davvero sconvolto. Semplicemente assurdo, dai. Una cosa così non capiterà mai nella vita reale. Ci sono rimasto, sul serio. Ma dimmi un po' le TUE impressioni”.&lt;br /&gt;“Avrei preferenza di no”.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Edizione consigliata: Universale Economica Feltrinelli, “I Classici” (6 euro)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-3066245821033781000?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/3066245821033781000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=3066245821033781000&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3066245821033781000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3066245821033781000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/06/invito-alla-lettura-bartleby-lo.html' title='Invito alla lettura - &quot;Bartleby lo scrivano&quot; di Herman Melville'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-3567275184214998664</id><published>2008-06-02T10:21:00.000-07:00</published><updated>2008-06-02T10:25:34.670-07:00</updated><title type='text'>EP - Ahleuchatistas: The Same And The Other</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SEQsfCceWdI/AAAAAAAAAc4/VF9IJTDDkTY/s1600-h/Ahleuchatistas+-+The+Same+And+The+Other.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207335980891003346" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SEQsfCceWdI/AAAAAAAAAc4/VF9IJTDDkTY/s200/Ahleuchatistas+-+The+Same+And+The+Other.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono periodi un po' così. Possono capitare a chiunque: stanchezza, giramenti, problemi vari... Le possibilità per uscirne sarebbero due, ma visto che l'opzione “prendersi una pausa” raramente è contemplata, non resta che accelerare fino a procedere per inerzia, fino a non rendersi conto di nulla. Abbiamo sempre più bisogno di certezze, sogniamo il “già pronto”, la perfezione.&lt;br /&gt;E' un film che, almeno una volta, ci siamo sorbiti tutti.&lt;br /&gt;Nel mio caso trattiamo di un periodo alquanto nebbioso: quel famoso “film” è un tenero mattone che non mi permette di reagire, lasciandomi coi popcorn in mano, ad aspettare. Il mio istinto da piccolo psichiatra mi fa pensare che, per questo e altri motivi, il Math-Rock possa dare un qualche sollievo a questa sete. E' come sapere che 2 più 2 fa 4. Un pilastro irremovibile, cui ci aggrappiamo tutti avidamente, sapendo che è fra i pochi rimasti.&lt;br /&gt;Ultimamente è diventata come una fissa: trovare qualcosa che non abbia sbavature, che non ti lasci degli spazi aperti per fantasticare, perché ormai quei tempi stanno andando. E' il momento di porre dei limiti, schematizzare (volenti o nolenti) il tempo e lo spazio.&lt;br /&gt;Così mi sono affezionato agli Ahleuchatistas: i loro album costituiscono certamente alcuni dei più felici esiti del Math-Rock targato XXI secolo; è originalità pura, forse il fulcro di un intero filone musicale. I risultati ottenuti da questo trio (chitarra, basso, batteria) sono finora sbalorditivi, anche se col tempo forse non presenteranno più quella freschezza tipica degli inizi.&lt;br /&gt;Fatto sta che metto alla vostra attenzione quello che per me è il più completo e allucinante dei loro lavori: “The Same And the Other” (2004), il capitolo più breve di tutti. Dopo l'imperfetto esordio “On The Culture Industry” i nostri decidono che non è più il momento di stare attenti ai gusti della massa: sciolgono perciò le catene e si danno ad una composizione rigorosa e precisa, ma anche frenetica e coinvolgente. Una formula che funzionerà alla grande anche nel successivo “What You Will”.&lt;br /&gt;Ora, davanti a certe affermazioni, i più prevenuti pensano (giustamente) che il Math abbia un grosso ostacolo che in pochi superano: unire alla “matematica” una melodia (o qualcosa di simile) che provochi piacere, e che non sia solo una noiosa lezione di tecnica/coordinazione/virtuosismo. L'esempio per così dire negativo potrebbe essere “OV” degli Orthrelm, quel mattonazzo inconcepibile da 45 minuti senza sosta: tutto sorprendente davvero, ma manca di certo il godimento di cui c'è bisogno per intrattenere un qualsiasi ascoltatore medio per tre quarti d'ora. Bene, il polo positivo allora è di certo “The Same And The Other”, che nella sua brevità ti lascia la voglia di riascoltarlo, anche più volte di seguito. Conciso e incisivo, dal primo all'ultimo secondo.&lt;br /&gt;Come per tutti i gruppi del genere, però, la celebrità è un'utopia piuttosto fondata. Ho pensato che davvero poche migliaia di persone (pochissime, direi) avrebbero potuto accedere a queste opere: in particolare, “The Same And The Other” è andato fuori stampa in breve tempo. Ma, neanche a dirlo, dopo qualche ascolto e ricerca su Internet cosa scopro? Che proprio quest'anno, a febbraio 2008 il vecchio John Zorn li ha ripescati, fatti rimasterizzare e pubblicati su Tzadik (con 5 bouns tracks)! La mia felicità ha toccato il limite nel pensare che il genio Zorn, come me, ha apprezzato questa meraviglia di disco, e le ha fatto spazio nel suo rinomato catalogo. Ciò mi dà la certezza che lo comprerò a breve, e che forse un maggior numero di voi lettori si incuriosirà. Lo spero per voi.&lt;br /&gt;Non perdete questo gioiello strumentale che sfiora la perfezione compositiva, oltre a incarnare queste nuove necessità dell' Homo Sapiens moderno amante di musica (cioè io).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,75/5&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-3567275184214998664?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/3567275184214998664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=3567275184214998664&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3567275184214998664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3567275184214998664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/06/ep-ahleuchatistas-same-and-other.html' title='EP - Ahleuchatistas: The Same And The Other'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SEQsfCceWdI/AAAAAAAAAc4/VF9IJTDDkTY/s72-c/Ahleuchatistas+-+The+Same+And+The+Other.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1662256904543732941</id><published>2008-05-28T12:14:00.000-07:00</published><updated>2008-05-28T12:16:52.558-07:00</updated><title type='text'>A una stella cadente</title><content type='html'>Era fermo&lt;br /&gt;e non lo sapevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secoli eterni non videro&lt;br /&gt;pioggie sì serene&lt;br /&gt;tra le mura medievali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so più distinguere&lt;br /&gt;pianti&lt;br /&gt;gioiosi e melanconici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tuo timido&lt;br /&gt;candore mi richiama&lt;br /&gt;al presente, e celebra&lt;br /&gt;le mie nozze con&lt;br /&gt;la vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1662256904543732941?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1662256904543732941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1662256904543732941&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1662256904543732941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1662256904543732941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/05/una-stella-cadente.html' title='A una stella cadente'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-868289398449917858</id><published>2008-05-25T11:40:00.000-07:00</published><updated>2008-05-25T11:51:51.147-07:00</updated><title type='text'>Zornography</title><content type='html'>&lt;a href="http://image.listen.com/img/356x237/5/4/6/0/650645_356x237.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://image.listen.com/img/356x237/5/4/6/0/650645_356x237.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Annuncio la cauta apertura di questo nuovo blog, edito da me medesimo in carne e ossa e senza controfigura: "&lt;strong&gt;Zornography&lt;/strong&gt;", la completa edizione periodica della discografia di John Zorn. Un progetto che nasce dall'amore (per la musica di Zorn) e da una consapevolezza ben precisa (che a poca gente interesserà davvero).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'intento è duplice: introdurre i meno esperti assetati di avanguardia a questo incredibile compositore, oppure aiutare chi già conosce il genio Zorn a completare la sua vastissima (per davvero) produzione musicale. Una roba che, insomma, mi prenderà piuttosto tempo e Kilobyte sul computer.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ambizioso sì. Ma sento che prima o poi avrei dovuto farlo, essendo tale progetto ancora mai intrapreso da nessun blogger, hoster o hacker della rete tutta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il link, signori, è molto semplice:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://zornography.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;http://zornography.blogspot.com/&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Se vi fa schifo scritto per intero, eccovi un link più discreto: &lt;a href="http://zornography.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;Link&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se non ve ne frega nulla né dell'uno né dell'altro, non cliccate da nessuna parte, o al limite sul pulsantone rosso in cima alla finestra.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: è ancora sotto pesanti lavori di costruzione. Abbiate pazienza per l'aspetto ancora spoglio, anzi "tradizionale". Apporrò diverse modifiche nel tempo più breve possibile. Intanto però, i post ci sono.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-868289398449917858?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/868289398449917858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=868289398449917858&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/868289398449917858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/868289398449917858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/05/zornography.html' title='Zornography'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1884721246557234218</id><published>2008-05-21T13:51:00.000-07:00</published><updated>2008-06-12T01:50:01.587-07:00</updated><title type='text'>Invito alla lettura - "Revolutionary Road" di Richard Yates</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SDSLsW0YY_I/AAAAAAAAAb4/hEn6f4mtua4/s1600-h/Revolutionary+Road.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202937063675552754" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SDSLsW0YY_I/AAAAAAAAAb4/hEn6f4mtua4/s200/Revolutionary+Road.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tale libro mi è stato consigliato dal buon &lt;/span&gt;&lt;a href="http://insipienzaastrale.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;gb&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, quel mattacchione. Lo ringrazio da subito per l'ottima dritta, visto che me lo sono letto quasi d'un fiato. L'ha commentato anche lui, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://insipienzaastrale.blogspot.com/2007/09/revolutionary-road.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;a suo modo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Appena dopo un capitolo, anzi meno, si possono comprendere 2 cose di questo libro: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;1)Richard Yates deve amare molto il cinema, visto che la naturalezza dello scenario e l'incredibile quantità di dettagli fanno sembrare da subito “Revolutionary Road” un film. Un bel film, di quelli che emozionano anche quando non succede nulla.&lt;br /&gt;2)Non siamo davanti al solito libro americano scritto dal solito invasato americano con la sua solita filosofia dannatamente americana. Siamo di fronte ad un romanzo importante, che porteremo senz'altro nel cuore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;L'autore trasforma così la (apparentemente) semplice vicenda di Frank e April Wheeler in un modello, un luogo comune, una storia già sentita ma di cui non si è parlato abbastanza. I Wheeler diventano la matrice di tutte le coppie americane, affette da abituali crisi di devastante degrado sociale.&lt;br /&gt;I loro problemi risalgono a molto prima di quando li hanno scoperti, e lungo l'intreccio di quest'opera mozzafiato possiamo seguirne il lento emergere, sentendoci partecipi e, perché no, protagonisti e complici. Sarà un caso, ma ogni paragone o aggettivo scelto da Yates ci suona familiare, viene da pensare: “Proprio quello che penso della tal persona!”, oppure “Mi sono sentito così giusto una settimana fa”.&lt;br /&gt;Prima d'ogni cosa, “Revolutionary Road” trasuda umanità da ogni riga delle 400 pagine: è perciò impossibile non venire coinvolti, sorprendersi assieme ai due personaggi, capire assieme a loro come siamo diventati tutti noi, al contempo. Mangiamo, parliamo, piangiamo con loro. Ci sentiamo oppressi da quegli amici che credevamo tali e invece si rivelano delle mediocri marionette; ci sentiamo oppressi dalla signora Givings, una arzilla vecchietta che ha come unico passatempo venirci a trovare a casa per parlare di futili eventi; ci sentiamo oppressi dalle cose di ogni giorno, da chi ci circonda, dal nostro partner e da noi stessi. E l'oppressione, prima o poi, porta all'esasperazione, al ripiego, al tradimento, alla nausea.&lt;br /&gt;Il problema peggiore avrà quando progetteranno di trasferirsi in Europa e di lasciarsi alle spalle la vecchia America. Sarà da questo momento che si susseguiranno innumerevoli vicende drammatiche, sino ad arrivare al terribile e toccante finale.&lt;br /&gt;Così, come negli altrettanto meravigliosi “Short Cuts” (America Oggi) di Robert Altman, Yates ci regala un solido affresco degli Stati Uniti, nel pieno del loro progresso economico ma irrimediabilmente già alle porte della rovina. Una lettura veramente forte e inarrestabile, un fiume di sequenze neorealiste dal sapore agrodolce. Un dolce pugno nello stomaco.&lt;br /&gt;Imperdibile, soprattutto se volete ricredervi sulla letteratura americana che finora vi ha lasciati freddi. Forse un episodio isolato, ma che li vale tutti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Difficile riassumere in poche righe l'intera trama, complessa nel suo svolgimento. L'unico consiglio che posso darvi è di cercarlo ovunque (non si trova molto facilmente) e divorarlo. Senza se e senza ma.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ps: verso dicembre 2008 dovrebbe uscire, guardacaso, il film. Esso vedrà riunirsi il cast del Titanic (Di Caprio-Winslet). Perché sto tremando?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Edizione consigliata: Minimum Fax (&lt;em&gt;Minimum Classics&lt;/em&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1884721246557234218?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1884721246557234218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1884721246557234218&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1884721246557234218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1884721246557234218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/05/invito-alla-lettura-revolutionary-road.html' title='Invito alla lettura - &quot;Revolutionary Road&quot; di Richard Yates'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SDSLsW0YY_I/AAAAAAAAAb4/hEn6f4mtua4/s72-c/Revolutionary+Road.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-3105635298996070138</id><published>2008-05-14T09:03:00.000-07:00</published><updated>2008-05-14T09:06:32.294-07:00</updated><title type='text'>Echec et mat</title><content type='html'>Rampa, rampa, rampa, terra.&lt;br /&gt;Ogni giorno, tutte le mattine, se sperava che l'ascensore si schiodasse dall'ottavo piano. Chissà poi che cazzo c'avevano da fare sempre su e giù a trasportare bambini, animali, borse della spesa e di nuovo su giù su giù. Ci si divertivano, furiosamente.&lt;br /&gt;Aveva anche perso l'abitudine di spingere il bottone: guardava, frazione di secondo, scale. A volte, pur accortosi che era lì, tirava diritto con uno sguardo da persona che non può perdere tempo o non vuole. Fuori dalla porta, avanti, giù dai gradini di marmo. 83. Sempre quelli.&lt;br /&gt;Aveva la cadenza di un rito, preciso e mai rapido. Naturale, come uno scivolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tatap-tatap-tatap-tap (tap, tap).&lt;br /&gt;Tatap-tatap-tatap-tap (tap, tap).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno prendeva le scale. Ottenere l'ascensore diventava una guerra, ma la gente ama le sfide: svegliarsi presto, uscire, spingere, tornare a prendere il necessario e correre a fermare i portelli, prima che si richiudano per risalire ai piani alti e dover ricominciare tutto da capo. Allora scale, basta.&lt;br /&gt;Poi gli eventi casuali non c'entrano. Però certo, è strano. Ma quando fai le cose meccanicamente, insomma senza il bisogno di ragionare, è perché sai che non può accaderti nulla. Arrivato a una certa rampa un giorno, si sentiva come sempre certo di trovare terra dopo, la fine delle scale. In quel frammento tra la fine della rampa e il muro ad angolo retto, in una miliardesima parte di una smisurata vita intera, si trovò di fronte un'altra rampa. Che non avrebbe dovuto incontrare.&lt;br /&gt;La sua mente, durante la discesa, contava senza pensare, come una distanza ripetuta all'infinito, sai quanto e cosa aspettarti. Un tilt subitaneo, quello, e per un istante ancor più breve il suo pensiero non c'era. Assente. Bloccato dentro, nei nodi più saldi e nascosti del cervello: sfilacciati, smagnetizzati per un momento così breve da non esistere quasi. Niente di grave, diciamo: una volta affacciatosi sulla soglia del mondo razionale, tutto è tornato come prima, la solita discesa agli inferi della rovente, venosa città degli uomini.&lt;br /&gt;Fortunatamente non è difficile farsene una ragione, ma di lì sai che cedere sarà ovunque e in qualsiasi situazione. Solo un assaggio, amaro forte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-3105635298996070138?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/3105635298996070138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=3105635298996070138&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3105635298996070138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3105635298996070138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/05/echec-et-mat.html' title='Echec et mat'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7174369137430527618</id><published>2008-05-10T10:37:00.000-07:00</published><updated>2008-05-10T10:48:07.996-07:00</updated><title type='text'>EP - Battles: Mirrored</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SCXfQHdKz8I/AAAAAAAAAbo/ncss-ulSDw0/s1600-h/battles%2B-%2Bmirrored.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198806812841398210" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SCXfQHdKz8I/AAAAAAAAAbo/ncss-ulSDw0/s200/battles%2B-%2Bmirrored.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“People won't be people when they hear this sound” (&lt;em&gt;Atlas&lt;/em&gt;) &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;E' uscito soltanto l'anno scorso il primo disco in studio ufficiale dei Battles, che prima erano pensati come un “semplice” progetto. Oggi, avendo tra le mani “Mirrored” possiamo tranquillamente affermare che si tratta del disco più innovativo di questo secolo.&lt;br /&gt;E' necessario chiarire da subito: questo disco non è perfetto (tutt'altro) e non è esattamente un capolavoro, anche se ne ha le sembianze. La sua importanza risiede, tutt'al più, nel fatto che inscena un genere praticamente inesistente, definito in mille modi diversi dalle varie riviste musicali. Possiamo trovarvi di tutto: principalmente Math-Rock, ma anche Post, Prog, minimale, elettronica... E' un condensato di generi che normalmente fanno fatica a convivere in una sola opera: i Battles sono quindi fondatori, punti cardine e ispiratori di una potenziale nuova era.&lt;br /&gt;Senza addentrarsi in un'analisi che potrebbe risultare poco chiara e forse oltremodo noiosa, vi esporrò i tratti che saltano subito all'orecchio durante un primo ascolto, che in quasi tutti i casi si rivela insufficiente (per soddisfazione e comprensione). Il primo elemento che fa amare questo disco è il ritmo: un ritmo che è vita, che non si toglie di dosso, che ti fa agitare i piedi anche alla fine dei brani; non è soltanto un martellamento di base per acrobazie stilistiche, ma parte integrante e capostipite della musica in questione. Senza di esso, nulla avrebbe il senso che ha.&lt;br /&gt;In secondo luogo, la creatività: gli improbabili accostamenti sonori, solo qualche volta stridenti, mentre tutte le altre semplicementi geniali. Ancora mi domando come possano essere stati concepiti brani come &lt;em&gt;Ddiamondd &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Rainbow&lt;/em&gt; (per me l'apice di fantasia nel disco), che sprizzano energia ad ogni diversa tonalità. Semplicemente non lo trovo di questo mondo, un album così ricco.&lt;br /&gt;Ultima considerazione, la tecnica: quattro fenomeni, provenienti da esperienze analoghe ma sostanzialmente differenti, si riuniscono in una formazione esplosiva nel vero senso del termine. Ian Williams (ex componente dei Don Caballero) si è sapientemente affiancato un polistrumentista originale come Tyondai Braxton e un batterista violento come John Stanier, oltre ad un altro bassista/chitarrista (il meno pazzo della combriccola). Un mix senza freni, coordinato al massimo ed efficace in ogni aspetto, in studio e non.&lt;br /&gt;Non accontentatevi di un solo ascolto, poiché successivamente non potrete più farne a meno. “Mirrored” è il manifesto surreale del 2000, un successo che ha già girato il mondo e che è passato sulla bocca di tanti appassionati, e non a torto.&lt;br /&gt;Una formazione da amare, un disco strabiliante e allucinante. Da avere e adorare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;PS: ho da poco visto una delle due date italiane del tour. Non sono mai stato così soddisfatto di un concerto, prima. Un'esecuzione magistrale (da segnalare &lt;em&gt;Race In&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Tonto&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Tras&lt;/em&gt;), una carica ancor superiore al disco, un talento che solo lì davanti a loro è chiaramente visibile. Temo però che non torneranno mai più. Posso solo lasciarvi un paio di foto e il disco, che vi obbligo a prendere. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,9/5&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://inlinethumb35.webshots.com/23586/2212704840103476138S500x500Q85.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 184px; CURSOR: hand; HEIGHT: 133px" height="144" alt="" src="http://inlinethumb35.webshots.com/23586/2212704840103476138S500x500Q85.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://inlinethumb22.webshots.com/42965/2374706110103476138S500x500Q85.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 139px" height="145" alt="" src="http://inlinethumb22.webshots.com/42965/2374706110103476138S500x500Q85.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7174369137430527618?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7174369137430527618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7174369137430527618&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7174369137430527618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7174369137430527618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/05/ep-battles-mirrored.html' title='EP - Battles: Mirrored'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SCXfQHdKz8I/AAAAAAAAAbo/ncss-ulSDw0/s72-c/battles%2B-%2Bmirrored.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-74686489744249757</id><published>2008-05-05T00:01:00.000-07:00</published><updated>2008-05-05T08:58:45.554-07:00</updated><title type='text'>Art Review - William Bouguereau</title><content type='html'>Le opere di Bouguereau sono affascinanti per la loro incredibile espressività e al tempo stesso per il realismo con cui i soggetti vengono rappresentati. Anche i personaggi mitici o simbolici assumono dunque una loro incarnazione terrena, con trattazioni morbide e sensuali per i soggetti femminili e una maggiore naturalezza e sensibilità per i bambini.&lt;br /&gt;Ogni quadro dell'artista viene definito nei più minimi dettagli, e fra le centinaia di opere è stato arduo sceglierne solo otto, da presentare a voi, a chi non lo conoscesse, a chi probabilmente lo amerà.&lt;br /&gt;E' consigliabile (se non obbligatorio) vederle in formato più grande, semplicemente cliccando sulle immagini.&lt;br /&gt;Buona visione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Amour à l'affout&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8lX7NTz5I/AAAAAAAAAaw/XN2YAU0mCOk/s1600-h/01+-+Amour_a_laffut.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196913587969576850" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8lX7NTz5I/AAAAAAAAAaw/XN2YAU0mCOk/s400/01+-+Amour_a_laffut.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La jeunesse de Bacchus&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8lYLNTz6I/AAAAAAAAAa4/GcpsiQQjd9M/s1600-h/02+-+La_jeunesse_de_Bacchus.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196913592264544162" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8lYLNTz6I/AAAAAAAAAa4/GcpsiQQjd9M/s400/02+-+La_jeunesse_de_Bacchus.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nymphes et satyre&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8lYbNTz7I/AAAAAAAAAbA/VgGlyMsU7ao/s1600-h/03+-+Nymphes_et_satyre.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196913596559511474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8lYbNTz7I/AAAAAAAAAbA/VgGlyMsU7ao/s400/03+-+Nymphes_et_satyre.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Biblis&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8lYrNTz8I/AAAAAAAAAbI/jfWs8LKPP6A/s1600-h/04+-+Biblis.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196913600854478786" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8lYrNTz8I/AAAAAAAAAbI/jfWs8LKPP6A/s400/04+-+Biblis.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Les jeunes baignantes&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8lZLNTz9I/AAAAAAAAAbQ/1eadlp8LHdE/s1600-h/05+-+Les_Jeunes_Baigneuses.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196913609444413394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8lZLNTz9I/AAAAAAAAAbQ/1eadlp8LHdE/s400/05+-+Les_Jeunes_Baigneuses.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dante et Virgile au Enfers&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196914313819049954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8mCLNTz-I/AAAAAAAAAbY/5MMayqB5YgI/s400/06+-+Dante_et_Virgile_au_Enfers.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Douleur d'amour&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196912381083766658" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8kRrNTz4I/AAAAAAAAAao/5QANkMQlUwY/s400/07+-+Douleur_damour.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le ravissement de Psyche&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8kRbNTz3I/AAAAAAAAAag/L_CnQLs3G8M/s1600-h/08+-+Le_ravissement_de_Psyche.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196912376788799346" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8kRbNTz3I/AAAAAAAAAag/L_CnQLs3G8M/s400/08+-+Le_ravissement_de_Psyche.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-74686489744249757?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/74686489744249757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=74686489744249757&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/74686489744249757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/74686489744249757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/05/art-review-william-bouguereau.html' title='Art Review - William Bouguereau'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SB8lX7NTz5I/AAAAAAAAAaw/XN2YAU0mCOk/s72-c/01+-+Amour_a_laffut.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1798133933932507234</id><published>2008-05-01T17:20:00.000-07:00</published><updated>2008-05-01T08:21:34.186-07:00</updated><title type='text'>Ephèbe</title><content type='html'>Cercava la morte, nei vicoli più stretti della città e nella sporcizia, nelle piccole cose d'ogni giorno, nella confusione. La cercava avidamente, poiché fin troppo aveva atteso nella sua stanza, a piangere come tanti anni prima. Si guardava attorno, e gli altri sorridevano per far credere che tutto andasse al meglio, mentre dentro si rodeva cercando un segnale, qualcosa.&lt;br /&gt;L'unica cosa che aveva per la testa era anche l'unica che non serviva: necessitava di immagini perlomeno umane, che sapessero dare un briciolo di fiducia nel breve futuro che si trovava malauguratamente di fronte. Il tempo intanto sembrava prendersi gioco di quell'ombra, prossima al completo prosciugamento dell'animo. Poiché se di morte pura non poteva morire, allora così avrebbe conosciuto la propria fine. Dolorosa, sì. Necessaria, anche.&lt;br /&gt;Quando glielo avevano raccontato non ci aveva fatto molto caso. Ora ci sguazzava dentro; ogni tanto si accorgeva di sogghignare, e non sapeva perché. Forse perché ancora non sapeva di trovarsi nella medesima situazione. E non ne parlava a nessuno.&lt;br /&gt;Se anche avesse voluto conforto, da chi avrebbe potuto ottenerlo? Da chi non sapeva, da chi poco se ne interessava, da chi non ci credeva. A conti fatti, era meglio così. Ma dov'era la morte, giusto quando serviva? La morte naturale, sottinteso. Quella che si prende solo la gente vissuta e la gente che non la vuole. La morte vigliacca, quella che si fa vedere ogni tanto e poi se ne va senza nemmeno salutare.&lt;br /&gt;Camminava, ogni tanto lei appariva e subitamente si nascondeva. Ma non smise di cercare: la poteva trovare solo nei luoghi dimenticati, nella miseria, in coloro che vedevano la vita allo stesso modo, come un'attesa di niente. Come un caval donato da un dio beffardo.&lt;br /&gt;Quando la trovò, era passato sin troppo tempo e pensò che forse, in quel momento, avrebbe accettato anche il conforto meno gradito, quello che chiunque avrebbe potuto offrire, nella propria semplicità, nel proprio insensato amore per la vita. Che, in fondo, era pur sempre un conforto.&lt;br /&gt;L'orgoglio e la fatica però vinsero.&lt;br /&gt;Cercava la morte, poiché della vita non sapeva più che farsene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1798133933932507234?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1798133933932507234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1798133933932507234&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1798133933932507234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1798133933932507234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/05/ephbe.html' title='Ephèbe'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7347164753609974532</id><published>2008-04-28T16:08:00.000-07:00</published><updated>2008-04-28T07:08:38.000-07:00</updated><title type='text'>EP - The Who: Tommy</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SBXaLLNTz2I/AAAAAAAAAaY/Ai4ip7K0hTc/s1600-h/The+Who+-+Tommy_Front.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194297630763765602" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SBXaLLNTz2I/AAAAAAAAAaY/Ai4ip7K0hTc/s200/The+Who+-+Tommy_Front.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Disco che detiene la carica di prima vera rock opera, “Tommy” (1969) è un fondamentale pezzo di storia: un racconto che ha del surreale, intrigante e contornato da composizioni antologiche. La celebre vicenda del bambino cieco/sordo/muto viene narrata con musiche davvero appropriate, ideate dalla mente geniale di Pete Townshend, che mai più ripeterà un tale successo.&lt;br /&gt;Una storia altamente drammatica, nella quale il piccolo Tommy vive un'infanzia infelice, maltrattato da genitori, cugini e zii troppo crudeli per esistere davvero: tutto ciò fino al momento in cui, diventato grande, comincia a giocare al “pinball” (il nostro &lt;em&gt;flipper&lt;/em&gt;) sino a diventare campione imbattuto, nonostante i suoi difetti sensoriali. Il suo successo, dopo la guarigione, sarà l'arma con cui egli stesso si distruggerà, travolto dal dissenso della folla accortasi d'aver creduto in un falso mito.&lt;br /&gt;Una prova non facile per il cantante Roger Daltrey (che impersona praticamente tutti i protagonisti) e per Townshend stesso, che riesce a rendere la chitarra acustica ancora più penetrante dell'elettrica. I toni generali ingannano: se le musiche delineano infatti una sensazione neutrale, la narrazione segue una trama feroce, della quale potete trovare l'intero testo nel booklet.&lt;br /&gt;Va tra l'altro detto che siamo nel 1969, quindi non proprio ai giorni nostri. Del resto, tale anno ci ha dato altri capolavori di svolta della musica rock.: questo non fa altro che confermare il cambio di rotta, in una maniera meno progressiva, ma con un folk ugualmente innovativo. Potente, talvolta toccante, un episodio assolutamente mai ripetuto.&lt;br /&gt;I numerosi brani si susseguono senza pause, e sono saldamente legati fra loro per rendere omogenea la narrazione: i passaggi più interessanti, a mio parere, sono “1921”, “Christmas”, “Cousin Kevin” (uno dei più drammatici), “Go To The Mirror!” e “Sally Simpson”.&lt;br /&gt;L'estrema complessità dell'insieme (sebbene di facile ascolto) è ardua a descriversi. Se perciò non siete (ancora?) a conoscenza di questo colosso, non esitate oltre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Note:&lt;br /&gt;- Il voto è basato non solo sul piacere musicale, ma anche sulla rilevanza storica, concordata da qualunque appassionato con un buon orecchio.&lt;br /&gt;- La completezza dell'opera ha ispirato un lungometraggio dallo stesso titolo, con differenti arrangiamenti e la partecipazione di alcuni famosi artisti tra cui Eric Clapton, Tina Turner, Elton John e Jack Nicholson. La parte di Tommy è affidata allo stesso Daltrey, che rende perfettamente il senso di spaesamento e di follia del protagonista. L'unico difetto del film è che fa venire mal di testa: troppi trip psichedelici, di cui forse si poteva fare a meno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 5/5&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7347164753609974532?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7347164753609974532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7347164753609974532&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7347164753609974532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7347164753609974532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/04/ep-who-tommy.html' title='EP - The Who: Tommy'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SBXaLLNTz2I/AAAAAAAAAaY/Ai4ip7K0hTc/s72-c/The+Who+-+Tommy_Front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-5959218111589614055</id><published>2008-04-17T18:00:00.000-07:00</published><updated>2008-04-17T08:57:27.599-07:00</updated><title type='text'>Invito alla lettura - "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SAdyUlEOvdI/AAAAAAAAAaQ/oEUQd-EqXVY/s1600-h/Il+Vecchio+e+il+Mare_Mondadori.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190242793440591314" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SAdyUlEOvdI/AAAAAAAAAaQ/oEUQd-EqXVY/s200/Il+Vecchio+e+il+Mare_Mondadori.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Santiago è un vecchio. In questa storia sentiremo poco spesso il suo vero nome, proprio perché questo nome non ci interessa quasi.&lt;br /&gt;E' una persona che ispira malinconia, anche senza vederla. E' un uomo sul bordo della vita, eppure continua a vivere per la sola ragione che ritiene degna: la pesca. E' un uomo che nel mare c'è cresciuto, ha visto di tutto lì e conosce ogni minima sfumatura, ogni particolare, ogni meccanica: sa sempre dove dirigersi, cosa pescare e come pescarlo. Ha un fidato aiutante, Manolo, che si fida ciecamente di lui, lo segue nei suoi successi e nei fallimenti.&lt;br /&gt;Il vecchio un giorno si mette in mare, da solo. Prende tutto l'occorrente e parte, per una pesca grossa. La vita, si sa, adora metterci alla prova, per poterci confrontare con noi stessi e cercare di superarci. Inizia così una folle battaglia marina tra il vecchio ed un enorme marlin: un conflitto di strategia, dove i contendenti si misurano e si studiano in ogni mossa, ma anche una vera sfida di resistenza fisica. Il vecchio, già vittima dell'età avanzata, mette a dura prova le sue forze, arrivando quasi a morire dal dolore: eppure la sua determinazione e accortezza lo salvano.&lt;br /&gt;Sono le descrizioni dettagliate e i piccoli gesti a farci sentire quantomai partecipi di questa poetica parabola moderna: il sudore che cola dalla fronte del vecchio, la sua mano insanguinata lavata nell'acqua marina... E' incredibile ritrovarsi lì, su quella barca, dopo tanti anni di esperienza e di fatica – però seduti, immersi in quel centinaio scarso di pagine giallastre, presi come poche altre volte.&lt;br /&gt;Siamo noi, quel vecchio in mezzo all'oceano, possiamo sentire sulla pelle i riflessi del Sole sull'acqua, il lento incedere delle onde a prua, il profumo del cordame ruvido e consumato. Ci siamo ritrovati proprio lì, senza nemmeno accorgercene. E stiamo ritornando a casa, senza alcuna preda, solo con le nostre ferite che lentamente si rimarginano.&lt;br /&gt;Forse qualcuno potrebbe ritenere esagerato il paragone fra questo libro e la nostra vita. Ma sono sicuro che quando vi ci troverete, in quel metaforico mare, ripenserete più attentamente a questa vicenda. E vi vedrete di nuovo circondati dai pescecani, spaventati, ma pronti a tutto per salvarvi.&lt;br /&gt;Il nome del vecchio non ci interessa, perché quel vecchio è tutti e nessuno. Ma ci racconta una storia vera. Somiglia tanto alla nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;“È stupido non sperare, pensò. E credo che sia peccato.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;PS: il suddetto romanzo breve è valso ad Hemingway il Nobel per la letteratura, e non a caso: basta leggerlo per capire che non tutti sono capaci di incollarti ad una vicenda con un solo protagonista, in una trama sostanzialmente esile, il tutto dilatato su un intero libro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;Edizione consigliata: “Oscar Mondadori, Classici Moderni”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-5959218111589614055?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/5959218111589614055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=5959218111589614055&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5959218111589614055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5959218111589614055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/04/invito-alla-lettura-il-vecchio-e-il.html' title='Invito alla lettura - &quot;Il vecchio e il mare&quot; di Ernest Hemingway'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/SAdyUlEOvdI/AAAAAAAAAaQ/oEUQd-EqXVY/s72-c/Il+Vecchio+e+il+Mare_Mondadori.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8107363550345273771</id><published>2008-04-14T10:40:00.000-07:00</published><updated>2008-04-14T10:42:28.767-07:00</updated><title type='text'>EP - Eluvium: An Accidental Memory In The Case Of Death</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.bwscd.com/scd/thumbs/may2004/trr66.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.bwscd.com/scd/thumbs/may2004/trr66.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Eluvium è la poesia di un istante.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Facile perdersi nei meandri della musica complessa: è d'altronde normale, poiché suole darci più stimoli, inebriarci, riempire l'orecchio di tutti i suoni possibili. Ci illude di trovare una soddisfazione duratura, ma che purtroppo svanisce in men che non si dica. Come tutte.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E d'altronde, abbandonarsi a questa musica spiazza. Perché è nuda. E' la tanto ricercata "descrizione di un attimo".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un ricordo accidentale in caso di morte. Poche immagini hanno la stessa potenza espressiva, la stessa fugacità. E con questo disco è facile immaginarlo, il momento. Perché è un disco breve. Eluvium non raggiungerà mai più un tale obiettivo, poiché il dilungarsi (ogni tanto) lo penalizza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Purtroppo, gli istanti hanno il difetto di morire in fretta. Per questo motivo avete sotto mano una dilatazione di quell'istante, che rimarrà ugualmente breve. Quando arrivate alla fine, non siate tristi perché si è già concluso. Ciò che conta è viverlo. E più tardi, se ne avrete la forza, riviverlo.&lt;br /&gt;Non piangete. Immaginate di morire dopo averlo assaporato. Immobili, guardatevi dentro. Capirete che la morte vi spoglia, ma conserva il vostro ricordo intatto. E' il ricordo che vorreste portare con voi per sempre. E così sia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: -&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8107363550345273771?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8107363550345273771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8107363550345273771&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8107363550345273771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8107363550345273771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/04/ep-eluvium-accidental-memory-in-case-of_14.html' title='EP - Eluvium: An Accidental Memory In The Case Of Death'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8096296817962036089</id><published>2008-04-06T15:40:00.000-07:00</published><updated>2008-04-07T05:29:36.863-07:00</updated><title type='text'>EP - Sex Pistols: Never Mind The Bollocks, Here's The Sex Pistols</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R_jSaqj_mJI/AAAAAAAAAaI/bRsFDnM8Xi8/s1600-h/nevermind_bollocks.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186126326460815506" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R_jSaqj_mJI/AAAAAAAAAaI/bRsFDnM8Xi8/s200/nevermind_bollocks.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il titolo parla da solo, non c’è molto altro da dire.&lt;br /&gt;"Never Mind The Bollocks" (letteralmente "Sbattitene i coglioni") è l’incisione ufficiale dei Sex Pistols, forse il solo gruppo che con un disco all’attivo ha cambiato la storia della musica. E’ risaputo che se un gruppo funziona bene, esso è destinato ad avere una carriera, gli si prospetta un buon futuro. Purtroppo per questi quattro pazzi non è andata così, ma di certo possono vantare una posizione ultra-privilegiata nel punk in genere.&lt;br /&gt;Questa pietra miliare del 1977 può, a suo modo, essere considerata un capolavoro. E’ un disco di energia pura, all’insegna della trasgressione e del "politically incorrect", che spara su tutto e su tutti senza un motivo di fondo.&lt;br /&gt;"Never Mind The Bollocks" è il simbolo della vera anarchia, quella che una volta si desiderava davvero, non come i gruppi hardcore di oggi. E’ un dissenso che proviene dalle viscere, gridato dalla ruvida voce di Johnny Rotten ed esposto fisicamente dal ribelle Sid Vicious.&lt;br /&gt;"Never Mind The Bollocks" è musica semplice alla base, ma la cui radice innovativa si può sentire da subito. E’ un disco sboccato, ignorante se si vuole, tipicamente giovanile. Ma carico come davvero pochissimi nella storia.&lt;br /&gt;"Never Mind The Bollocks" è un momento da prendersi necessariamente, ogni tanto. E’ il disco dei momenti in cui non si può né si vuole pensare. E’ l’album che sta su da solo, che non dà e non vuole spiegazioni.&lt;br /&gt;"Never Mind The Bollocks" è forse l’unico disco punk che, in conclusione, salverei dall’apocalisse. Ineguagliato sino ad oggi: tanti altri gruppi, i Ramones su tutti, sono importanti, ma davanti ai Sex Pistols sono tutti mezze seghe.&lt;br /&gt;"Never Mind The Bollocks" è un pezzo di storia. Indispensabile perché spoglio, vero, diretto. IL disco punk per eccellenza.&lt;br /&gt;"Never Mind The Bollocks" è un disco fottutamente bello.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 5/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8096296817962036089?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8096296817962036089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8096296817962036089&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8096296817962036089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8096296817962036089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/04/ep-sex-pistols-never-mind-bollocks.html' title='EP - Sex Pistols: Never Mind The Bollocks, Here&apos;s The Sex Pistols'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R_jSaqj_mJI/AAAAAAAAAaI/bRsFDnM8Xi8/s72-c/nevermind_bollocks.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-3268867008082631644</id><published>2008-04-03T19:40:00.000-07:00</published><updated>2008-04-03T10:41:05.170-07:00</updated><title type='text'>Iris</title><content type='html'>E’ uno di quei giorni in cui piove e non piove. Piove sì, ma anche no.&lt;br /&gt;E’ un giorno dove non sai più distinguere le gocce di pioggia dallo sporco della finestra. E a seconda di quel che pensi, il tuo modo di percepire le cose cambia. Se vedi la pioggia è perché la vuoi vedere, non perché c’è davvero. Le tue pupille sono condizionate dal tuo stato momentaneo, schiave di onde cerebrali nubiformi.&lt;br /&gt;Così Andrea, steso a testa in giù sul letto, guarda il cielo, che capovolto si confonde con la terra. E’ un’enorme distesa bianca, di cui riesce a scorgere solo un pezzettino, quel poco che gli basta per immaginarsi il resto. Da lì non può vedere se piove o no, vede. La gravità attira i suoi capelli verso il pavimento, sino quasi a sfiorarlo. Ha sempre amato la neve, perché quando ricopriva i campi sembrava non volesse finire mai. E forse era davvero così, ma la sua vista non avrebbe potuto discernere l’una o l’altra ipotesi. Desiderava un giorno di trovare sgombra la terra, appianata e spogliata di ogni cosa; e poi guardare così lontano da potersi rivedere, puntare l’occhio sulla sola cosa che mai avrebbe potuto scorgere. Un volgare specchio poteva solo restituirgli un’altrettanto volgare parodia di sé; Andrea non ha bisogno di spiegazioni, vuole solo vedere le cose come sono. Ed ogni cosa, di rimando, sembra soltanto quello che non è realmente.&lt;br /&gt;Allora quella non è pioggia. Sembra pioggia. E non lo è.&lt;br /&gt;La gente dice che è un ragazzo semplice, e forse non sbaglia di molto: ma ciò che mai potranno comprendere è quello che Andrea vorrebbe essere. Tutti si accontentano delle apparenze, ne sono lusingati, ci navigano dentro; se guardano un bambino nato da poco, dicono: "Sembra un angelo", e nel loro cuore piangono al pensare che, figlio di una generazione feroce, non lo sarà mai. Un bambino, solo un bambino.&lt;br /&gt;Andrea non è un bambino, ma lì steso in fondo al letto, a testa in giù, anche lui lo sembra. E non lo è.&lt;br /&gt;Solo che oramai nessuno è più capace di sognare, è preferibile vedere a modo proprio le cose, inventare se necessario. Ma il sogno non esiste più. Nemmeno quando dormiamo: il nostro riposo è pervaso d’ombra, e se qualcosa appare – un’immagine recondita, conservata faticosamente – è solo uno squarcio di realtà, di solita grigia realtà, passata o presente, ma sempre quella. Siamo noi quelli cambiati. E tanto.&lt;br /&gt;Chi può fornirti un sogno? C’è ancora qualcuno che riesca a provocarti una fuggevole, invisibile lacrima? Andrea qualcuno ce l’ha, e tempo fa gli aveva detto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; - Non abbandonarmi.&lt;br /&gt; - No.&lt;br /&gt; - Mi ami?&lt;br /&gt; - Sì. Ti amo.&lt;br /&gt; - E se non ci fossi?&lt;br /&gt; - …&lt;br /&gt; - Se me ne andassi, moriresti?&lt;br /&gt; - Sì.&lt;br /&gt; - Ti uccideresti?&lt;br /&gt; - No. Ma morirei.&lt;br /&gt; - …&lt;br /&gt; - …&lt;br /&gt; - Ti prego, non lasciarmi.&lt;br /&gt; - …&lt;br /&gt; - Ti prego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai. Mai avrebbe spento quella luce viva, la luce iridescente dei suoi occhi eterei. Mai ne aveva visti di così belli.&lt;br /&gt;Ora anche i suoi occhi, illuminati dal cielo bianco, sembrano vivi. E non lo sono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-3268867008082631644?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/3268867008082631644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=3268867008082631644&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3268867008082631644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3268867008082631644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/04/iris.html' title='Iris'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8998087957526987164</id><published>2008-03-28T23:45:00.000-07:00</published><updated>2008-03-28T15:46:46.934-07:00</updated><title type='text'>Art Review - Storm Thorgerson</title><content type='html'>Fotografo, disegnatore (e visionario), Storm Thorgerson ha dato vita, assieme allo studio Hipgnosis, a veri e propri cult iconografici. Basti pensare alle cover dei Pink Floyd: quest’uomo ha inculcato nell’immaginario comune un prisma che frammenta un raggio di luce (su sfondo nero) e una volgare foto di mucca. Per il resto, non posso che indirizzarvi al suo &lt;a href="http://www.stormthorgerson.com/"&gt;sito&lt;/a&gt;, dove è esposta l’intera opera, oltre a news, aneddoti e altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pink Floyd - The Dark Side Of The Moon&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.sorouche.com/journal/uploads/entries/DarkSideoftheMoon.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.sorouche.com/journal/uploads/entries/DarkSideoftheMoon.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pink Floyd - Atom Heart Mother&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R-1zlaj_mHI/AAAAAAAAAZ4/Kcn7bMAIO_g/s1600-h/atom2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182925832795953266" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R-1zlaj_mHI/AAAAAAAAAZ4/Kcn7bMAIO_g/s400/atom2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pink Floyd - Wish You Were Here&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://pink-floyd.ru/albums/wish/cover.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://pink-floyd.ru/albums/wish/cover.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pink Floyd - Animals&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.analogartsensemble.net/blog/Pink_Floyd-Animals-Frontal.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.analogartsensemble.net/blog/Pink_Floyd-Animals-Frontal.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pink Floyd - Ummagumma&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.thejetsetjunta.se/wp/wp-content/uploads/2007/08/pink_ummagumma.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.thejetsetjunta.se/wp/wp-content/uploads/2007/08/pink_ummagumma.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Led Zeppelin - Houses Of The Holy&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.uldis.info/wp-content/uploads/2007/06/led_zeppelin_houses.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.uldis.info/wp-content/uploads/2007/06/led_zeppelin_houses.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;The Mars Volta - Frances The Mute&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.themarsvolta.co.uk/wallpaper/1_1024.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.themarsvolta.co.uk/wallpaper/1_1024.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Richard Wright - Broken China&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R-1xNaj_mGI/AAAAAAAAAZw/DcNlU5tDOds/s1600-h/WP-BrokenChina-01-768x1024.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182923221455837282" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R-1xNaj_mGI/AAAAAAAAAZw/DcNlU5tDOds/s400/WP-BrokenChina-01-768x1024.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R-1w_qj_mFI/AAAAAAAAAZo/vhzycq9EMTw/s1600-h/body+painting+floyd.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182922985232635986" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R-1w_qj_mFI/AAAAAAAAAZo/vhzycq9EMTw/s400/body+painting+floyd.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8998087957526987164?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8998087957526987164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8998087957526987164&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8998087957526987164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8998087957526987164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/03/art-review-storm-thorgerson.html' title='Art Review - Storm Thorgerson'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R-1zlaj_mHI/AAAAAAAAAZ4/Kcn7bMAIO_g/s72-c/atom2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8862329731182695998</id><published>2008-03-22T00:20:00.000-07:00</published><updated>2008-03-21T16:27:37.624-07:00</updated><title type='text'>Racconto - Il signor Quindicipasque</title><content type='html'>Nel ridente paesino di Metalagna il detto "essere felice come una pasqua" ha da tempo acquisito un valore piuttosto sarcastico, e in rari casi assume anche la forma di imprecazione. Non c’è da stupirsi, a dirla tutta, se come concittadino si ha l’egregio dottor Balacraghe, in arte Quindicipasque. Suona buffo, ma in realtà questo soprannome nasconde drammatici risvolti psicofisici: il dottore, il cui nome è oltretutto Pasquale, è affetto da una preoccupante sindrome pasqualina, che si accentua soprattutto nella settimana che circonda l’evento ben noto in tutto il mondo. Mai nessuno, come questo individuo, ha preso sul serio tale festività, tanto da essere sopraffatto dalle sue stesse azioni.&lt;br /&gt;Ogni anno, quando si avvicina la fine di marzo, gli abitanti del paese si barricano in casa per mezzo di spranghe, cancelli e muri di cemento armato eretti al momento. E’ importante, più d’ogni altra cosa, che non vengano lasciati in nessun caso dei fori scoperti attraverso i quali si possa accedere, anche in minima parte, alle abitazioni. L’esperienza passata ha infatti insegnato ai metalagnani come difendersi dagli attacchi di generosità del signor Quindicipasque: quest’ultimo ha sempre avuto la mania di gettare, come un Babbo Natale ritardatario, grandi quantità di uova al cioccolato giù per i camini dei casolari; nulla di preoccupante, se non teniamo conto della scarsa memoria del celebre benefattore, che finiva per riempire tutte le ciminiere con almeno una dozzina di uova, intasando quindi il sano riscaldamento degli abitanti, e dando vita a due sgradevoli disagi: la seccatura di smollare diversi centoni allo spazzacamino (che al servizio di 3000 abitanti poteva assicurarsi una villa a Riccione) e, soprattutto, il ritrovarsi d’un tratto il caminetto di mattone tutto impiastrato di cioccolata fusa e di carta argentea mezza bruciacchiata.&lt;br /&gt;Gli anni a venire portano con loro delle nuove misure di sicurezza, e altrettanti nuovi espedienti studiati da Quindicipasque per smollare le sue dannate uova e altri gradevoli doni pasquali. Un paio d’anni fa si è persino comprato un camion di conigli bianchi e li ha liberati lungo la strada principale del paese: la disinfestazione dei roditori è durata ben 6 mesi e ha compromesso il 99 per cento del raccolto annuo d’ortaggi. L’anno successivo ne ha tentata un’altra, ma con risultati meno soddisfacenti: è riuscito a ricoprire tre o quattro abitazioni di finissimo cioccolato fondente, e due di esse sono state persino incartate e infiocchettate: fino ad allora non si erano mai visti bambini di 4 anni col diabete.&lt;br /&gt;La piaga di Quindicipasque è ormai un problema serio, contro cui gli abitanti di Metalagna si ingegnano costantemente attraverso comizi mensili, manifesti d’allarme e riunioni condominiali. Nonostante questo, l’irruenza del bene/malfattore sembra inarrestabile: ruspe, macchinari da demolizione, trivelle giganti, tutto è concesso per portare un po’ di dolcezza nelle famiglie. Caramelle gommose, barrette alle nocciole, stecche di riso soffiato, chewing-gum, sculture di marzapane, ed ogni tipo di uova al cioccolato: al latte, bianche, pralinate, alle mandorle, extra-fondenti, al cacao puro; ha tentato persino degli esperimenti personali con fragole, peperoncino e ostia, ma senza riscuotere molti consensi.&lt;br /&gt;La mania del buon dottore lo ha portato più volte ad essere ricoverato per overdose di zuccheri, ma a lungo andare l’organismo si è abituato a tassi elevati e ha permesso all’omino di mantenersi in forma, esercitando le sue funzioni con estrema puntualità. Si dice che al momento stia mettendo a punto un’arma dolcificante di massa, con la quale invaderà Metalagna di nocciolato scuro.&lt;br /&gt;Così, mentre gli adulti si rodono per l’invadenza di Quindicipasque, i bambini hanno da tempo trovato un nuovo beniamino, forse un po’ folle, ma con un gran gusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Buona Pasqua&lt;/span&gt; a tutti i lettori di questo blog, a tutti i commentatori ed ai visitatori silenziosi, i quali contribuiscono a rendere questo spazio, pian piano, sempre più popolare. Un sentito ringraziamento a tutti voi, e auguri alle vostre famiglie. A prestissimo...&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8862329731182695998?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8862329731182695998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8862329731182695998&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8862329731182695998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8862329731182695998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/03/racconto-il-signor-quindicipasque.html' title='Racconto - Il signor Quindicipasque'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7450709069432289033</id><published>2008-03-18T03:14:00.000-07:00</published><updated>2008-03-18T03:26:28.271-07:00</updated><title type='text'>SOMEBODY SA(I)D</title><content type='html'>Sera. Locanda Almayer. Stanza al primo piano, in fondo al corridoio. Scrittoio, lampada a petrolio, silenzio. Una vestaglia grigia con dentro Bartleboom. Due pantofole grigie con dentro i suoi piedi. Foglio bianco sullo scrittoio, penna e calamaio. Scrive, Bartleboom. Scrive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    &lt;em&gt;Mia adorata,&lt;br /&gt;    sono arrivato al mare. Vi risparmio le fatiche e le miserie del viaggio: ciò che conta è che ora sono qui. La locanda è ospitale: semplice, ma ospitale. E’ sul colmo di una piccola collina, proprio davanti alla spiaggia. La sera si alza la marea e l’acqua arriva fin quasi sotto alla mia finestra. E’ come stare su una nave. Vi piacerebbe.&lt;br /&gt;    Io non sono mai stato su una nave.&lt;br /&gt;    Domani inizierò i miei studi. Il posto mi sembra ideale. Non mi nascondo la difficoltà dell’impresa, ma Voi sapete – Voi sola, al mondo – quanto io sia determinato a portare a termine l’opera che è stata mia ambizione concepire e intraprendere in un giorno fausto di dodici anni fa. Mi sarà di conforto immaginarvi in salute e in letizia d’animo.&lt;br /&gt;    Effettivamente, non ci avevo mai pensato prima: ma davvero non sono mai stato su una nave.&lt;br /&gt;    Nella solitudine di questo luogo appartato dal mondo, mi accompagna la certezza che non vorrete, nella lontananza, smarrire il ricordo di colui che Vi ama e che sempre rimarrà il Vostro &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;Ismael A. Ismael Bartleboom&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la &lt;em&gt;sua&lt;/em&gt; donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle&lt;br /&gt; - Ti aspettavo.&lt;br /&gt;Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni – i giorni, gli istanti – che quell’uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo&lt;br /&gt; - Tu sei matto.&lt;br /&gt;    E per sempre lo amerà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Alessandro Baricco - &lt;em&gt;Oceano Mare&lt;/em&gt;, 1993)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7450709069432289033?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7450709069432289033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7450709069432289033&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7450709069432289033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7450709069432289033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/03/somebody-said.html' title='SOMEBODY SA(I)D'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-6918040596451344100</id><published>2008-03-15T11:45:00.001-07:00</published><updated>2008-03-15T15:56:30.387-07:00</updated><title type='text'>EP - Megadeth: Rust In Peace</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R9wZkc6cZzI/AAAAAAAAAZY/6CYel9HqQSo/s1600-h/Megadeth-RustInPeace.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178041785596536626" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R9wZkc6cZzI/AAAAAAAAAZY/6CYel9HqQSo/s200/Megadeth-RustInPeace.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci sono periodi dove, inspiegabilmente e irrimediabilmente, il metal ritorna. E ritorna con una carica inaudita, oltre che con un sapore sempre nuovo. Come mi è già capitato di affermare, i dischi del proprio "passato musicale", riascoltati dopo molto tempo, si mostrano alle nostre orecchie come molto più complessi, elaborati: capiamo insomma che quello che amavamo non era solo puro rumore, ma studio approfondito e grande perizia tecnica.&lt;br /&gt;E’ il caso dei Megadeth, una scoperta relativamente più recente rispetto ai miei primi ascolti quali i Metallica o gli Iron Maiden; più vicino anche cronologicamente, essendo questo "Rust In Peace" di data 1990, quindi ben distante da gente come Black Sabbath e compagnia bella. Ed una delle cose, appunto, che fa piacere notare è che, in un periodo segnato da cambiamenti significativi nel suddetto genere (basti pensare a quei gasati dei Dream Theater) i Megadeth hanno saputo tenersi legati all’heavy di una volta, rischiando persino di passare inosservati. Invece questo disco, ancora più dello splendido "Peace Sells, But Who’s Buying?", afferma la band come una speranza destinata a durare nel tempo.&lt;br /&gt;Un album scandito da riff decisi, qualche volta più melodici ma sempre alquanto serrati, dall’inconfondibile voce di Dave Mustaine e da una caterva di assoli da pelle d’oca di Marty Friedman, un virtuoso largamente riconosciuto in tutto il mondo. Pezzi per nulla scontati, con un’intesa davvero rara tra i componenti, e brani indimenticabili: vi segnalo "Holy Wars…", "Hangar 18", "Lucretia" e l’ottima title track conclusiva.&lt;br /&gt;Sono tanti i motivi che mi spingono a rispolverare questi lavori: sarà per sfogarmi, sarà per nostalgia, fatto sta che hanno un potere immenso. E questo è fra i più gettonati nei momenti in cui non c’è niente come una buona dose di metallo allo stato puro.&lt;br /&gt;PS: i Megadeth sono ancora in circolazione, nonostante producano album che spesso fanno discutere. In ogni caso, una delle poche band che sopravvive e sforna prodotti di discreta qualità (i Metallica, purtroppo, è come se fossero morti da una quindicina d’anni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,8/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-6918040596451344100?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/6918040596451344100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=6918040596451344100&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6918040596451344100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6918040596451344100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/03/ep-megadeth-rust-in-peace.html' title='EP - Megadeth: Rust In Peace'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R9wZkc6cZzI/AAAAAAAAAZY/6CYel9HqQSo/s72-c/Megadeth-RustInPeace.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-2696219266951450723</id><published>2008-03-12T15:21:00.000-07:00</published><updated>2008-03-13T12:02:15.973-07:00</updated><title type='text'>Claustrophobie</title><content type='html'>Muovendo il braccio in avanti quasi sfiorò le lunghe righe della fiancata. Ovviamente si fermò dieci metri più avanti di lui, con una frenata posticipata quasi a dire: "Oh scusa, sono una donna, non è il mio mestiere guidare questo cazzo di bestione". Gli imponenti portoni di finto vetro si spalancarono, trascinandosi dietro un passeggero che vi si era appoggiato. Un veicolo malandato e fracassone, ma arrivato in orario come mai nessuno, accidenti. Una serata pronta per essere maciullata in mille tristi pezzettini.&lt;br /&gt;Ancora a casa sua, pensa un po’, saranno andati fuori a bere sì e no due volte. Tempo che comincia la storia, ci si sente già al matrimonio. In realtà nessuno ci crede, ma rimane bello da dire. "Matrimonio", una di quelle parole che fa sospirare la gente, la quale attende trepidante la propria sbafata gratis di durata minima 6 ore. Tutto questo in un istante di fantasiosa follia, destinato a crollare troppo tardi, dopo il peggio.&lt;br /&gt;Una bella gara fra lei e quegli esaltati degli amici; sì, persone ricche di valori e interessi tipo:&lt;br /&gt;- Ma quanto…&lt;br /&gt;- Tre mesi.&lt;br /&gt;- E avete già…&lt;br /&gt;- Sì.&lt;br /&gt;Andare contro sé stessi, senza ribellarsi, è una sofferenza atroce. Avere paura di parlare proprio quando serve. Muti. Hai l’uscita di fronte, e resti dentro. Anzi, chiudi ermeticamente, idiota. La sola cosa che puoi fare è metterti su quel sedile e aspettare la tua fermata; scendi, torni indietro di un po’, svolti a sinistra, suoni e sali.&lt;br /&gt;Prima, hai solo il tempo di guardare il marciapiede che accelera, ed un autobus mezzo vuoto, dove dalla parte opposta alla tua siede una. Non la conosci, ma ha tanto l’aria della tipica compagna delle elementari, dimenticata e mai incontrata per un decennio: borsa della pallavolo a terra, in mezzo alle gambe strette, percorse da pantaloni di denim chiarissimo, con uno strappo involontario sul ginocchio. Si vede che gli occhiali li porta poco, forse le servirebbe ma sono scomodi. Li tiene vicinissimi alle palle degli occhi allucinati. Stanca, ma non si vede. Il neon sopra di lei la riflette completamente nel finestrino. Guarda, ha un neo sulla guancia sinistra. Si stira un po’ e rimette le mani fra le cosce, infreddolita. Torni al marciapiede e aspetti, di nuovo.&lt;br /&gt;Il viaggio fu a una fermata dalla fine: pigiò disgustato il pulsante di prenotazione e si voltò per alzarsi. Per tre secondi buoni incrociò il volto di lei, che lo vide. Aveva lo sguardo di uno che va incontro alla propria condanna. Si voltò di nuovo, lui rimase un istante fermo. Poi fece un passo pesante verso l’uscita e frenò assieme al bestione.&lt;br /&gt;La prima cosa che vide, sul ciglio della strada, fu un cumulo di vomito incolore, il suo. Scaraventato a terra senza pietà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-2696219266951450723?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/2696219266951450723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=2696219266951450723&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2696219266951450723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2696219266951450723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/03/claustrophobie.html' title='Claustrophobie'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1615413218818966894</id><published>2008-03-09T15:20:00.000-07:00</published><updated>2008-03-09T07:18:30.959-07:00</updated><title type='text'>Editoriale</title><content type='html'>Il silenzio è un elemento quanto mai ricorrente nei miei scritti, in particolare quelli poetici. E’ una parola contenuta in buona parte della mia produzione, e che probabilmente non smetterò di utilizzare. Un termine forse abusato, ma che ogni volta assume un tono incisivo e fondamentale per la comprensione dell’intero testo.&lt;br /&gt;In questo periodo poi, il silenzio sta diventando quasi un vizio. Vi sarete accorti che già da parecchio tempo non pubblico una poesia, e che gli interventi in generale stanno diventando più radi: non è esattamente un "silenzio poetico", ma devo ammettere che la mia produzione in versi sta diventando difficile: studio nuovi espedienti, nuove tecniche espressive e temi dimenticati, o mai trattati a dovere. Perciò, quel che voglio dirvi è: sto lavorando, penso e lavoro continuamente, per adeguarmi al cambiamento di stile, e forse di linguaggio, davvero imminente. Non sarà una differenza radicale, ma significativa. Vi ringrazio perché state continuando in ogni modo a seguirmi, sebbene i temi del "poeta morto" si siano allargati molto rispetto alla funzione di partenza di questo luogo. Vi sarete accorti della frequenza di questi nuovi brevi racconti, che per ora io chiamo "facts of life", piccoli stralci di vita di tante persone; è una serie che mi dà molti spunti, e che perciò continuerà senza dubbio.&lt;br /&gt;Ci sono poi gli "EP", ossia Essential Paloz, i dischi più importanti della mia vastissima collezione: in questo periodo ho molto bisogno di musica, e forse è per questo che tutto si riflette sulle pubblicazioni.&lt;br /&gt;Purtroppo il progetto "MELtin’ PAL" non è andato a buon fine, ma forse in un futuro tornerà. Il fatto è che i modi di pensare dei due autori sono davvero troppo diversi, e fanno una fatica insostenibile per convivere. Questo sarà tutto da vedere.&lt;br /&gt;Ho in programma una possibile prosecuzione della Morettiana, ovvero la rassegna di film del grande Nanni Moretti, recensiti e commentati da me; non è da escludere, in generale, il rilancio delle analisi cinematografiche, che offrono molti (anche troppi) appunti di scrittura. Intendo inoltre offrirvi degli Inviti Alla Lettura, che per ora sono pochi, per avere a che fare con autori che la sanno più lunga di me, e da cui spesso traggo utili ideali e simboli. Ho da parte anche diverse Art Review da mostrarvi, per affascinarvi ancora con le cose di una volta, che son dure a morire.&lt;br /&gt;Insomma, "work in progress" diremmo: è un periodo un po’ così, piuttosto difficile, dove coesistono troppe realtà, gradevoli o meno. Quando non mi vedete, perciò, vi chiedo assolutamente di non preoccuparvi, perché prima o poi tutti tornano, e in gran stile.&lt;br /&gt;C’è tanto da dire, ma forse farebbe male da quanto sarebbe diretto. E’ il momento di misurare le parole, cesellarle a dovere per stimolare gli animi e convincerli a guardarsi dentro, per poi cambiare.&lt;br /&gt;Se poi lascio delle pagine vuote, fate conto che stia scrivendo silenzi. Silenzi di assurda ferocia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1615413218818966894?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1615413218818966894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1615413218818966894&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1615413218818966894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1615413218818966894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/03/editoriale.html' title='Editoriale'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1646550204112719890</id><published>2008-03-02T13:49:00.000-08:00</published><updated>2008-03-02T13:53:28.851-08:00</updated><title type='text'>EP - José Cid: 10000 Anos Depois Entre Venus E Marte</title><content type='html'>&lt;a href="http://phono.com.sapo.pt/c_albuns/10000Cid.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://phono.com.sapo.pt/c_albuns/10000Cid.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ritornato sano e salvo dal Portogallo (nonostante alcuni imprevisti di natura sociale che non hanno certo permesso di fraternizzare con la cricca delle altre classi quinte), mi trovo a scartare i miei souvenir personali. Prima di partire avevo preparato una lista di dischi da trovare durante il soggiorno, poiché era l’unica speranza di comprarli personalmente, non essendo distribuiti in Italia e altre nazioni. Fra questi c’era un album dei Petrus Castrus, che ho trovato in edizione doppio cd, mentre José Cid non era previsto. Lo avevo scaricato tempo prima ma non avevo avuto il tempo di ascoltarlo: trovandolo tra gli scaffali della Fnac di Lisbona, mi sono fidato e l’ho acquistato. La mia proverbiale fortuna in ambito musicale non ha fallito nemmeno questa volta.&lt;br /&gt;Solitamente le sonorità portoghesi sono difficilmente affrontabili: dissonanti, con voci quasi stonate e brani debolucci; posso felicemente affermare che quest’opera è l’opposto di ciò che potevo aspettarmi.&lt;br /&gt;"10000 anos depois entre Venus e Marte" (1978) è la storia di un uomo e una donna che, fuggiti dalla Terra in esplosione, tornano sul pianeta 10000 anni dopo. Atterrati con la loro astronave, troveranno un luogo rigenerato, come tornato all’eden primordiale, il pianeta ideale su cui ricominciare la propria vita. Le immagini paradisiache ideate da José Cid prendono una forma musicale impeccabile, le cui chiare influenze sono quelle floydiane e della PFM italiana. Il magico mellotron e le chitarre tipicamente Space-rock abbracciano suoni universali, puramente belli e senza fronzoli stilistici. L’intero concept è raccolto in 38 minuti di estrema essenzialità, cui non si doveva togliere o aggiungere nulla. Tutti gli elementi delicati della musica di Cid rendono il suo disco una perla rara, come nessun’altra nel prog portoghese dei suoi anni.&lt;br /&gt;Entrato direttamente nella classifica personale dei dischi "internazionali", questo lavoro non ha nulla da invidiare a tante belle opere contemporanee italiane. Non fatevi ingannare dalla copertina; del resto, anche quella di "Storia di un minuto" è orribile, ma il disco…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,5/5&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: Lisbona mi è piaciuta, una città vecchio stile con tanti begli edifici in rovina, e tante piastrelle (!). Se vi capita, farci un salto non guasta. Grazie poi a tutti i partecipanti, in particolare il prof. Famiglietti e l’inimitabile Greg(orio) Policastro. La sua imprecazione è diventata una hit nella nostra classe.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1646550204112719890?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1646550204112719890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1646550204112719890&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1646550204112719890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1646550204112719890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/03/ep-jos-cid-10000-anos-depois-entre.html' title='EP - José Cid: 10000 Anos Depois Entre Venus E Marte'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-5679323455004159412</id><published>2008-02-25T14:45:00.000-08:00</published><updated>2008-02-25T05:45:06.619-08:00</updated><title type='text'>Soon consuming in Lisbon</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.sstrinita.net/Img/fatima/Lisbona3.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.sstrinita.net/Img/fatima/Lisbona3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nella mia stanza si avverte già con chiarezza il profumo della partenza. La valigia è ancora vuota, ma ben presto diventerà rigonfia di vestiti e alambicchi vari, tutto ciò insomma che può aiutarmi a sopravvivere per qualche giorno in Portogallo. Una gita tanto attesa, che probabilmente passerà molto più in fretta di quanto immagino, ma sarà pur sempre un attimo di distacco. Forse, mai come ora mi ci voleva un bel viaggetto. Così domani, dopo un viaggio in pullman ed altrettanto estenuanti cechìn all’aeroporto, mi ritroverò magicamente a Lisbona, una città di cui nessuno sa un accidente. La notte sarò costretto a seguire una mandria di infoiati in discoteca (piuttosto la morte, provvederò sul momento) e a gironzolare nelle immediate vicinanze della Residencia Joao, dove farò finta di dormire mentre gli altri giocano a carte e mettono su musica techno a palla.&lt;br /&gt;Ditemi soltanto che è un mio incubo, e che in realtà non andrà così! Ve ne sarò grato.&lt;br /&gt;Comunque, saprò aggiornarvi personalmente al mio ritorno. Spero di trovare un briciolo di ispirazione per nuove composizioni, cosa che ultimamente non accade spesso. Nel frattempo vi abbandono fino a domenica/lunedì (salvo imprevisti, e ce ne saranno), ma vi ho tutti nella mente già da ora, soprattutto (ancora una volta) Corey. Colgo perciò l’occasione per ringraziare nuovamente i fedelissimi visitatori di questo blog e tutti gli amici Debaseriani, in particolare ProgRock e la Shoot. Un sincero saluto, e non fate danni.&lt;br /&gt;Vostro&lt;br /&gt;paloz&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-5679323455004159412?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/5679323455004159412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=5679323455004159412&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5679323455004159412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5679323455004159412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/02/soon-consuming-in-lisbon.html' title='Soon consuming in Lisbon'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-4028648379058414763</id><published>2008-02-23T23:25:00.000-08:00</published><updated>2008-02-23T14:25:45.719-08:00</updated><title type='text'>En passant</title><content type='html'>Arrivato a venticinque anni ne aveva già avuto abbastanza. Tutta la storia del guidare, del sentirsi padrone del mondo maneggiando con nonchalance il volante non era altro che un’illusione. Raggiunta quell’età, con ormai una sufficiente esperienza, e magari un incidente alle spalle, ti rendi conto di come le automobili siano solo degli scatoloni pieni di boria: a guardarle bene mettono tristezza, tutte in fila belle ordinate, che cercano di rimanere il più possibile dentro alle righe scolorite.&lt;br /&gt;Quando ci hai fatto il callo è la fine: dal momento in cui ti convinci che percorrere quelle strade intrise di odio sia una cosa normale, i tuoi giorni si ingrigiscono, fino a renderti simile all’asfalto. Aspro, inerme. Consumato.&lt;br /&gt;Odiava le automobili, perché ogni automobile ha dentro un sentimento ben nascosto. Troppo facile pensare che le ammaccature sotto al fanale siano frutto di una distrazione, e non di un tradimento o di un voto scolastico poco gradito. Non viene mai da pensare perché il santino di Madre Teresa sul cruscotto non sia stato tolto dal figlio ateo, o perché i vetri posteriori non vengano lavati da decenni. E poi strapiene di baci, tutte queste auto.&lt;br /&gt;Ognuna ne ospita alcuni di diverso tipo. Baci importanti e baci superflui. Il bacio del padre che porta la figlia a studiare da un compagno di classe, quello di una donna che ringrazia l'amico per la sua pazienza, quelli della gente timorosa, che ha paura a scendere da quel veicolo poiché sa che farebbe meglio a tornare indietro. Baci svelti al limite dell’avvertibile, baci che sembrano non finire mai. Magari uno che avremmo fatto a meno di dare, che non era nostro. E più di tutti, quelli che non si sono dati, quelli trattenuti a forza, che non ci siamo mai perdonati d’aver lasciato lì dov’erano, che venivano dall’angolo più profondo dell’essere. Persi nel nulla, diventati i nostri più grandi errori.&lt;br /&gt;Così non ne poteva più, e camminava, guardando i semafori con aria di sdegno, sfregando le scarpe sui bordi delle aiuole, attraversando sulle strisce farsescamente. Triste, forse un po’ solo. A malapena apriva gli occhi, gonfi di vita vissuta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-4028648379058414763?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/4028648379058414763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=4028648379058414763&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4028648379058414763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4028648379058414763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/02/en-passant.html' title='En passant'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1293121892925588864</id><published>2008-02-18T12:56:00.000-08:00</published><updated>2008-02-18T13:22:48.673-08:00</updated><title type='text'>Art Review - Gustave Caillebotte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;The Floor Scrapers&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n1zyGm6zI/AAAAAAAAAZQ/2hQbnJWT5M8/s1600-h/Caillebotte_Gustave_The_Floor_Scrapers2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168432317355977522" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n1zyGm6zI/AAAAAAAAAZQ/2hQbnJWT5M8/s400/Caillebotte_Gustave_The_Floor_Scrapers2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Rue Havely Seen From The Sixth Floor&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n1mSGm6yI/AAAAAAAAAZI/Ev6HczwcY80/s1600-h/Caillebotte_Gustave_Rue_Halevy_Seen_from_the_Sixth_Floor.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168432085427743522" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n1mSGm6yI/AAAAAAAAAZI/Ev6HczwcY80/s400/Caillebotte_Gustave_Rue_Halevy_Seen_from_the_Sixth_Floor.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Paris&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n1UyGm6xI/AAAAAAAAAZA/M3ADT_0tuO4/s1600-h/Paris.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168431784780032786" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n1UyGm6xI/AAAAAAAAAZA/M3ADT_0tuO4/s400/Paris.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Game Birds And Lemons&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n1CCGm6wI/AAAAAAAAAY4/wN7OgZ7iO6E/s1600-h/Caillebotte_Gustave_Game_Birds_And_Lemons.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168431462657485570" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n1CCGm6wI/AAAAAAAAAY4/wN7OgZ7iO6E/s400/Caillebotte_Gustave_Game_Birds_And_Lemons.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pont du Europe&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n0riGm6vI/AAAAAAAAAYw/CmeKtaP3X3E/s1600-h/Caillebotte_Gustave_The_Pont_du_Europe.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168431076110428914" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n0riGm6vI/AAAAAAAAAYw/CmeKtaP3X3E/s400/Caillebotte_Gustave_The_Pont_du_Europe.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Rooftops Under Snow&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n0ZyGm6uI/AAAAAAAAAYo/JkqCoo0FbcY/s1600-h/Caillebotte_Gustave_Rooftops_Under_Snow.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168430771167750882" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n0ZyGm6uI/AAAAAAAAAYo/JkqCoo0FbcY/s400/Caillebotte_Gustave_Rooftops_Under_Snow.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Rising Road&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n0FyGm6tI/AAAAAAAAAYg/YYEu7891aug/s1600-h/Caillebotte_Gustave_Rising_Road.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168430427570367186" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n0FyGm6tI/AAAAAAAAAYg/YYEu7891aug/s400/Caillebotte_Gustave_Rising_Road.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Still Life - Oysters&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7nzuiGm6sI/AAAAAAAAAYY/kPBkP8ANIFE/s1600-h/Caillebotte_Gustave_Still_Life_Oysters.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168430028138408642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7nzuiGm6sI/AAAAAAAAAYY/kPBkP8ANIFE/s400/Caillebotte_Gustave_Still_Life_Oysters.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1293121892925588864?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1293121892925588864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1293121892925588864&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1293121892925588864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1293121892925588864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/02/art-review-gustave-caillebotte.html' title='Art Review - Gustave Caillebotte'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R7n1zyGm6zI/AAAAAAAAAZQ/2hQbnJWT5M8/s72-c/Caillebotte_Gustave_The_Floor_Scrapers2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7653661823729342280</id><published>2008-02-15T12:46:00.000-08:00</published><updated>2008-02-15T12:50:15.138-08:00</updated><title type='text'>Addio Corey5</title><content type='html'>L’ho saputo da poco, è vero. Come da poco ti conoscevo, Davide. Non sapevo il tuo nome, per me eri Corey5, un amico per corrispondenza. Avevamo gusti simili, parlavamo con piacere, eppure in pochissimo tempo te ne sei andato. La cosa che ancora mi lascia a bocca aperta è questa: erano poco più di due settimane che avevamo preso a conoscerci, per il resto vedevo solo il tuo nome fra le pagine di DeBaser, dove ti ho conosciuto. Ora tutti gli utenti, costernati, &lt;a href="http://www.debaser.it/news.asp?IDNews=1158"&gt;piangono&lt;/a&gt; la tua morte. Desidero unirmi a loro senza indugio, poiché non ti dimenticherò. Non riuscirò a scordare di come sei entrato e uscito di scena, frettolosamente, senza volerlo. Questo momento, come altri in futuro, lo dedico a te e a nessun altro. Lo sento, ho una lacrima. E’ tua.&lt;br /&gt;Non ti aspettavi che tutto finisse così, &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/febbraio/11/Schianto_morte_paura_per_squadra_co_7_080211012.shtml"&gt;in un istante&lt;/a&gt;, come nemmeno tutti coloro che ti conoscevano e ti volevano bene. Non avresti dovuto finire così.&lt;br /&gt;Desidero fra l’altro porgere le condoglianze più sentite alla tua famiglia, anche se non so se le leggeranno. Frequentavi da un po’ il mio blog, e te ne sono riconoscente. Mai avrei pensato a questo. La notizia mi è stata data da Shooting Star, nostra amica, ed era anche lei distrutta, come è ovvio che sia. Ti prego, ora che sei lassù, ricordati di lei, di tutti gli amici che hai avuto, e se vuoi anche di me. Che il Signore ti accolga fra le sue braccia. Mi mancherai, anzi mi manchi già da ora.&lt;br /&gt;Tuo&lt;br /&gt;paloz&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7653661823729342280?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7653661823729342280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7653661823729342280&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7653661823729342280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7653661823729342280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/02/addio-corey5.html' title='Addio Corey5'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-66064893295238942</id><published>2008-02-12T15:00:00.000-08:00</published><updated>2008-02-12T06:06:14.366-08:00</updated><title type='text'>Morettiana</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.mymovies.it/filmclub/2008/01/049/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 175px; CURSOR: hand; HEIGHT: 247px" height="258" alt="" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2008/01/049/locandina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Caos Calmo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;(2008) di Antonello Grimaldi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I topi non avevano nipoti.&lt;br /&gt;Ci sono cose reversibili e altre irreversibili. Parti della nostra vita che siamo in grado di cambiare e altre, si sa, che dobbiamo accettare così come sono accadute. Eventi cruciali che creano disordine, e cui spesso reagiamo in maniera sbagliata, inconsapevole, egoistica.&lt;br /&gt;Pietro Paladini ha salvato una vita, ma poco dopo ne ha persa un'altra. Lara ha lasciato il marito e la figlia Claudia. Nel giro di cinque minuti, a partire dai titoli di testa. E' un momento difficile per i protagonisti e per lo spettatore stesso, che si trova a trattenere le lacrime appena sedutosi sulla poltrona. Contenersi non è faticoso, ma il fiato va via ugualmente. L'istinto paterno di Pietro lo porta a rimanere fuori dalla scuola della figlia, per tutto il giorno: abbandona così la sua sede di lavoro, i colleghi lo vengono a cercare, e nel frattempo fa nuove conoscenze. Gente con cui non parla mai, ma con cui scambia gesti e brevi sguardi, che nel loro piccolo hanno un valore essenziale. All'intervallo, Claudia si affaccia alla finestra e saluta il padre, che le sorride.&lt;br /&gt;I giorni passano, tra un panino al bar e un colloquio d'affari. Da quella panchina Pietro vede il mondo con calma, fa ordine nella mente, crea elenchi di parole, di fatti vissuti, si sforza per placare quel tremendo caos dentro di sé. E' il solo modo che ha di reagire di fronte ad una tragedia. E di conseguenza anche la figlia si dimostra molto introversa, si comporta sin troppo normalmente. Nel mezzo di questa situazione delicata, Pietro conosce la donna che salvò quel giorno, in mezzo alle onde assassine. Un incontro destinato a ripetersi, in una scena di immensa drammaticità, sospesa fra sogno e reale, davanti alla quale non si può che restare in silenzio, a occhi spalancati, senza fare commento alcuno. L'apparente ritorno alla normalità segnerà proprio la fine, dove ciò che oramai appariva irreversibile, riesce a ritrovare un equilibrio, anche se molto instabile; una pace momentanea, dove non servono parole per capirsi. Pura magia.&lt;br /&gt;Il regista non è Nanni Moretti, e si vede, ma è chiara la sua fondamentale presenza nella scrittura della sceneggiatura. E' tra l'altro impossibile non fare un paragone con "La stanza del figlio", essendo "Caos calmo" un probabile parallelo di esso: due vicende ripetute in modo differente, la morte del figlio, poi della moglie; due modi di reagire piuttosto simili, con sfoci di disperazione rari, anzi in una volta sola; un solo protagonista, lui, l'unico che potesse rendere in maniera perfetta il soggetto. Chi non apprezza le sue recitazioni non solo non capisce come si debba fare del cinema oggi, ma non ha nemmeno un cuore per cogliere la passione con cui Pietro Paladini viene reso in carne ed ossa.&lt;br /&gt;Certo non mancano alcuni momenti di ilarità tipicamente "morettiana", che insaporiscono gioiosamente questa pellicola fondamentalmente drammatica; sono di quelle risate strane, che già 30 anni fa sapeva donare a chi potesse coglierle.&lt;br /&gt;Avrei avuto, credetemi, molte più cose da dire su questo film, riflessioni che erano nate proprio durante la visione: ma mi sono accorto che gli sguardi, i minuscoli gesti compiuti dai personaggi non possono essere riportati né su scritto né a voce. E' necessario vedere questo film, poiché nessuna descrizione sarà davvero accurata nel rappresentare quella sorta di poesia, lunga un paio d'ore, che lascia ammaliati, in balia del puro sentimento cinematografico.&lt;br /&gt;Uscito dalla sala, oltre a sentirmi come poche volte nella mia esistenza, non sapevo cosa dire. Avevo un leggero malessere allo stomaco, e mi sono reso conto che non era un film facile, per quanto riguardasse i temi, ma che dovevo assolutamente vedere, e che anzi avrei dovuto vedere molto tempo prima. Arrivato a casa, tranquillo, seduto sul mio letto, ho capito che nel profondo della mente, nell'angolo più remoto, mi ero riconosciuto in Pietro senza accorgermene. Ho rivissuto gli ultimi mesi della mia vita e mi sono immaginato sopra a quella panchina, davanti alla scuola Ugo Foscolo, a guardare un ragazzino down passare con sua madre, una ragazza portare a spasso il suo cane, e una bambina salutarmi da una finestra. E ho pianto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-66064893295238942?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/66064893295238942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=66064893295238942&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/66064893295238942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/66064893295238942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/02/morettiana.html' title='Morettiana'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-3147832370030509994</id><published>2008-02-09T09:59:00.000-08:00</published><updated>2008-02-09T10:08:38.750-08:00</updated><title type='text'>EP - The Mars Volta: The Bedlam In Goliath</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R63sECGm6rI/AAAAAAAAAYQ/0OemeECox9o/s1600-h/The+Mars+Volta+The+Bedlam+In+Goliath.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165043901692046002" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R63sECGm6rI/AAAAAAAAAYQ/0OemeECox9o/s200/The+Mars+Volta+The+Bedlam+In+Goliath.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non si sa bene perché, ma ogni volta che ci si appresta ad accogliere un nuovo anno, si ha sempre la ferma speranza che quello nuovo sia migliore del precedente; sarà tradizione, sarà un rituale, fatto sta che raramente sappiamo accontentarci. Dunque, se l’anno scorso non è stato tra i migliori dal punto di vista "relazionale", non posso certo dire lo stesso sotto il punto di vista musicale: il 2007 è stato un anno di grazia per la musica, che ha riacquistato un valore inestimabile, sia nel pregressive rock (che io tanto amo, lo sapete) quanto in un contesto più generale, come nel blues, nella cantautoriale eccetera.&lt;br /&gt;Davanti a tanti begli album, tra proposte interessanti e veri e propri gioielli, non mi ero fatto illusioni riguardo al 2008: ho subito pensato che questo episodio non si sarebbe ripetuto con la stessa intensità. Se non fosse che il 28 gennaio è stato dato alle stampe "The Bedlam In Goliath", l’attesissimo ritorno dei Mars Volta.&lt;br /&gt;Avevo alle spalle l’ascolto dei tre album in studio precedenti, e mi ero già fatto un’impressione ottima, tenendoli molto da conto. Quando ho saputo dell’imminente uscita del nuovo disco, ho cominciato a perdere la pazienza. Il precedente "Amputechture" mi aveva sconvolto per il suo leggero ma significativo cambio di sonorità (più tendente all’heavy, tra l’altro molto criticato dalle masse, che l’hanno visto come un "tradimento"), e ho avuto subito il presentimento che questo lavoro fresco fresco mi avrebbe rinnovato quel sentimento.&lt;br /&gt;Con mia somma (per davvero) gioia, non mi sbagliavo affatto. Brani decisi, a volte frenetici, disperati, esistenziali. I Mars Volta sono tornati davvero in gran forma, nonostante le nuove contestazioni, che accusano i brani come poco coesi tra loro, e molto simili l’uno all’altro. Sarà, ma io davanti a pezzi come "Metatron", "Goliath" e "Ouroborous" non posso che inchinarmi. Ora la band, rispetto ai primi (pur bellissimi) album, la vedo molto più decisa, meno dilagante, tesa ad un obiettivo più chiaro. Il nuovo sound è più orecchiabile anche per i poco appassionati, e trasmette una carica non indifferente. I due frontman (cantante e chitarrista) sono ispiratissimi e danno vita ad un’opera nel complesso meravigliosa, che consacra la band come una delle più rappresentative e innovative del nuovo (confuso) secolo. Se non il loro capolavoro, "The Bedlam In Goliath" è forse il più convincente dei 4 album.&lt;br /&gt;Peccato per il booklet, che si prospettava più ricco di artwork (ridotto invece sostanzialmente a copertina e retro).&lt;br /&gt;Se il 2008 è tutto così, non svegliatemi. Le mie speranze stanno rinascendo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,9/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-3147832370030509994?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/3147832370030509994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=3147832370030509994&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3147832370030509994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3147832370030509994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/02/ep-mars-volta-bedlam-in-goliath.html' title='EP - The Mars Volta: The Bedlam In Goliath'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R63sECGm6rI/AAAAAAAAAYQ/0OemeECox9o/s72-c/The+Mars+Volta+The+Bedlam+In+Goliath.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-4496849575026662894</id><published>2008-02-07T09:37:00.000-08:00</published><updated>2008-02-07T09:59:13.024-08:00</updated><title type='text'>SOMEBODY SA(I)D</title><content type='html'>Stefano Benni&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Io ti amo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io ti amo&lt;br /&gt;e se non ti basta&lt;br /&gt;rubero' le stelle al cielo&lt;br /&gt;per farne ghirlanda&lt;br /&gt;e il cielo vuoto&lt;br /&gt;non si lamentera' di cio' che ha perso&lt;br /&gt;che la tua bellezza sola&lt;br /&gt;riempira' l'universo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io ti amo&lt;br /&gt;e se non ti basta&lt;br /&gt;vuotero' il mare&lt;br /&gt;e tutte le perle verro' a portare&lt;br /&gt;davanti a te&lt;br /&gt;e il mare piangera'&lt;br /&gt;di questo sgarbo&lt;br /&gt;che onde a mille, e sirene&lt;br /&gt;non hanno l'incanto&lt;br /&gt;di un tuo solo sguardo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io ti amo&lt;br /&gt;e se non ti basta&lt;br /&gt;sollevero' i vulcani&lt;br /&gt;e il loro fuoco mettero'&lt;br /&gt;nelle tue mani, e sara' ghiaccio&lt;br /&gt;per il bruciare delle mie passioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io ti amo&lt;br /&gt;e se non ti basta&lt;br /&gt;anche le nuvole catturero'&lt;br /&gt;e te le portero' domate&lt;br /&gt;e su te piover dovranno&lt;br /&gt;quando d'estate&lt;br /&gt;per il caldo non dormi&lt;br /&gt;E se non ti basta&lt;br /&gt;perche' il tempo si fermi&lt;br /&gt;fermero' i pianeti in volo&lt;br /&gt;E se non ti basta&lt;br /&gt;vaffanculo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Commento personale nei commenti&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-4496849575026662894?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/4496849575026662894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=4496849575026662894&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4496849575026662894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4496849575026662894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/02/somebody-said.html' title='SOMEBODY SA(I)D'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-6194520484012788356</id><published>2008-02-04T09:19:00.000-08:00</published><updated>2008-02-04T09:27:22.564-08:00</updated><title type='text'>John Butler: Ocean</title><content type='html'>La natura ha una potenza enorme. Poco spesso ci fermiamo a riflettere su come questo pianeta sopravviva da solo: è come un enorme corpo umano che respira, nel quale fluiscono tantissime risorse d’acqua. E’ un’essenza potente, che può travolgere noi esseri umani con estrema facilità.&lt;br /&gt;E forse, pensandoci, l’oceano è la più grande di queste forze, poiché le riassume tutte quante. In esso convivono quiete e tempesta, pace e sofferenza, poesia e orrore. L’oceano riesce a rispecchiare tanti sentimenti, è un’immagine straziante che ti mette faccia a faccia con il tuo io più nascosto, ti mette a nudo, ti fa sentire davvero piccolo.&lt;br /&gt;La prima volta che ho ascoltato "Ocean" trovavo che il nome non fosse molto appropriato per un brano del genere, ma mi sbagliavo. Alla luce di queste considerazioni, John Butler non poteva dare titolo migliore a questo breve capolavoro. Uno dei pezzi più intensi, più significativi che abbia mai incontrato; un’esperienza che ti restituisce esattamente queste grandi emozioni, a volte più delicate, a volte semplicemente traumatiche.&lt;br /&gt;Quando non riusciamo a comprendere quello che ci circonda, non ci resta che contemplarlo, con umiltà e commozione.&lt;br /&gt;Alzate il volume, per favore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5xZw9D9c18E&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/5xZw9D9c18E&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://rapidshare.com/files/89117382/John_butler_Trio_-_Ocean__live_.mpeg.html"&gt;Download Link&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-6194520484012788356?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/6194520484012788356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=6194520484012788356&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6194520484012788356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6194520484012788356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/02/john-butler-ocean.html' title='John Butler: Ocean'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-6615842230395589878</id><published>2008-02-01T05:40:00.000-08:00</published><updated>2008-02-01T05:43:00.995-08:00</updated><title type='text'>EP - Soft Machine: Third</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R6Mhvh62wnI/AAAAAAAAAYI/-aaUTUXyaOo/s1600-h/Soft+Machine+-+Third+(Front).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5162006698339517042" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R6Mhvh62wnI/AAAAAAAAAYI/-aaUTUXyaOo/s200/Soft+Machine+-+Third+(Front).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La scena prog di Canterbury è una di quelle che sicuramente, arrivata ai giorni nostri, si è logorata di più col passare del tempo. Oltre ad essere (relativamente) pochi i gruppi di spicco del genere, la sua tradizione non si è prolungata sin troppo. Anche chi ascolta regolarmente del rock anni 70 spesso non conosce band quali Caravan, Gong, o questi benedetti Soft Machine. L’unico motivo plausibile per giustificare questo "insuccesso" è la componente forse troppo sperimentale, con influenze jazz, psichedeliche, e con un primo sguardo all’avantgarde: evidentemente ci vogliono dei gusti raffinati e mentalmente aperti al tempo stesso, per apprezzare capolavori di questo taglio.&lt;br /&gt;"Third" (1970) è forse la quintessenza dell’intero genere, il tripudio di questa enorme inventiva di fine 60/inizio 70. La band capitanata dal genio Robert Wyatt (tuttora vivente, in rara circolazione, ma con dischi tremendamente belli) si era già fatta sentire coi suoi primi due dischi, più goliardici e pazzoidi: con questo terzo studio album, formato da 4 tracce spalmate su due vinili (una traccia per lato) si consacrano nelle maggiori vette del progressive. Un disco totalmente brillante, imprescindibile, formato da componenti di impronta fortemente jazzy ("Slightly all the time", "Out-bloody-rageous") e da fasi sperimentali da urlo.&lt;br /&gt;"Facelift" ci catapulta già in un’atmosfera molto ritmata, fracassona ma calibrata sapientemente, per 20 minuti che sembrano brevissimi; la discesa nel riff jazz del secondo brano è un’occasione per scoprire l’animo più sensibile di questo immenso lavoro, con giri di basso decisi e tastiere appropriate.&lt;br /&gt;Il terzo brano segna la svolta, il momento in cui "Third" esce completamente dagli schemi e diventa leggenda: "Moon in June" è chiaramente ideato dal batterista/vocalist Wyatt, che si sbizzarrisce in una sperimentazione assolutamente eccezionale, altri 20 minuti da voto pieno, indescrivibili.&lt;br /&gt;L’ultimo pezzo riprende un ritmo rilassato e nuovamente jazz, che ci porta ad una bellissima conclusione di tastiere sovrapposte.&lt;br /&gt;80 minuti (e 10 euro, davvero poco) spesi magnificamente sul vostro letto, mentre ad occhi chiusi la vostra mente torna alla razionalità.&lt;br /&gt;Non rinunciate a questa pietra miliare: molti l’hanno già dimenticata, non fate lo stesso errore. Se non vi piace va benissimo, ma non fatemelo sapere, perché forse mi offenderei… Imprescindibile, da avere, custodire e venerare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 5/5&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-6615842230395589878?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/6615842230395589878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=6615842230395589878&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6615842230395589878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6615842230395589878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/02/ep-soft-machine-third.html' title='EP - Soft Machine: Third'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R6Mhvh62wnI/AAAAAAAAAYI/-aaUTUXyaOo/s72-c/Soft+Machine+-+Third+(Front).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1981998415453590865</id><published>2008-01-29T07:12:00.000-08:00</published><updated>2008-01-29T07:35:50.854-08:00</updated><title type='text'>lightScars</title><content type='html'>Forse può essere definita una prova, un esperimento, qualcosa del genere, insomma... Non so se vi piaceranno, ma vi dirò che di alcune foto sono particolarmente soddisfatto. Il soggetto che le accomuna (anche se non sembra) sono le automobili, che attraverso effetti di movimento e luci circostanti hanno dato vita a soggetti meno chiari, che possono apparire diversi agli occhi di ognuno. Vi consiglio di cliccarci sopra per vederle più in grande. Fatemi sapere se vi piacciono e, se sì, la vostra preferita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Blood and powder&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://aycu31.webshots.com/image/40870/2000097264580103171_rs.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://aycu31.webshots.com/image/40870/2000097264580103171_rs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Rising&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://aycu31.webshots.com/image/40990/2000029891315438860_rs.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://aycu31.webshots.com/image/40990/2000029891315438860_rs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nervous storm&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://aycu02.webshots.com/image/41921/2000046236141104397_rs.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://aycu02.webshots.com/image/41921/2000046236141104397_rs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Vortex (1)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://aycu37.webshots.com/image/41916/2000019982743266223_rs.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://aycu37.webshots.com/image/41916/2000019982743266223_rs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Vortex (2)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://aycu19.webshots.com/image/40298/2000078604542738737_rs.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://aycu19.webshots.com/image/40298/2000078604542738737_rs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Modern times (everything in the right place)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://aycu37.webshots.com/image/42116/2000090069617959701_rs.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://aycu37.webshots.com/image/42116/2000090069617959701_rs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Shades&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://aycu25.webshots.com/image/40864/2000000224430484300_rs.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://aycu25.webshots.com/image/40864/2000000224430484300_rs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Racing&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://aycu03.webshots.com/image/42202/2000063259131502603_rs.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://aycu03.webshots.com/image/42202/2000063259131502603_rs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Psychology&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://aycu15.webshots.com/image/39774/2000068639682264383_rs.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://aycu15.webshots.com/image/39774/2000068639682264383_rs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;The great march (of lost souls)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://aycu34.webshots.com/image/39353/2000081729325289317_rs.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://aycu34.webshots.com/image/39353/2000081729325289317_rs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1981998415453590865?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1981998415453590865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1981998415453590865&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1981998415453590865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1981998415453590865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/01/lightscars.html' title='lightScars'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7368033592384101741</id><published>2008-01-27T12:30:00.000-08:00</published><updated>2008-01-27T03:29:13.939-08:00</updated><title type='text'>Forget me not: VIII giornata della memoria</title><content type='html'>&lt;a href="http://oncampus.richmond.edu/academics/education/projects/webquests/holocaust/images/arbeit_macht_frei.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://oncampus.richmond.edu/academics/education/projects/webquests/holocaust/images/arbeit_macht_frei.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sembra impossibile ripensare, oggi, nelle nostre comode case, a quello che è successo. Si era detto che mai sarebbe accaduto di nuovo un fatto del genere; si era detto che la barbarie dei tedeschi era stata la peggiore di tutte, e che il senso civile comune avrebbe imposto una maggiore responsabilità, sapendo che era un caso isolato, occasionalmente inumano.&lt;br /&gt;Eppure non è stato così: solo pochi anni dopo, hanno continuato a imperversare genocidi di enorme portata e guerre che portano ancora degli strascichi dietro di loro. Tutto sommato, ci sentiamo in pace, ma non è così. La pace è ancora un’isola lontana, se vogliamo un’utopia, e proprio per questo siamo obbligati a ricordare.&lt;br /&gt;La memoria è indispensabile di questi giorni, perché errare è umano. E’ difficile pensare di perdonare lo sterminio di un intero popolo innocente, ma dobbiamo. E’ nostro dovere, perché essendo anche noi esseri umani, avremmo potuto trovarci nella stessa situazione, e fare lo stesso errore.&lt;br /&gt;La giornata della memoria è un giorno di fratellanza, che rende comune un grande dolore, ma che ci aiuta a sentirci migliori, a sbagliare meno, a trovare la linea che separa il bene e il male.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ricordiamoci di non dimenticare.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7368033592384101741?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7368033592384101741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7368033592384101741&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7368033592384101741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7368033592384101741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/01/forget-me-not-viii-giornata-della.html' title='Forget me not: VIII giornata della memoria'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-4980649267244461608</id><published>2008-01-24T07:13:00.000-08:00</published><updated>2008-01-24T07:19:49.946-08:00</updated><title type='text'>Eclaircie</title><content type='html'>Ogni giorno zia Celeste esce di casa alle sette in punto: c’è chi lo chiama istinto, chi vecchiaia. A lei non piace nessuna delle due. Fatto sta che alle sette precise, di mattina e di sera, esce e aspetta.&lt;br /&gt;Se ci pensate bene, quello che fa non ha nessun senso. Perché zia Celeste non trova nulla di poetico o malinconico nel veder sorgere o tramontare il Sole. Non è proprio questa la sua fissazione. Poi fissazione, dai: pensate a tutti quei nonnetti che si svegliano alle cinque per vestirsi, andare a comprare il giornale e poi di filato al bar a giocare a briscola. Zia Celeste non ha manie, non passa ore al telefono con le sue centenarie compagne, non cucina torte salate senza sosta, non fa le pulizie in modo maniacale. Lei, alle sette, a.m. o p.m., esce di casa un momento e aspetta.&lt;br /&gt;A zia Celeste interessa l’esatto istante in cui l’alba non è più alba, ma giorno; poi quello in cui il tramonto non è più tramonto, ma notte.&lt;br /&gt;E questo non le dà delle emozioni soprannaturali, non le innalza il pensiero fino al più alto dei cieli, la fa solamente sentire più partecipe della vita stessa.&lt;br /&gt;Il suo mattino è accompagnato dai corvi, che gracchiano a passeggio per il suo orto, e alla sera dalle cavallette che zompano nell’erba, con le loro antenne tremanti che friniscono e ti perforano il cervello.&lt;br /&gt;Poi torna in casa, nel soggiorno con la televisione spenta da decenni, il tappeto verde a lana di pecora e la poltrona, verde anche quella ma più scura. Si siede e sorride, annusando il profumo dei fondi di caffè bruciacchiati sul fornello.&lt;br /&gt;Ogni tanto parla col gatto o da sola, non importa. Mangia, poco. Tempo fa disegnava, ma ha smesso.&lt;br /&gt;Alle 10 va a letto, bisbiglia qualche preghiera e si addormenta, tenendosi sempre sull’estremo lato sinistro, lasciando lo spazio dietro di sé con malinconia.&lt;br /&gt;Zia Celeste è felice, ma nessuno ci crede.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-4980649267244461608?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/4980649267244461608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=4980649267244461608&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4980649267244461608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4980649267244461608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/01/eclaircie.html' title='Eclaircie'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-5713457897057142406</id><published>2008-01-21T15:45:00.000-08:00</published><updated>2008-11-27T03:48:34.784-08:00</updated><title type='text'>EP - Godspeed You Black Emperor!</title><content type='html'>Una meteora, un evento di passaggio velocissimo e quasi inosservato: i GYBE! hanno inciso davvero pochi lavori, ma si sono lasciati alle spalle un’eredità ricchissima, con una media di 4 su 4 capolavori. I pionieri del post-rock moderno, che forse non rivedremo mai più, e che personalmente mi mancheranno tanto.&lt;br /&gt;Se siete appassionati di musica d’avanguardia, musica crepuscolare e piena di pura sonorità, non perdeteli per nessun motivo.&lt;br /&gt;Seguono i loro 4 dischi ufficiali, registrati in studio, difficili da trovare in Italia (i link sono sui titoli).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lix.in/a132e769"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157937870606887234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5StKlcO6UI/AAAAAAAAAYA/-tYVlboqS4k/s200/f%23a%23.jpg" border="0" /&gt;F# A# ∞ (1998)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Esordio spiazzante, che afferma questo gruppo come assolutamente pessimista (basta guardare la copertina), ma oramai rassegnato al corso degli eventi. F#A# ha il suono di una marcia funebre all’inizio, di un trapasso nel secondo brano, e dell’aldilà (vuoto) nell’ultimo. Non sarà una passeggiata, ma mettetevi in cammino lo stesso, sarà l’inizio di un’esperienza meravigliosa e sconvolgente.&lt;br /&gt;Forse il lavoro minore, ma solo perché ascoltando i successivi vi renderete conto di come la bellezza non abbia davvero confini, anche se si fatica a crederci.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 9/10&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lix.in/6012ee66"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157937149052381458" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5SsglcO6RI/AAAAAAAAAXo/TltJdnKKggk/s200/Slow%2BRiot%2Bfor%2BNew%2BZero%2BKanada.jpg" border="0" /&gt;Slow riot for new zero kanada (1999)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo studio album è un EP, che dura la bellezza di mezz’ora e ci presenta 2 brani inediti. Semplice: "Moya" è uno dei pezzi più belli che conosca, il successivo "Blaise Bailey Finnegan III" e allucinante e terribilmente triste. Vi sembrerà che questo "Slow riot…" non finisca mai. L’EP più affascinante che conosco, e la conferma di un talento in netta ascesa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 9+/10&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/3ba323be"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157937591434012978" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5Ss6VcO6TI/AAAAAAAAAX4/ouOt3OuWu2A/s200/Lift_Your_Skinny_Fists_Like_Antennas_To_Heaven-Godspeed_You_Black_Emperor!_480.jpg" border="0" /&gt;Lift your skinny fists like antennas to heaven (2000)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo grande capolavoro di questa band, che apre il XXI secolo con questo doppio disco formidabile, praticamente indescrivibile. 4 tracce, circa 20 minuti ciascuna. Un’opera da ascoltarsi d’un fiato, per non disperderne il piacere immenso. Ora i Godspeed sono davvero immensi, e ci fanno un dono. L’unico, dei loro dischi, ad avere il sapore dell’eternità.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: -&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lix.in/493391f2"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157937415340353826" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5SswFcO6SI/AAAAAAAAAXw/vsC7593BD94/s200/yanqui-uxo-front.jpg" border="0" /&gt;Yanqui U.X.O (2002)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il triste e perfetto epilogo di una carriera brevissima. Un disco freddo e davvero moderno: un’agghiacciante visione del mondo (provate ad ascoltare "Rockets Fall On Rocket Falls"), che si riduce a una terra desolata, dominata dall’odio e basta. Di nuovo un lungo viaggio nei meandri più sconfinati del nostro pianeta (e della nostra mente, inconsciamente criminale), uno sguardo verso il cielo da cui cadono degli spaventosi missili, che ci neutralizzeranno in pochi attimi.&lt;br /&gt;Se non il disco più bello, sicuramente il più maturo dei Godspeed, e quello che ci farà sentire più forte la loro mancanza. La conclusione netta, improvvisa della registrazione mi fa quasi venir da piangere…&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 10/10&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-5713457897057142406?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/5713457897057142406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=5713457897057142406&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5713457897057142406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5713457897057142406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/01/ep-godspeed-you-black-emperor.html' title='EP - Godspeed You Black Emperor!'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5StKlcO6UI/AAAAAAAAAYA/-tYVlboqS4k/s72-c/f%23a%23.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-2730146291015602212</id><published>2008-01-19T15:15:00.000-08:00</published><updated>2008-01-19T06:13:35.843-08:00</updated><title type='text'>Art Review - M.C. Escher</title><content type='html'>Un'artista che mi affascina da quando ero bambino, e che ancora riesce a farmi chiedere da che lato vada vista la vita... Un grande disegnatore, ma anche un grande pensatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Hand with sphere&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5IEZ1cO6QI/AAAAAAAAAXg/1cO9hOt5jzo/s1600-h/escher+-+1935+-+Hand+with+Sphere+(nearer).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157189365181376770" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5IEZ1cO6QI/AAAAAAAAAXg/1cO9hOt5jzo/s400/escher+-+1935+-+Hand+with+Sphere+(nearer).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Reptiles-Crocodiles&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5IEDFcO6PI/AAAAAAAAAXY/7vdk1mV79_c/s1600-h/Escher+-+1943+-+Reptils-Crocodiles+BW.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157188974339352818" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5IEDFcO6PI/AAAAAAAAAXY/7vdk1mV79_c/s400/Escher+-+1943+-+Reptils-Crocodiles+BW.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ascending and descending&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5ID41cO6OI/AAAAAAAAAXQ/1kFgg2m8MJ0/s1600-h/Escher+-+1960+-+Ascending_and_Descending.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157188798245693666" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5ID41cO6OI/AAAAAAAAAXQ/1kFgg2m8MJ0/s400/Escher+-+1960+-+Ascending_and_Descending.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Drawing hands&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5IDulcO6NI/AAAAAAAAAXI/2YX-rCqqAIY/s1600-h/Escher+-+drawing_hands.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157188622152034514" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5IDulcO6NI/AAAAAAAAAXI/2YX-rCqqAIY/s400/Escher+-+drawing_hands.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Eye of the beholder&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5IDdVcO6MI/AAAAAAAAAXA/vfqwMGrofZE/s1600-h/Escher+-+Eye+of+the+Beholder.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157188325799291074" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5IDdVcO6MI/AAAAAAAAAXA/vfqwMGrofZE/s400/Escher+-+Eye+of+the+Beholder.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Magic Mirror&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5IDL1cO6LI/AAAAAAAAAW4/bckAVCCv2ug/s1600-h/Escher+-+Magic+Mirror.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157188025151580338" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5IDL1cO6LI/AAAAAAAAAW4/bckAVCCv2ug/s400/Escher+-+Magic+Mirror.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Relativity&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5ICxlcO6KI/AAAAAAAAAWw/OHOdGH1ReTQ/s1600-h/Escher+-+Relativity.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157187574180014242" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5ICxlcO6KI/AAAAAAAAAWw/OHOdGH1ReTQ/s400/Escher+-+Relativity.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-2730146291015602212?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/2730146291015602212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=2730146291015602212&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2730146291015602212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2730146291015602212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/01/art-review-mc-escher.html' title='Art Review - M.C. Escher'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R5IEZ1cO6QI/AAAAAAAAAXg/1cO9hOt5jzo/s72-c/escher+-+1935+-+Hand+with+Sphere+(nearer).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-5431202117556461028</id><published>2008-01-15T08:54:00.000-08:00</published><updated>2008-01-15T09:00:40.494-08:00</updated><title type='text'>Invito alla lettura - "La grammatica di Dio" di Stefano Benni</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R4zmWFcO6JI/AAAAAAAAAWo/Je1BEY_3Ncc/s1600-h/grammatica_02_468x352.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155748940524480658" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R4zmWFcO6JI/AAAAAAAAAWo/Je1BEY_3Ncc/s200/grammatica_02_468x352.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chi mi conosce da vicino sa che Stefano Benni è sempre stato uno dei miei scrittori prediletti, forse il maggiore fra quelli italiani: ho letto quasi tutti i suoi libri, mi sono appassionato profondamente al suo umorismo (in molti dicono che ho ripreso in parte il suo stile, e non fatico a crederlo) e alla sua fervida fantasia verso il mondo circostante. Va però detto che gli episodi più recenti non erano stati davvero ottimi: "Achille pié veloce" è molto significativo, ma a tratti un po’ deboluccio; con "Margherita Dolcevita" ha avuto una ripresa, ma non era più lo stesso, a mio parere. Nonostante cominciassi a pensare che non sarebbe più tornato alle origini, attendevo come sempre il libro successivo, quasi con ansia, per sapere, per capire.&lt;br /&gt;2007, due anni dopo: "La grammatica di Dio" non solo torna a farmi amare la lettura leggera, ma rafforza in modo consistente l’affetto che ho per l’autore. Tornando alla struttura a racconti (forte di capolavori quali "Il bar sotto il mare", "Bar Sport" e "Bar Sport Duemila"), Benni ritrova completamente sé stesso: la stessa goliardia, ma con una sensibilità totalmente nuova, al passo coi nostri tempi, più incerti che mai.&lt;br /&gt;Queste "storie di solitudine e allegria" sono dei piccoli squarci della nostra vita, delle nostre paure, di una società corrotta che arriva a vendere sentimenti falsi, di una solitudine che può essere risolta solo con un sorriso.&lt;br /&gt;Storie d’amore, di povertà, di vendetta, di sogni, di spaesamento, di silenzio, di morte. Un’opera che racchiude in sé infiniti sentimenti, emozioni esistenti dall’alba dei tempi ma aggiornate, con saggezza, all’era del consumismo.&lt;br /&gt;Dunque, dopo aver letto tanti, ma tanti libri dell’autore, posso dire senza indugio che questa sorpresa segna un punto immancabile, una gioia che mai mi sarei aspettato; un istante di relax, dopo tanti classici di letteratura, belli ma stancanti; un’isola di piacere che ai giorni nostri è davvero molto rara a trovarsi.&lt;br /&gt;In sostanza, una delle opere migliori di Benni, che in queste pagine, si sente, è davvero commosso. E non è raro trovarsi nei suoi panni, credetemi. Si ride, si piange, ma più che mai si riflette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;Edizione: I Narratori, Feltrinelli, 14 euro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-5431202117556461028?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/5431202117556461028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=5431202117556461028&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5431202117556461028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5431202117556461028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/01/invito-alla-lettura-la-grammatica-di.html' title='Invito alla lettura - &quot;La grammatica di Dio&quot; di Stefano Benni'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R4zmWFcO6JI/AAAAAAAAAWo/Je1BEY_3Ncc/s72-c/grammatica_02_468x352.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-3836996720319753707</id><published>2008-01-13T07:31:00.000-08:00</published><updated>2008-01-13T07:35:17.320-08:00</updated><title type='text'>EP - Alan Sorrenti: Aria</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R4ovblcO6HI/AAAAAAAAAWY/Qz0D4BD3VZs/s1600-h/Alan_sorrenti_Aria+-+Front.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154984874432456818" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R4ovblcO6HI/AAAAAAAAAWY/Qz0D4BD3VZs/s200/Alan_sorrenti_Aria+-+Front.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Aria" (1972) segna l’esordio di un grande, direi immenso, artista italiano, il famoso Alan Sorrenti. Forse non tutti sanno che prima di passare alla musica pop stracommerciale con album come "Figli delle stelle" (un triste esempio di come ci si può rovinare da soli), il nostro ha intrapreso uno studio sperimentale riguardante la voce: le chiare influenze sono quelle del "connazionale" Demetrio Stratos, ma anche del genio Peter Hammill, la mente del gruppo Van Der Graaf Generator, un artista di versatilità immensa e dalle idee sconfinate.&lt;br /&gt;A parte questo, Sorrenti si differenzia piuttosto nettamente nel modo di cantare, grazie al suo marcato accento napoletano e all’elevazione vocale strepitosa. Alan riesce ad arrivare davvero in alto, andando a pizzicare i nostri nervi, e suscitando emozioni da brivido. Per rendersene conto basta ascoltare la title track, che occupa l’intera facciata A dell’LP: 20 minuti di acrobazie di toni, ma anche di angoscia, di disperazione. Qualcosa che va oltre la pura sperimentazione, anzi un sentimento ben definito, accompagnato da atmosfere contaminate di progressive.&lt;br /&gt;Le tracce seguenti seguono sonorità più distese, segnate da arpeggi di chitarra e melodie rilassanti: "Vorrei incontrarti" ne è un meraviglioso esempio, ma anche i due seguenti brani, "La mia mente" e "Un fiume tranquillo", fanno sì che il disco non perda tutta l’emozione accumulata.&lt;br /&gt;Come Juri Camisasca e Mauro Pelosi, oltre al già citato Stratos, un artista da scoprire nel suo aspetto più remoto, comprendendo anche il successivo disco, "Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto", spesso sottovalutato.&lt;br /&gt;"Aria" resta comunque il suo capolavoro, e uno dei lavori italiani più belli dell’epoca d’oro anni 70.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,9/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-3836996720319753707?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/3836996720319753707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=3836996720319753707&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3836996720319753707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3836996720319753707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/01/ep-alan-sorrenti-aria.html' title='EP - Alan Sorrenti: Aria'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R4ovblcO6HI/AAAAAAAAAWY/Qz0D4BD3VZs/s72-c/Alan_sorrenti_Aria+-+Front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-3406514416388578021</id><published>2008-01-08T14:13:00.000-08:00</published><updated>2008-01-08T14:18:29.462-08:00</updated><title type='text'>Risveglio</title><content type='html'>Tra le gravi fessure&lt;br /&gt;annebbiate dal ricordo&lt;br /&gt;della breve notte,&lt;br /&gt;uno spiraglio leggermente&lt;br /&gt;sopito&lt;br /&gt;in silenzio accarezza&lt;br /&gt;la seta dorata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fragile grano&lt;br /&gt;geme ricurvo&lt;br /&gt;stringendo a sé le&lt;br /&gt;amate perle, preda&lt;br /&gt;di un antico gelo.&lt;br /&gt;I cirri si assentano&lt;br /&gt;gentili per ridar loro&lt;br /&gt;speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed io, distante&lt;br /&gt;dal groviglio e da te,&lt;br /&gt;con occhi ancor fedeli&lt;br /&gt;assaporo un sogno&lt;br /&gt;appena cominciato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-3406514416388578021?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/3406514416388578021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=3406514416388578021&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3406514416388578021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3406514416388578021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/01/risveglio.html' title='Risveglio'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7791955435694171454</id><published>2008-01-05T08:11:00.000-08:00</published><updated>2008-01-05T08:14:00.318-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Un anno esatto fa moriva un poeta, e nasceva un blog. Che fra l’altro non è esattamente un posto dove possiate trovare un poeta, ma casualmente ci è capitato. Vi posso assicurare che nemmeno lui se lo aspettava. E’ tutto cominciato con una fretta insana, con la voglia di riempire quelle pagine elettroniche di frutti cartacei e astratti. E nemmeno lui sapeva quali sarebbero stati. Era l’inizio di una sfida contro sé stesso, per vedere se finalmente sarebbe riuscito a concludere qualcosa nella sua vita.&lt;br /&gt;Ma da morto. Se quello era l’inizio di una nuova vita, poteva essere interpretato come una morte. Dunque un ulteriore principio. O almeno, gli piaceva pensare così. Ma forse nessuno se ne era accorto.&lt;br /&gt;E invece era proprio così. Da quel momento egli cambiò sensibilmente, a prima vista addirittura non sembrava lui. Ora, quel silenzio era una riflessione, mai un vero giudizio, solamente constatazioni, prese di coscienza. Diverso lui, poiché il mondo che aveva di fronte era cambiato a sua volta: la gente, la natura, tutto. Quasi si sentì in dovere di cambiare, tanta era l’amarezza provata.&lt;br /&gt;Ma ebbe anche il buon senso di non scoraggiarsi, di cercare di vedere con occhio nuovo le grandezze che ancora quel mondo poteva serbargli. Perciò il poeta accolse di nuovo in sé la vita, e la vita accolse lui.&lt;br /&gt;Non fu facile abituarsi, proprio non lo fu, nella maniera più assoluta. Solo dopo tanto tempo, con l’aiuto di molti validi sostegni, tornò felice e seppe ancora commuoversi.&lt;br /&gt;E non è poco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7791955435694171454?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7791955435694171454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7791955435694171454&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7791955435694171454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7791955435694171454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/01/un-anno-esatto-fa-moriva-un-poeta-e.html' title=''/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-5810179438419832720</id><published>2008-01-03T00:00:00.000-08:00</published><updated>2008-01-02T15:02:38.585-08:00</updated><title type='text'>EP - Dün: Eros</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3wXUlcO6GI/AAAAAAAAAWQ/bRFnodeWygM/s1600-h/dun.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151017716220356706" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3wXUlcO6GI/AAAAAAAAAWQ/bRFnodeWygM/s200/dun.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Siete stanchi del solito progressive rock? Avete sentito ormai tutto quello che c'era da ascoltare, discografie intere di Yes, Genesis, King Crimson, ELP, Rush, Camel e via dicendo? Inoltre non vi è mai piaciuto il prog francese?&lt;br /&gt;Ecco il modo di riscattarsi. "Eros" (1981) è uno dei più grandi capolavori provenienti dalla Francia, e il voto che gli conferisco è basato soprattutto su un dato: i Dün escono completamente dagli stereotipi della loro terra natìa. La loro musica, come molto prima quella dei Magma, è stata definita Zeuhl, un genere sempre un po' difficile da identificare. Io, non essendo un professorone, posso dirvi che ha un suono piuttosto moderno, e ha ritmi spesso molto dinamici per quanto riguarda tutta la strumentazione: in questo caso vari flauti, batteria, basso e tastiere. Una mistura davvero geniale fa sì che "Eros" diventi un ascolto indelebile già dalla prima volta.&lt;br /&gt;Quattro brani, quasi 10 minuti l'uno, per una durata di circa 36 minuti. Nessun vocalist, solo una incredibile performance strumentale, dove certamente risaltano maggiormente Pascal Vandenbulcke (flautista) e Thierry Tranchant (basso). Dissonanze, richiami all'avant-prog, classicismo, fusion e un pizzico di "Canterbury": in questo album troverete tutto questo e anche di più. Un disco "di passaggio", poiché la band non ne ha pubblicati altri dopo il 1981, ma si è lasciata alle spalle un vero gioiello. Da non perdere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,85/5&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;PS: Buon inizio 2008 a tutti!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-5810179438419832720?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/5810179438419832720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=5810179438419832720&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5810179438419832720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5810179438419832720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2008/01/ep-dn-eros.html' title='EP - Dün: Eros'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3wXUlcO6GI/AAAAAAAAAWQ/bRFnodeWygM/s72-c/dun.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1206428507677589928</id><published>2007-12-29T12:00:00.000-08:00</published><updated>2007-12-29T03:00:46.568-08:00</updated><title type='text'>Racconto - L'ultima notte di nozze</title><content type='html'>Cinese, neanche a farlo apposta. Quell’intenso puzzo di fritto si sentiva ancora prima di aprire lievemente l’uscio. Lo sapeva, lo sapeva che non avrebbe dovuto dargli retta. "Dài, penso io alla cena, con tutto quello che hai da fare", aveva detto con aria ovviamente sarcastica, ma al tempo stesso premurosa. E lei non ci aveva pensato troppo ad annuire, sorridendo. In fondo, cosa c’era di male?&lt;br /&gt;Di male c’era che non aveva contato questa inevitabile conseguenza: non sapendo cucinare, si sarebbe sicuramente rivolto ad un qualsiasi take-away, anzi non "qualsiasi", bensì proprio cinese. E lei adesso che avrebbe fatto? Ricordava ancora quella volta che fece indigestione di riso alla cantonese: ora non poteva nemmeno vederlo senza che le sorgesse un conato dalle viscere. Si sarebbe ingozzata di pollo agrodolce e sfoglie di gambero, non c’era scelta. Ma tra sé si disse che non avrebbe fatto obiezioni, se le sarebbe tenute tutte dentro, senza spiccicare una parola né alcuna espressione di disgusto. No.&lt;br /&gt;Nel frattempo aprì la porta, e lui era lì davanti, con un’aria sinceramente fiera. Come fosse stato un appuntamento alla cieca, tipo quelli organizzati su Internet. Ma loro si conoscevano, purtroppo, molto bene. A parte questo, erano abbastanza tranquilli, nel rivedersi. Il loro incontro precedente era stato un po’ imbarazzante: nessuno dei due sapeva esattamente cosa dire, i loro sguardi si incrociavano sovente, ma erano completamente inespressivi, apatici. Finché lui non aveva detto che si sarebbero trovati una sera, per cenare insieme. Lei era stata colta alla sprovvista, poiché da una personalità come la sua non avrebbe immaginato una proposta così. E non se la lasciò sfuggire: non sarebbe nemmeno stato carino.&lt;br /&gt;Si salutarono macchinalmente, ed entrò.&lt;br /&gt;Ma lei quella sera non lo accolse come faceva solitamente con gli ospiti. La tavola era stata spogliata di quell’unico vaso di fiori gialli, e anche della tovaglia tutta ricamata. Ora c’era un pezzo di stoffa quadrato, che copriva solo una parte della superficie. Le sedie dovevano ancora essere messe in corrispondenza dei due posti, apparecchiati svogliatamente, senza la minima cura nel sistemare le posate, i tovaglioli e tutto il resto.&lt;br /&gt;Quando lui entrò non fece una piega nel non vedere più quella foto sul mobile di fianco al televisore: al suo posto c’era qualche minuscolo frammento di vetro, riflesso dalla luce del lampadario, che in quel momento pareva accecante. Gli diede un po’ più fastidio la misteriosa scomparsa del suo quadro, dipinto nel 91, una delle opere migliori della sua carriera artistica. Tant’è che avrebbe voluto chiederle spiegazioni, per poi magari riprenderselo. Ma anche lui, quella sera, aveva deciso di non fare obiezioni.&lt;br /&gt;Posò il sacchetto trasparente, ancora un po’ fumante, sullo schienale di una sedia e si sfregò le mani energicamente. Lo sbalzo di temperatura gliele rendeva bollenti, pizzicavano da morire, nonostante fossero ancora molto fredde. Fuori non nevicava più, ma l’aria ovviamente era la stessa, tagliente e insolitamente pura. Lui non riusciva ad abituarcisi: metteva maglioni su maglioni, ma non serviva a nulla. Più che altro era il volto a soffrirne, e piuttosto che portare un passamontagna, avrebbe continuato a prender freddo. Lei invece sembrava provarci gusto: amava stare tanto tempo all’addiaccio, perché sapeva che poi la avrebbe attesa quell’appartamento così ben riscaldato, dove il calore era in equilibrio perfetto lungo tutte le stanze. E poi andare a letto, sotto quel piumone vecchio sessant’anni, ma così comodo da non separarsene mai.&lt;br /&gt;Mentre si stava sedendo sulla poltrona, lei era andata in cucina, dalla quale diceva qualcosa che lui non capiva. Non fece nemmeno lo sforzo di chiederle cosa stesse mai sbraitando; rimase lì, a riprendersi un po’ di tepore, lasciando che i pensieri si disperdessero per qualche istante.&lt;br /&gt;Lei, scarabattolando senza motivo nei cassetti, si scoprì un po’ nervosa: sapeva che fra loro sarebbe caduto il silenzio ben più d’una volta nelle prossime ore. Forse c’erano tante cose da dire, e non avrebbero saputo se e come incominciare; ma forse non c’era proprio niente da dire. Tanto era già tutto deciso. Il giorno successivo, alle 10 in punto, sarebbe tutto finito. Si sarebbe finalmente ripresa il suo adorato cognome e avrebbe proseguito la sua vita in funzione solo di sé stessa. Una volta per tutte.&lt;br /&gt;Emise un impercettibile sbuffo e tornò in sala, con in mano il barattolo del pepe. Lui si alzò quasi di scatto dal suo posto e andò ad estrarre dalla busta i vassoietti in alluminio. A lui quel profumino orientale piaceva da pazzi. Almeno una volta a settimana, da un paio d’anni, non vi rinunciava mai. Li posò accuratamente sul tavolo e li scartò per rivelarne il contenuto. Lei allungò gli occhi cercando di individuare cosa potesse mai piacerle fra quella robaccia, e vide un miscuglio di verdure e carne non troppo malvagio all’apparenza. Poi disse: "Quello lo prendo io, se non ti spiace". Sembrò spiacergli, ma glielo passò senza troppi problemi. Lui invece si prese la ciotola di riso. Lei ci buttò l’occhio, e subito lo distolse, promettendosi di non riguardarci più per il resto della cena. Si concentrò fortemente sulla sua parte di tavolo, e cercò di farsi tornare in fretta l’appetito.&lt;br /&gt;"Posso cominciare?", disse lui.&lt;br /&gt;Lei, abbassando gli angoli della bocca e chinando un po’ la testa verso sinistra, annuì leggermente, e prese in mano la forchetta. Lui esitò un attimo, poi fece lo stesso.&lt;br /&gt;Mentre masticava, si guardò intorno e si accorse di essersi quasi dimenticato di quell’appartamento, tanto era il tempo che non ci metteva piede. Anzi, a guardarci meglio, doveva aver spostato qualche armadio, anche nel corridoio che portava alle altre stanze. Voltando la testa, scorse dietro ad una porta il suo quadro. "Bel posto per un acquerello del genere", pensò con sdegno.&lt;br /&gt;Lei mangiava, e trovò quella pietanza inspiegabilmente squisita. Forse si era dimenticata del tutto della cucina cinese. Allungò il braccio verso la caraffa, e si versò un bel bicchiere. Poi, senza farci caso, riempì anche l’altro. Posata la caraffa, si stupì di quello che aveva appena fatto. Infatti sapeva bene che lui odiava che gli si riempisse il bicchiere se non sotto espressa richiesta: invece, come al loro primo incontro, lei versò, e lui ne fu, come la prima volta, un po’ scocciato. Ma al tempo stesso confuso. Quel ricordo era tuonato nella sua mente come a lei.&lt;br /&gt;"Hai del pane?".&lt;br /&gt;"Sì, scusa, te lo prendo subito".&lt;br /&gt;Era davvero mortificata, ora. Neanche il pane aveva messo. Quella tavola era davvero indecente.&lt;br /&gt;Aprì il frigo, prese il pane e tornò a sedersi, aprendo la busta e levando le fette già tagliate. Gliene porse una, arrossendo. Lui la prese e le sorrise.&lt;br /&gt;Era ammaliato. Quella sua ingenua rabbia, volutamente stizzita, era un segno di evidente nervosismo, che lo metteva in posizione di vantaggio. Avrebbe infatti voluto dirle che gli dispiaceva di tutto quello che negli ultimi anni era accaduto, e che aveva portato all’esasperazione entrambi. La scelta del divorzio era unanime, ma lo era anche il rimorso. Da quel momento avrebbero dovuto ricominciare una vita nuova, totalmente diversa, e assolutamente individuale. Ognuno avrebbe pensato per sé, senza il supporto di nessuno. Non sarebbe stato un passo facile.&lt;br /&gt;Nonostante questo, il solo pensiero di quella sera di ottobre accresceva il rancore fra i due. Una coincidenza inammissibile, un boccone davvero tosto da mandare giù, come quello che ora gli si era bloccato in gola mentre rimuginava in testa tutto questo. Diede un deciso colpo di tosse, deglutì e prese su il bicchiere. Lei, nel frattempo, si rese conto che quel sobbalzo improvviso aveva rotto un’atmosfera tombale: non potevano continuare così; doveva finire tutto in una maniera così insensibile? Prese un lungo respiro e disse:&lt;br /&gt;"Mia madre ha detto che vorrebbe che andassi da lei uno di questi giorni".&lt;br /&gt;Lui alzò le sopracciglia, come segno di compatimento, e rispose:&lt;br /&gt;"La richiamo io appena posso".&lt;br /&gt;"Sì, ma non tardare, che poi comincia a lamentarsi con me, a rinfacciarmi di nuovo tutto… Cerca di accontentarla".&lt;br /&gt;"Va bene, va bene, ho capito, poi la chiamo" – disse sorridendo da un lato. "Chissà che scenata ti ha fatto quando le hai detto…" – lasciò la frase in sospeso: pronunciare quella parola gli avrebbe dato davvero fastidio, a pelle.&lt;br /&gt;"Mah, ti dirò che non mi è sembrata eccessivamente stupita, cioè… nel senso… colpita sì, ma non sorpresa. In fondo, se lo immaginava da tempo". Anche lei aveva bisogno di pensare a quello che diceva, poiché l’argomento diventava via via più dettagliato. Ma entrambi sapevano che era impossibile, in quelle circostanze, riaprire il capitolo.&lt;br /&gt;D’un tratto, lui sentì un suono, al di fuori della finestra, che gli ricordò un brano; esattamente il brano di quel disco che non si ricordava più dove aveva messo. Ora se lo ricordava. "Oddio" – emise subito – "quasi dimenticavo. Credo che qui in casa ci sia un disco che mi appartiene, lo cerco da un po’ di tempo, e solo adesso… dovrebbe ess… no… sì! Nel mobile in camera, ne sono sicuro. L’avevo appoggiato sul fondo… ma come ho fatto a non ricordarmi? Mi… mi permetti di andare a vedere se c’è?"&lt;br /&gt;Lei annuì con indifferenza e allungò il palmo, ad indicargli che era il benvenuto. Lui era felicissimo di esserselo ricordato: non lo ascoltava da diversi anni, e ne aveva una voglia matta. Già assaporava il momento in cui avrebbe premuto il pulsante d’avvio sullo stereo, per catapultarsi nella sua giovinezza, che col passare del tempo sentiva sfiorire sempre di più. Entrò nella stanza, si avvicinò al mobile ed aprì delicatamente le ante inferiori. "In basso a destra, dietro alla scatola delle scarpe", pensò. Si accorse poi che la scatola non c’era più, ma un po’ più indietro, sotto una montagnetta di scartoffie, c’era il suo prezioso reperto. Rivedere la copertina e accarezzare la plastica un po’ graffiata lo rincuorarono. Solo qualche attimo dopo si ricordò che era in casa con qualcun altro, che lo osservava alle spalle.&lt;br /&gt;"Trovato?", disse lei mentre si rigirava.&lt;br /&gt;"Sì sì, era proprio qui sotto, mi ero… era… l’avevo…".&lt;br /&gt;"Bene".&lt;br /&gt;"Sì…".&lt;br /&gt;Richiuse il mobile dietro di sé e fece un passo avanti. E stranamente, entrambi rimasero per pochi istanti, anche se apparentemente immensi, a fissarsi dritti negli occhi. E d’un tratto il gelo che li paralizzava si sciolse, l’abisso che imperava fra i loro cuori si prosciugò, finché furono l’uno di fronte all’altra. Pervasi da un innato calore, si presero le braccia e si sedettero sul letto. Fu lei a baciarlo per prima, e lui la seguì senza indugio. E lo fecero.&lt;br /&gt;Ma lo fecero come mai nella loro vita. Con un ardore, una naturalezza quasi violenta che nemmeno quando si conobbero avevano dentro di loro; dovevano soddisfare un sentimento primordiale, un impulso che, esploso in un attimo, li aveva accesi. Nonostante questo lui tremava, come spaesato da quella fuga dalla realtà; lei era decisa, anche se consapevole del tutto. Il loro desiderio ebbe compimento solo diverse ore dopo quando, senza nemmeno accorgersene, si addormentarono ai due lati opposti del letto matrimoniale.&lt;br /&gt;La mattina lei si svegliò, coi capelli scompigliati e il rossetto sbavato da una parte. Sul comodino alla sua destra trovò un bigliettino bianco, con una scritta in blu: "Ricorda: alle 10 in punto". Con amarezza, abbozzò un sorriso e cacciò la testa sul cuscino, per ripiombare nei suoi fitti pensieri, ancora mescolati al sogno di poco prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1206428507677589928?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1206428507677589928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1206428507677589928&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1206428507677589928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1206428507677589928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/12/racconto-lultima-notte-di-nozze.html' title='Racconto - L&apos;ultima notte di nozze'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8201889977647599700</id><published>2007-12-25T03:53:00.001-08:00</published><updated>2007-12-25T03:54:28.493-08:00</updated><title type='text'>Bologna by Christmas</title><content type='html'>&lt;a href="http://aycu14.webshots.com/image/39373/2005179087553519154_rs.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://aycu14.webshots.com/image/39373/2005179087553519154_rs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8201889977647599700?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8201889977647599700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8201889977647599700&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8201889977647599700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8201889977647599700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/12/bologna-by-christmas_25.html' title='Bologna by Christmas'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7239186553511247374</id><published>2007-12-22T15:24:00.000-08:00</published><updated>2007-12-23T02:07:43.258-08:00</updated><title type='text'>Silent Night</title><content type='html'>E’ incredibile, ma effettivamente mi trovo a festeggiare il primo Natale da blogger. Sento che è una tappa importante, ma al tempo stesso mi sento piccolo piccolo: ho voglia di crescere in tutto quello che faccio, nel modo di scrivere, di relazionarmi con la gente, di suonare (dovrò lavorare molto, lo so), di intendere la musica come forma artistica insuperabile. Ogni cosa va migliorata, ho tanto bisogno di coraggio per darmi da fare e rendere tutto questo una cosa meravigliosa.&lt;br /&gt;Si dice che a Natale si è tutti più buoni: io sinceramente non mi sento più buono di prima, ma ho dentro di me una profonda gratitudine verso la gente che ho conosciuto quest’anno, che mi ha accompagnato, che mi ha incoraggiato e mi ha dato più di quel che immagina. E mi riferisco a voi, amici blogger: siete voi ad avermi fatto sentire meno debole, a sorreggermi e ad accrescermi.&lt;br /&gt;Desidero perciò ringraziarvi ad uno ad uno:&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;Ross&lt;/strong&gt;, per esserci quando servi, per esserci quando meno me lo aspetto, per esserci e basta.&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;Novalis&lt;/strong&gt;, per le tue perle di saggezza, per la tua voglia di scoprire e, nel possibile, migliorare il mondo.&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;Anonimo Veneziano&lt;/strong&gt;, per i tuoi indiscutibili gusti e per la tua capacità di apprezzare le cose belle, anche se semplici, della vita.&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;Zambo&lt;/strong&gt;, perché "Che mondo sarebbe senza Zambo?".&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;KarnEvil9&lt;/strong&gt;, per il tuo blog che pian piano torna a vivere, come è giusto che sia. Non perdiamoci di vista.&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;Pansy&lt;/strong&gt; (Fekkolina, per me), per la tua presenza "esterna" alla rete, che più di tutte riesce a darmi una gioia immensa. Diversi fuori, molto simili dentro.&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;ArimaneBis&lt;/strong&gt;, per la tua capacità di tenermi sospeso tra realtà e immaginazione. Hai un talento non indifferente, ti servirà in futuro.&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;Gaz&lt;/strong&gt;, per la nostra conoscenza che approfondiremo con calma, e per il tuo blog così simpatico.&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;GhibellinFuggiasco&lt;/strong&gt;, nella speranza che la tua attività in rete riprenda piede, perché era cominciata davvero benone.&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;Sara&lt;/strong&gt; (Carta e grafite), per i tuoi schizzi di disperazione! Riesci sempre a strapparmi un sorriso.&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;Diluvio&lt;/strong&gt;, per i tuoi saggi discorsi (anche se un po’ intricati, ogni tanto!).&lt;br /&gt;Grazie &lt;strong&gt;Diego.., Rock Progressivo, ProgShine&lt;/strong&gt; e tutti i blogger portoghesi, per le vostre dritte musicali e per la cultura davvero vastissima.&lt;br /&gt;Grazie ai &lt;strong&gt;visitatori che passano di qua&lt;/strong&gt;, il più delle volte per sbaglio: spero di avervi interessato, incuriosito o lasciato qualcosa.&lt;br /&gt;Grazie infine ad &lt;strong&gt;amici, conoscenti e sconosciuti&lt;/strong&gt;, che spesso sono la maggior fonte di ispirazione che ho, per il loro supporto morale, per l’apporto concreto o ideale, per essermi rimasti in mente in modo indelebile.&lt;br /&gt;Vi auguro un eccellente Natale (Santo per chi ci crede), e un nuovo, meraviglioso anno da blogger. A prestissimo!&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R22fU1cO6CI/AAAAAAAAAV0/IPLuaT0BaDE/s1600-h/Elvis%27+Christmas+Album+-+Front.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146945129446041634" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 174px; CURSOR: hand; HEIGHT: 176px" height="162" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R22fU1cO6CI/AAAAAAAAAV0/IPLuaT0BaDE/s200/Elvis%27+Christmas+Album+-+Front.jpg" width="163" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;PS: Desidero lasciarvi un piccolo "regalino": l’album di Natale di Elvis Presley, che quest’anno fa giusto giusto il 50esimo anniversario. Una mezz’oretta del Re in versione natalizia, gustosissima e ideale nei preparativi alla festività. Brani tradizionali del periodo e blues in tema da non perdere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/c6d9ac"&gt;&lt;strong&gt;Elvis' Christmas Album (1957)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7239186553511247374?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7239186553511247374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7239186553511247374&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7239186553511247374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7239186553511247374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/12/silent-night.html' title='Silent Night'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R22fU1cO6CI/AAAAAAAAAV0/IPLuaT0BaDE/s72-c/Elvis%27+Christmas+Album+-+Front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-6999147537885710869</id><published>2007-12-20T14:14:00.000-08:00</published><updated>2007-12-20T13:19:21.821-08:00</updated><title type='text'>SOMEBODY SA(I)D</title><content type='html'>Wystan Hugh Auden&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;O Tell Me The Truth About Love&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Some say that love's a little boy,&lt;br /&gt;And some say it's a bird,&lt;br /&gt;Some say it makes the world go round,&lt;br /&gt;And some say that's absurd,&lt;br /&gt;And when I asked the man next-door,&lt;br /&gt;Who looked as if he knew,&lt;br /&gt;His wife got very cross indeed,&lt;br /&gt;And said it wouldn't do.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Does it look like a pair of pyjamas,&lt;br /&gt;Or the ham in a temperance hotel?&lt;br /&gt;Does it's odour remind one of llamas,&lt;br /&gt;Or has it a comforting smell?&lt;br /&gt;Is it prickly to touch as a hedge is,&lt;br /&gt;Or soft as eiderdown fluff?&lt;br /&gt;Is it sharp or quite smooth at the edges?&lt;br /&gt;O tell me the truth about love.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Our history books refer to it&lt;br /&gt;In cryptic little notes,&lt;br /&gt;It's quite a common topic on&lt;br /&gt;The Transatlantic boats;&lt;br /&gt;I've found the subject mentioned in&lt;br /&gt;Accounts of suicides,&lt;br /&gt;And even seen it scribbled on&lt;br /&gt;The backs of railway-guides.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Does it howl like a hungry Alsatian,&lt;br /&gt;Or boom like a military band?&lt;br /&gt;Could one give a first-rate imitation&lt;br /&gt;On a saw or a Steinway Grand?&lt;br /&gt;Is its singing at parties a riot?&lt;br /&gt;Does it only like Classical stuff?&lt;br /&gt;Will it stop when one wants to be quiet?&lt;br /&gt;O tell me the truth about love.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I looked inside the summer-house;&lt;br /&gt;it wasn't ever there:&lt;br /&gt;I tried the Thames at Maidenhead,&lt;br /&gt;And Brighton's bracing air.&lt;br /&gt;I don't know what the blackbird sang,&lt;br /&gt;Or what the tulip said;&lt;br /&gt;But it wasn't in the chicken-run,&lt;br /&gt;Or underneath the bed.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Can it pull extraordinary faces?&lt;br /&gt;Is it usually sick on a swing?&lt;br /&gt;Does it spend all it's time at the races,&lt;br /&gt;Or fiddling with pieces of string?&lt;br /&gt;Has it views of it's own about money?&lt;br /&gt;Does it think Patriotism enough?&lt;br /&gt;Are its stories vulgar but funny?&lt;br /&gt;O tell me the truth about love.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;When it comes, will it come without warning&lt;br /&gt;Just as I'm picking my nose?&lt;br /&gt;Will it knock on my door in the morning,&lt;br /&gt;Or tread in the bus on my shoes?&lt;br /&gt;Will it come like a change in the weather?&lt;br /&gt;Will its greeting be courteous or rough?&lt;br /&gt;Will it alter my life altogether?&lt;br /&gt;O tell me the truth about love.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La verità, vi prego, sull’amore&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicono alcuni che amore è un bambino,&lt;br /&gt;e alcuni che è un uccello,&lt;br /&gt;alcuni che manda avanti il mondo,&lt;br /&gt;e alcuni che è un'assurdità,&lt;br /&gt;e quando ho domandato al mio vicino,&lt;br /&gt;che aveva tutta l'aria di sapere,&lt;br /&gt;sua moglie si è seccata e ha detto che&lt;br /&gt;non era il caso, no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assomiglia a una coppia di pigiami,&lt;br /&gt;o al salame dove non c'è da bere?&lt;br /&gt;Per l'odore può ricordare i lama,&lt;br /&gt;o avrà un profumo consolante?&lt;br /&gt;E' pungente a toccarlo, come un pruno,&lt;br /&gt;o lieve come morbido piumino?&lt;br /&gt;E' tagliente o ben liscio lungo gli orli?&lt;br /&gt;La verità, vi prego, sull'amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I manuali di storia ce ne parlano&lt;br /&gt;in qualche noticina misteriosa,&lt;br /&gt;ma è un argomento assai comune&lt;br /&gt;a bordo delle navi da crociera;&lt;br /&gt;ho trovato che vi si accenna nelle&lt;br /&gt;cronache dei suicidi,&lt;br /&gt;e l'ho visto persino scribacchiato&lt;br /&gt;sul retro degli orari ferroviari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha il latrato di un alsaziano a dieta&lt;br /&gt;o il bum-bum di una banda militare?&lt;br /&gt;Si può farne una buona imitazione&lt;br /&gt;su una sega o uno Steinway da concerto?&lt;br /&gt;Quando canta alle feste, è un finimondo?&lt;br /&gt;Apprezzerà soltanto roba classica?&lt;br /&gt;Smetterà se si vuole un po' di pace?&lt;br /&gt;La verità, vi prego, sull'amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono andato a guardare nel bersò;&lt;br /&gt;lì non c'era mai stato;&lt;br /&gt;ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,&lt;br /&gt;e poi l'aria balsamica di Brighton.&lt;br /&gt;Non so che cosa mi cantasse il merlo,&lt;br /&gt;o che cosa il dicesse il tulipano,&lt;br /&gt;ma non era nascosto nel pollaio,&lt;br /&gt;e non era nemmeno sotto il letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sa fare delle smorfie straordinarie?&lt;br /&gt;Sull'altalena soffre di vertigini?&lt;br /&gt;Passerà tutto il suo tempo alle corse,&lt;br /&gt;o strimpellando corde sbrindellate?&lt;br /&gt;Avrà idee personali sul denaro?&lt;br /&gt;E' un buon patriota o mica tanto?&lt;br /&gt;Ne racconta di allegre, anche se spinte?&lt;br /&gt;La verità, vi prego, sull'amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando viene, verrà senza avvisare,&lt;br /&gt;proprio mentre mi sto frugando il naso?&lt;br /&gt;Busserà la mattina alla mia porta,&lt;br /&gt;o là sul bus mi pesterà un piede?&lt;br /&gt;Accadrà come quando cambia il tempo?&lt;br /&gt;Sarà cortese o spiccio il suo saluto?&lt;br /&gt;Darà una svolta a tutta la mia vita?&lt;br /&gt;La verità, vi prego, sull'amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Commento personale nei commenti (ma va?)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-6999147537885710869?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/6999147537885710869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=6999147537885710869&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6999147537885710869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6999147537885710869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/12/somebody-said.html' title='SOMEBODY SA(I)D'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1229332669978456434</id><published>2007-12-18T07:09:00.000-08:00</published><updated>2007-12-18T07:15:24.750-08:00</updated><title type='text'>EP - Don Caballero: What Burns Never Returns</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R2fjxFcO6AI/AAAAAAAAAVk/yTOOE41wd4M/s1600-h/don+caballero+-+What+Burns+Never+Returns+-+Front.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145331531707770882" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R2fjxFcO6AI/AAAAAAAAAVk/yTOOE41wd4M/s200/don+caballero+-+What+Burns+Never+Returns+-+Front.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Math Rock è un genere derivato dal post-rock moderno, di cui abbiamo già trattato. Il nome può subito far affiorare alla mente delle formule matematiche, dei numeri astratti, ma tutti bene ordinati senza dubbio. Beh, non vi siete sbagliati di molto. Il Math Rock è quello che la musica, tendenzialmente, non vuole essere: la meccanicità, la nettezza. Se il rock progressivo come lo conosciamo ama divagare per anfratti melodici mai esplorati, fino a giungere alla ricerca del silenzio, il Math Rock vuole opporsi con violenza a questo modo di pensare. Il post-rock cerca di superare i limiti della concezione musicale di ognuno di noi, il Math è l’esatto contrario.&lt;br /&gt;I Don Caballero sono celebri per la loro bravura, la loro tecnica, il loro essere quasi unici. Dopo un esordio col botto ("&lt;em&gt;For Respect&lt;/em&gt;") e un disco davvero geniale ("&lt;em&gt;Don Caballero 2&lt;/em&gt;"), il 1998 li vede tornare con questo. Ed è miracolo.&lt;br /&gt;Ascoltando "&lt;em&gt;What Burns Never Returns&lt;/em&gt;" avrete &lt;em&gt;davvero&lt;/em&gt; l’impressione che ogni nota, ogni pausa, ogni ritmica della batteria e ogni sfumatura sia stata calcolata millimetricamente, attraverso delle leggi indiscutibili e rigorose. Se non avete mai avuto l’occasione di avvicinarvi a roba del genere, il primo impatto sarà folgorante, un mondo di precisione tutta insieme in una volta.&lt;br /&gt;I titoli delle tracce, come sempre in queste nicchie progressive, sono artistici, come sempre significano (apparentemente) poco, ma riescono a trasmetterci un’emozione strettamente legata al brano corrispondente: velocità, violenza, pessimismo… Ed è anche questa la grande forza di un gruppo avanguardistico.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;What Burns Never Returns&lt;/em&gt;" è un’overdose di impeccabilità nella composizione (oltre ad un rock potente ed efficace), un lieve sberleffo alla musica classica (che aveva circa gli stessi obiettivi), un viaggio attraverso la ricerca non della musica universale, ma della musica perfetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,85/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1229332669978456434?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1229332669978456434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1229332669978456434&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1229332669978456434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1229332669978456434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/12/ep-don-caballero-what-burns-never.html' title='EP - Don Caballero: What Burns Never Returns'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R2fjxFcO6AI/AAAAAAAAAVk/yTOOE41wd4M/s72-c/don+caballero+-+What+Burns+Never+Returns+-+Front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-6197173677481044863</id><published>2007-12-15T13:48:00.000-08:00</published><updated>2007-12-15T13:49:58.928-08:00</updated><title type='text'>Décès (d'essai)</title><content type='html'>No, lacrime mai: aveva sudato un mare di acqua salata nella sua vita, ma non aveva mai pianto. Da piccolo, quando le prendeva, non scoppiava mai in lagne infantili, semplicemente diventava serio, silenzioso. Andava in camera sua e si sedeva ai piedi del letto. Non piangeva. Provava un’inquietudine profonda, un senso di spaesamento, di impersonalità. Sì, probabilmente era questo il motivo per cui correva.&lt;br /&gt;Tutti i giorni, dalle sette alle otto e mezzo. Mai di meno. Correva, e correva forte. Sì, non faceva jogging normalmente, come molta gente sotto ai portici o nei campi appena fuori città. No, lui correva. Non importava da dove partisse, dove arrivasse. Ovunque fosse, lui partiva. E andava davvero forte: in pochi minuti era già spolto di sudore, di quel sudore che amava sentir percorrere la pelle. Sulla fronte, sulla schiena, in fondo alle gambe, nelle scarpe. Era come fare un bagno nell’acqua tiepida, al largo; come nuotare in una vasca desolata e arrugginita sul fondo; come perdersi in una caotica selva perforata dal vento.&lt;br /&gt;Ne sentiva il bisogno, un istinto naturale: cominciava ad accelerare, come disperato, e andava. Sudare era il suo sfogo, il suo modo di liberarsi delle lacrime che non aveva mai versato.&lt;br /&gt;Tra l’altro non gli piaceva correre. Era solo un mezzo, uno strumento per vedere il mondo come era davvero. Non avendo la possibilità di soffermarsi sui particolari, poteva osservare le cose nella loro interezza. Trovava fosse una potenzialità immensa, come potersi trovare in diversi luoghi nello stesso momento.&lt;br /&gt;Non conosceva la morte, non si era mai preoccupato del tempo in cui sarebbe giunta e cosa avrebbe comportato: ma aveva l’impressione, durante la corsa, di vederla direttamente in faccia, di andarvi incontro con violenza, mentre le pulsazioni del suo cuore lo allucinavano. Mai aveva provato a fermarsi spontaneamente, temeva accadesse qualcosa, come non capire più quello che era, quello che faceva. Lui continuava finché, stremato, cadeva a terra ansimante, a bocca aperta. Per poi sentirsi, tristemente, ancora vivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-6197173677481044863?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/6197173677481044863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=6197173677481044863&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6197173677481044863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6197173677481044863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/12/dcs-dessai.html' title='Décès (d&apos;essai)'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-650935499920366999</id><published>2007-12-06T11:00:00.000-08:00</published><updated>2007-12-06T11:20:34.769-08:00</updated><title type='text'>Art Review - Gustav Klimt</title><content type='html'>Un artista dallo stile enigmatico ed affascinante. Dal suo modo di concepire gli sguardi, le posizioni del corpo umano e il suo uso del dorato si può davvero intendere il suo "amore per l'amore". Tanti capolavori, selezionati qui per voi, secondo i miei gusti personali. "Il Bacio" è un must.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Music 1 (1985)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140938484105508546" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1hIUD0-dsI/AAAAAAAAAT8/9RrXxnFWnq4/s400/1895_Music01.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;The Three Ages Of Woman (1905)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140939562142299858" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1hJSz0-dtI/AAAAAAAAAUE/5FZeqY93g3E/s400/1905_Three+Ages+of+Woman.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Danae (1907)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140939686696351458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1hJaD0-duI/AAAAAAAAAUM/ubAhvUEmgl0/s400/1907_08_Danae.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;The Kiss (1907)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140940064653473538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1hJwD0-dwI/AAAAAAAAAUc/CWEXqf7_jBs/s400/1907_08_kiss,+The.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Portrait of Adele Bloch-Bauer I (1907)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140940245042099986" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1hJ6j0-dxI/AAAAAAAAAUk/eQFgrYsBR1Y/s400/1907_Portrait+of+Adele+Bloch-Bauer01.jpg" border="0" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Avenue In The Park Of Kammer Castle (1912)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140940412545824546" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1hKET0-dyI/AAAAAAAAAUs/T01BnNy2lsY/s400/1912_Avenue+in+the+Park+of+Kammer+Castle.jpg" border="0" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;The Virgins (1913)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140940592934450994" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1hKOz0-dzI/AAAAAAAAAU0/jts5zX_DDTM/s400/1913_Virgin,+The.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Death And Life (1916)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140940751848240962" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1hKYD0-d0I/AAAAAAAAAU8/UDnvgw1b6dA/s400/1916%C2%A6%C3%94+%2B%C2%A4%2B%C2%A6_Death+and+Life.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-650935499920366999?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/650935499920366999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=650935499920366999&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/650935499920366999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/650935499920366999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/12/art-review-gustav-klimt.html' title='Art Review - Gustav Klimt'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1hIUD0-dsI/AAAAAAAAAT8/9RrXxnFWnq4/s72-c/1895_Music01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-5243749041192061414</id><published>2007-12-04T00:05:00.000-08:00</published><updated>2007-12-05T07:04:17.818-08:00</updated><title type='text'>Zapping (Memorial to The Genius)</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139810118887437986" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1RGEj0-dqI/AAAAAAAAATs/FTlxfeHbgXs/s200/frank_zappa.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Asciugo la lacrimuccia all’occhio (destro, per la precisione) nell’annunciare il 14° anniversario della morte di Frank Zappa. Sì, quello lì. Quello che da tempo immemore è il mio idolo assoluto, quello che salta sempre fuori nelle discussioni, quello con cui tartasso tutti i miei amici per ore intere, quello con cui a tutti rinfaccio: "I tuoi gruppetti del cavolo non hanno pubblicato 80 dischi!". A volte esagero, ma solo nel parlarne, non nel dire che era un genio. E perché continuo a parlarne? Forse perché a distanza di decenni e decenni ancora quasi nessuno lo conosce in modo completo, o se non altro più specifico di "My guitar wants to kill your mama"?&lt;br /&gt;Frank Zappa è stato un compositore completamente anticonformista e mentalmente spalancato. Un uomo che ha spaziato per innumerevoli generi musicali, lasciandoci un’eredità ricca ma mai sufficiente. Quando ti perdi nella musica di Francone, non ne esci più, e ne vuoi sempre di nuova. Fortunatamente la Zappa Trust Company continua a pubblicare materiale inedito, live e registrazioni dimenticate in un cassetto: proprio in questi giorni è uscito "Zappa Wazoo", un live tratto dal tour dell’acclamatissimo "The Grand Wazoo".&lt;br /&gt;Pubblico di seguito uno dei suoi tanti capolavori, che vi auguro caldamente di apprezzare come io faccio già da tempo.&lt;br /&gt;Zappa lives!&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/95c6e7"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139809534771885714" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1RFij0-dpI/AAAAAAAAATk/dynPjUSH6gs/s200/Burnt_Weeny_Sandwich.jpg" border="0" /&gt;Burnt Weeny Sandwich (1970)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Uno dei primi album di Zappa che ho avuto sottomano, e uno degli amori a primo ascolto. Un disco complesso, studiatissimo e folle. Apertura col blues "WPLJ" e subito una divagazione tipicamente zappiana con "Igor's Boogie (Phase One)": un pezzo che, nella sua sinteticità, mi piace da matti. Dopodiché "Overture to a holiday in Berlin", musica che ti trasporta davvero nella capitale tedesca, inspiegabilmente; poi il tema del disco, con un assolo di chitarra direttamente da Frank. Segue la Phase Two di "Igor's Boogie" e poi la vera e propria "Holiday in Berlin", più precisa e ricca di strumentazione. L'intermezzo "Aybe Sea" (che titolo, che genio!) introduce il delirio assoluto, la &lt;em&gt;magnum opus&lt;/em&gt;, "The Little House I Used To Live In": una suite di 18 minuti, semplicemente mozzafiato; introduzione di piano leggera, e poi catapultati in un riff frenetico e un po' classicheggiante, tutto da godere. La conclusione "Valarie" riprende i temi pop dell'incipit, consegnando il disco alla storia. Capolavoro completo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 5/5&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Nella lotta tra te e il mondo, stai dalla parte del mondo.&lt;br /&gt;- Ogni stecca ripetuta due volte è l'inizio di un arrangiamento.&lt;br /&gt;- Parlare di musica è come ballare di architettura.&lt;br /&gt;- Perché devi aver per forza torto solo se alcuni milioni di persone pensano così?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139810406650246834" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1RGVT0-drI/AAAAAAAAAT0/4NY4F_RuDjE/s400/brick+-+zappa+4+president.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-5243749041192061414?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/5243749041192061414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=5243749041192061414&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5243749041192061414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5243749041192061414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/12/zapping-memorial-to-genius.html' title='Zapping (Memorial to The Genius)'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1RGEj0-dqI/AAAAAAAAATs/FTlxfeHbgXs/s72-c/frank_zappa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7322710131581156121</id><published>2007-11-30T07:46:00.000-08:00</published><updated>2007-12-01T10:55:19.866-08:00</updated><title type='text'>2007 - Best Of The Year</title><content type='html'>Ecco quelli che secondo me sono i migliori album di questo anno, che incredibilmente ha dato vita a lavori di grande importanza. Credo non si vedesse un'annata così da un bel po': perciò dò il via alla &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;top ten 2007&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Approfittatene! (Faccio inoltre notare che stranamente le copertine dei migliori in assoluto sono tutte su sfondo bianco! Mah...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?9r23lmbzsdz"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138663319746831730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1AzEEHW5XI/AAAAAAAAASE/2SDxhbC0gOE/s200/R.+Plant+%26+A.+Krauss+-+Raising+Sand+-+Front.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Robert Plant &amp;amp; Alison Krauss – Raising Sand&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Raising Sand&lt;/em&gt; è un abbandono all'emozione pura… finalmente Plant ammette di avere una certa età, perciò nel disco non troverete nessun azzardo di imbarazzanti acuti (già visti in alcuni lavori da solista). Mentre Alison Krauss, star del blues, è perfetta assieme a lui, e il progetto funziona. Classico e moderno trovano una fusione inaspettata, oltre a sfumature folk e il buon vecchio blues di sempre.&lt;br /&gt;Atmosfere dolci e sognanti, voci celestiali e musica rilassante. Grazie alla Krauss, Plant sembra tornare giovane e riscoprire il vero amore di cui tanto parlava con un gruppetto chiamato Led Zeppelin. Non perdetevelo, nostalgici o appassionati di vera musica che siate."&lt;br /&gt;(Adattato dalla &lt;a href="http://www.debaser.it/recensionidb/ID_20285/Robert_Plant__Alison_Krauss_Raising_Sand.htm"&gt;recensione di DeBaser&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;Voto: 9/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138663530200229250" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1AzQUHW5YI/AAAAAAAAASM/qIBguPl3FNc/s200/Franco+Battiato+-+Il+Vuoto+(2007)+-+Front.jpg" border="0" /&gt;&lt;a href="http://lix.in/964bbf"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Franco Battiato - Il Vuoto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;L’ennesima conferma di un talento al lavoro da ormai 35 anni, che ancora non perde l’ispirazione, anzi tende a migliorare. "Il Vuoto" è un disco eccezionale, nel senso etimologico del termine, cioè "d’eccezione". Infatti la (rara) semplicità dei testi lo rende magico, e la durata complessiva ci ricorda gli antichi successi di Battiato, che in poco tempo ci manda messaggi su cui riflettere per ore. E alla fine di quest’ultima fatica, ci rendiamo davvero conto di che cos’è il "vuoto". E’ un vuoto di senso, un vuoto di emozioni, un vuoto di certezze ("Niente è come sembra") e un "vuoto di presenze". Ascoltatelo, imperativo.&lt;br /&gt;Voto: 9,5/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://lix.in/57e126"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138663680524084626" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1AzZEHW5ZI/AAAAAAAAASU/Pl-dYRKwJ5E/s200/Robert+Wyatt+-+Comicopera_front.jpeg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Robert Wyatt – Comicopera&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/57e126"&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;Dopo altri 4 anni di assenza, Wyatt torna in studio con estrema umiltà. E ancora una volta ci regala un meraviglioso disco di Canterbury old-style, ma trasposta ai giorni nostri. In effetti, non è facile dire se il suo sia uno stile attuale o visibilmente invecchiato, ma azzardo una possibile fusione fra le due cose. Il tutto pervaso da una malinconia tremenda, e commovente. Con il pezzo in italiano "Del Mondo". Meraviglioso.&lt;br /&gt;Voto: 9/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138663839437874594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1AziUHW5aI/AAAAAAAAASc/hoyJ5qoCJlc/s200/John+zorn+-+6+litanies.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?99tvmklq3v3"&gt;John Zorn – Six Litanies For Heliogabalus&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?99tvmklq3v3"&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?99tvmklq3v3"&gt;&lt;/a&gt;"Ero affascinato da come quell'insieme di suoni, di grida, di rumori indistinti mi volesse prepotentemente entrare dentro. Perché in fondo è proprio questo John Zorn: una musica che può essere rappresentata solo da uno squarcio, un taglio netto della pelle, e magari del sangue. Ti apre e ti invade con una violenza inaudita… Questo disco è arte moderna: indefinita, poco comprensibile, ma geniale.&lt;br /&gt;Non volete ascoltarlo? Forse fate bene, è davvero troppo forte per voi."&lt;br /&gt;Voto: 9,5/10&lt;br /&gt;(Adattato dalla &lt;a href="http://www.debaser.it/recensionidb/ID_20795/John_Zorn_Six_Litanies_for_Heliogabalus.htm"&gt;recensione di DeBaser&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://lix.in/6dbf3d"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138664015531533746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1AzskHW5bI/AAAAAAAAASk/68svga6UoXg/s200/I+am+above+on+the+left+-+An+A+Bomb+To+Wake+Up_Front.jpeg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I Am Above On The Left – An A-Bomb To Wake Up&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Caotico e perfettamente scandito al tempo stesso. Un disco che ti martella dentro con forza, un piccolo capolavoro di avant-rock-in-opposition. Un fantastico titolo (e artwork) per un’opera fredda, macchinale e davvero potente, che ad ogni ascolto acquista un senso maggiore, più deciso. Gli "I Am Above On The Left", arrivati al secondo disco, sono già ben più che maturi. E non è poco.&lt;br /&gt;Voto: 9+/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lix.in/ede238"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138664303294342594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1Az9UHW5cI/AAAAAAAAASs/ZMJ0qDAtGLY/s200/sterling+-+cursed_front.jpeg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sterling – Cursed&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oscuro, quasi angosciante. Uno dei dischi dell’anno ci vuole lasciare l’amaro in bocca: senza proferire parola, gli Sterling riescono a darci davvero tante emozioni, rivaleggiando fra progressive e post-rock. Nell’insieme, "Cursed" è difficile da classificare in un genere, ma che importa in fondo? Merita un posto d’onore in questo 2007, del quale non riesco a smettere di meravigliarmi. Un disco da ascoltare tutto d’un fiato, per quei 36 minuti che vorremmo durassero un po’ di più.&lt;br /&gt;Voto: 9++/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://lix.in/87e71a"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138664457913165266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1A0GUHW5dI/AAAAAAAAAS0/G_xflM-i9P8/s200/Explosions+-+allofasudden.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Explosions In The Sky – All Of A Sudden I Miss Everyone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Il titolo vale più di mille parole. Perché se c’è una sensazione che questo disco può provocare, è la nostalgia. Una nostalgia che solo le atmosfere di questo genere possono trasmettere. E gli "Explosions In The Sky" sono fra i migliori nel loro genere. Un album di ascolto rincuorante, come un fiume di note che scorre. Bellissimo.&lt;br /&gt;Voto: 8-9/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://lix.in/f074e4"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138665093568325106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1A0rUHW5fI/AAAAAAAAATE/qUEAa6lmY6I/s200/Sigur+R%C3%B2s+-+Hvarf_Front.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sigur Ròs – Hvarf/Heim&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Molti potrebbero dire che negli ultimi anni i Sigur Ròs se la sono presa comoda, pubblicando un album non proprio eccellente ("Takk..") e poi questo doppio, sostanzialmente una raccolta di rimasugli, fra inediti di diversa annata e, sul lato opposto, un live acustico. E’ bene però che prima di giudicare a priori ascoltiate questo "Hvarf/Heim", e vi stupirete di tutti quei fantastici brani che non erano ancora stati pubblicati, uno più bello dell’altro (a cominciare dal singolo "Hljòmalind"). Per non parlare di "Heim", un concerto davvero emozionante. E’, insomma, tutto sufficiente per entrare nella top ten, senza ombra di dubbio.&lt;br /&gt;Voto: 8,75/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lix.in/59ee19"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138665304021722626" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1A03kHW5gI/AAAAAAAAATM/NoFx1NDeMq8/s200/65daysofstatic+-+cover.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;65daysofstatic – The Destruction Of Small Ideas&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un anno di grazia per il post-rock, e di miglioramenti. E’ infatti da notare anche qui una evoluzione stilistica non indifferente. I "65daysofstatic" ci intrattengono per un’oretta buona con una musica di poco facile comprensione ma che sa incuriosire e affascinare, variando fra parti molto melodiche ad altre elettroniche ed emicraniche. E ricordate che non è da tutti fare un disco strumentale (se non per il finale, con voci lontane). Un applauso anche per loro, che hanno trovato una sensibilità inedita nel gusto musicale e ci hanno "distrutto le piccole idee" che ci eravamo fatti del rock.moderno.&lt;br /&gt;Voto: 8,5/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lix.in/b3aba3"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138665488705316370" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1A1CUHW5hI/AAAAAAAAATU/0WTaGkQuNjw/s200/Radiohead+-+In+Rainbows.jpeg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Radiohead – In Rainbows&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oltre allo sconvolgimento riguardo alla distribuzione discografica, va precisato che i re dell’alternative quest’anno ci hanno regalato un’opera inaspettatamente solare, piuttosto distaccata dalle atmosfere cupe degli album passati. Un lato della band che non guasta affatto, e rende "In Rainbows" un album di (ri)ascolto molto piacevole. Chi prima non li sopportava, potrebbe cambiare idea; chi già li amava, non sarà deluso.&lt;br /&gt;Voto: 8/10&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7322710131581156121?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7322710131581156121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7322710131581156121&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7322710131581156121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7322710131581156121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/2007-best-of-year.html' title='2007 - Best Of The Year'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R1AzEEHW5XI/AAAAAAAAASE/2SDxhbC0gOE/s72-c/R.+Plant+%26+A.+Krauss+-+Raising+Sand+-+Front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-3403473595109290586</id><published>2007-11-28T06:40:00.000-08:00</published><updated>2007-11-28T06:42:22.376-08:00</updated><title type='text'>Racconto - La mitica Calzulèr</title><content type='html'>Ci sono tanti paesini sperduti nella Romagna, di cui nemmeno i geografi sono a conoscenza. A volte nemmeno gli stessi abitanti sanno dove si trovano.&lt;br /&gt;Fatto sta che tra tutti questi anfratti più o meno popolari, ce n’è uno proprio dimenticato da Madre Natura: la sua esistenza sembra quasi un caso. E’ un luogo circondato da enormi boschi e conta all’incirca 5 o 6 edifici, di cui uno è la chiesa e un altro è l’obitorio. Qui il tempo è fermo da tanto tempo (?) e l’età media degli abitanti è 80 anni. Intorno a queste case regna il nulla. Non una pizzeria, un cinema, e neanche il panettiere.&lt;br /&gt;"A ni è propri gninta!", dicono da quelle parti.&lt;br /&gt;Questa ridente cittadella ha una sola attrazione: la signora Calzolari, arzilla vecchierella di 120 anni. E’ affetta da circa 73 malanni diversi, compresi Alzheimer, tifo, peste bubbonica e gomito del tennista, oltre ad un paio ancora ignoti alla ricerca scientifica. Eppure la gente ha un grande interesse per la nonnina, anzi intere torme di anziani accorrono per sapere le ultimissime sulla sua salute. Ogni mese viene fatta una colletta per sostenere le sue spese farmaceutiche, le quali ammontano a circa € 1.830.400,62 annui.&lt;br /&gt;La "Calzulèr", così viene chiamata, ha delle proprietà prodigiose, in quanto riesce a dare le previsioni meteorologiche in anticipo di almeno due settimane; inoltre riesce a recitare l’Ave Maria in meno di 3 secondi. Il suo record assoluto è stato ottenuto un paio d’anni or sono: recitazione del Gloria in meno di mezzo secondo.&lt;br /&gt;Quando la Calzulèr pronuncia la consonante "s" tira fischi che superano i 40 decibel; una volta dei cacciatori l’hanno scambiata per un missile terra-terra. Inoltre la vecchierella è nota in tutto il mondo perché ha la più vasta collezione di santini di Padre Pio mai vista: ben 6 milioni di pezzi differenti, fra cui anche delle foto inedite del frate che fa la cacca.&lt;br /&gt;La Calzulèr è una specie protetta e risulta nei registri di molte associazioni quali la FAO, la LAV e la LIPU. Eppure non si è mai mossa dal suo casolare, anzi si è calcolato che in vita sua abbia percorso meno di un chilometro.&lt;br /&gt;Quando al Calzulèr tira accidenti sono sempre veritieri, perciò i vicini si curano religiosamente di non disturbarla; nel 70 un uomo è rimasto fulminato dopo averle negato uno zuccherone, per via del proverbiale diabete.&lt;br /&gt;La Calzulèr ha avuto più di 40 mariti. La FBI sostiene che nella lista compaiano anche Little Tony, John Holmes e Mick Jagger.&lt;br /&gt;Non più di 10 anni fa la Calzulèr è stata vittima di una denuncia, a motivo "porta iazza": in effetti, da quando è nata il tasso di gatti neri è aumentato del 2400%. Più d’una volta ha sentenziato un’alluvione, che puntualmente si è verificata.&lt;br /&gt;Ancora prima, dei villeggianti affermarono di averla vista sui tetti del paese, mentre urlava: "Arriva Supercalzulèr!". Da allora, i vecchietti più acciaccati l’hanno nominata "santa patrona del Malanno", e ogni sera la pregano con reverenza.&lt;br /&gt;Purtroppo la Calzulèr ha subìto anche alcuni attentati terroristici, ed è sopravvissuta a ben 13 pallottole; oggi molti anziani nel mondo hanno sostituito la foto di papa Giovanni Paolo II con quella della Calzulèr; più d’una volta ha avuto delle proposte per diventare stunt-woman a Hollywood.&lt;br /&gt;La Calzulèr è il simbolo della resistenza pacifica alla vecchiaia, e pur avendo assunto cocktail rischiosissimi (vodka e Buscofen) e avendo perso più denti di quanti ne avesse, continua imperterrita a intrattenere i suoi compaesani, che non si stancano di affacciarsi al davanzale e gridare: "E’ arrivata la Calzulèr!".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-3403473595109290586?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/3403473595109290586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=3403473595109290586&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3403473595109290586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3403473595109290586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/racconto-la-mitica-calzulr.html' title='Racconto - La mitica Calzulèr'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8951433419885256199</id><published>2007-11-25T07:56:00.000-08:00</published><updated>2007-11-25T07:58:31.584-08:00</updated><title type='text'>MELtin' PAL - Primo Incontro</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’inizio di un progetto a quattro mani, dove la sperimentazione letteraria vuole espandersi attraverso differenti pensieri. Due persone diverse, un solo progetto. DeadPoetPaloz e Mel, la sensibile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Adagio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nasceva lì, in quel piccolo angolo della stanza, una stanza immensa, avvolta nel buio della notte. Una finestra sulla destra, di fronte un piano. Un filo di luce, in quell’angolo, un filo di luce che proveniva dal cielo, un cielo pulito, privo di nuvole, un po’ rossastro. Pareva che il sole fosse ancora sull’orizzonte delineato dai monti blu che separavano la città spenta dal gelo di Gennaio e l’infinito.&lt;br /&gt;Racchiudeva in sé tutto il calore possibile, un solo filo di luce. Cadeva sulla parete per poi finire sul pavimento. Il suo chiarore risplendeva ovunque e definiva ogni cosa.&lt;br /&gt;Entrando, provò un’immensa gioia, vederlo lì, disteso, con gli occhi persi nel sogno rianimò il suo spirito che fino a quel momento aveva provato una profonda inquietudine e un forte senso di colpa che l’aveva portata a rimanere rinchiusa in casa per ore ed ore in attesa di qualche notizia. Riposava beato e quel filo di luce stava percorrendo il suo volto. Fino alle labbra, belle e morbide.&lt;br /&gt;Si era fermata lì, sulla porta, non voleva muoversi, temeva di svegliarlo, di disturbare l’atmosfera creatasi. Rimase lì, immobile. Per tutta la notte lo osservò, quasi come per vegliare su di lui. Non riusciva a chiudere gli occhi.&lt;br /&gt;Il tempo se ne fregava e scorreva lentamente, accompagnando in silenzio il battito delle sue palpebre, rendendoli entrambi ugualmente ostinati. Si sorprese ad accarezzare il legno ruvido dello stipite, consumato dal continuo sbattere di quella porta; era un vizio che, nonostante glielo avesse detto mille volte, non aveva ancora perso.&lt;br /&gt;Poco dopo, si sistemò i lunghi capelli, ancora disordinati dalla corsa di qualche ora prima. Era stupido, lo sapeva, rimanere lì. Ma che altro poteva fare? Quel brivido di terrore era ancora radicato nel suo cuore, ed ora, in mezzo all’oscurità, capì di sentirsi davvero meglio. Non avrebbe proprio retto. Poteva sopportare persino che se ne andasse dall’altra parte del mondo, senza mai più rivederla, ma questo proprio no. Lo odiava, ma non fino a quel punto.&lt;br /&gt;E il piano. Non riusciva a togliersi dalla testa quella nenia insopportabile, che lui ripeteva apposta centinaia di volte. Forse era l’unica cosa che sapeva suonare, e ne andava fiero. Se la sarebbe ricordata per sempre, probabilmente, e le sarebbe continuamente venuto in mente quel viso poco definito, punteggiato da un’ispida barba rossastra e incolta.&lt;br /&gt;Persa nel suo vagare col pensiero, non si accorse nemmeno di quando, pochi secondi prima dell’alba, finalmente aprì gli occhi. E, sospirando, li richiuse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8951433419885256199?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8951433419885256199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8951433419885256199&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8951433419885256199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8951433419885256199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/meltin-pal-primo-incontro.html' title='MELtin&apos; PAL - Primo Incontro'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-3984073462395911971</id><published>2007-11-23T09:52:00.000-08:00</published><updated>2007-11-23T09:54:29.465-08:00</updated><title type='text'>The Perfect Suicide - Atto V: Conclusioni</title><content type='html'>Ora siete morti.&lt;br /&gt;I più fortunati di voi avranno un solennissimo funerale, mentre chi non ha parenti potrebbe persino finire in un cassonetto. Ma probabilmente tutti troveranno qualcuno che versi una lacrima in vostro favore. Chissà quante persone oggi si sono tolte la vita di fronte alla costernazione generale, in tutto il mondo. Pensate quanti cadaveri sparsi per questo pianeta, quanta carne in putrefazione, stesa al suolo, imbianchita e statica; quanti occhi rivolti tristemente al cielo; quanto sangue da riversare nelle fogne; quanti resti organici destinati alle discariche.&lt;br /&gt;E poi quanti consumatori di ossigeno e di risorse in meno; quante personalità antipatiche o inutili tolte a una società già sufficientemente piena di problemi. Fine. Scomparsi.&lt;br /&gt;Non sappiamo dove vi troviate precisamente: potreste trovarvi in un’immensa dimensione spirituale, dove tutti sono uguali davanti a Dio, e dove potrete passare l’eternità. Oppure potreste essere semplicemente dove sapevate di finire: in un grosso scatolone di legno sotto terra, al freddo. Se così fosse, non potete sapere che ci siete, poiché &lt;em&gt;non siete&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, siete riusciti nel vostro intento, finalmente siete davvero liberi, e per questo dovreste essere soddisfatti.&lt;br /&gt;O forse vi renderete conto che era meglio non arrivare a tutto questo e che forse, nonostante la grande sofferenza di questa vita, avreste preferito faticare, pur di essere vivi.&lt;br /&gt;Quel che è certo è che purtroppo ora non potete tornare indietro: inoltre non intendiamo prenderci nessuna responsabilità. Noi abbiamo semplicemente esaudito il vostro desiderio, abbiamo saziato la vostra sete di giustizia, aiutandovi nel miglior modo possibile. Ma la scelta era solo e soltanto vostra. Potete sempre lamentarvi con voi stessi per la vostra ottusità, mancanza di buonsenso e altre cose che non ci riguardano.&lt;br /&gt;Al tempo stesso, potrete dire di avere raggiunto un obiettivo, se lo trovate gratificante. Magari ora vi sentite felici.&lt;br /&gt;Ma nessuno lo saprà mai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-3984073462395911971?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/3984073462395911971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=3984073462395911971&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3984073462395911971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/3984073462395911971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/perfect-suicide-atto-v-conclusioni.html' title='The Perfect Suicide - Atto V: Conclusioni'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8623595737111795117</id><published>2007-11-21T06:39:00.000-08:00</published><updated>2007-11-23T06:44:32.941-08:00</updated><title type='text'>1967-2007: 40th Anniversaries</title><content type='html'>Quest'anno compiono quarant'anni un bel po' di dischi storici. Ho qui selezionato quelli che sento più significativi (soprattutto per me), ma voglio precisare che altri album importanti meritavano di esserci, come "Forever Changes" dei Love, "Goodbye And Hello" di Tim Buckley e "Magical Mystery Tour" dei Beatles. In ogni caso, non perdetevi questa mia &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;top 10 del 1967&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, un anno di svolta per il rock. Buon ascolto a tutti!&lt;br /&gt;(I link sono sui titoli dei dischi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/b85d98"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135304676796196050" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0REZUHW5NI/AAAAAAAAAQ0/-Qbl99BnybA/s200/doors.jpg" border="0" /&gt;The Doors&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Il primo, storico album della grande band americana. Un disco praticamente perfetto, con brani efficaci, riff decisi, strumentazione sapiente e Jim Morrison. Oltre a brani come "Break On Through", "Alabama Song", "Light My Fire" e "The End". Altro da aggiungere? Buon compleanno!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/854b9e"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135305969581352162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0RFkkHW5OI/AAAAAAAAAQ8/Nk-mQwXb8cY/s200/PinkFloyd-album-piperatthegatesofdawn.jpg" border="0" /&gt;Pink Floyd - The Piper At The Gates Of Dawn&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Un esordio da 10 e lode per la rock band inglese più famosa al mondo. Quando ancora era tutto psichedelico, quando c’era ancora quel pazzo di Syd Barrett, quando ancora la fantasia non aveva davvero confini. Un piccolo, grande capolavoro.&lt;br /&gt;Key tracks: "Astronomy Domine", "Mathilda Mother" e "Interstellar Overdrive".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/aaa03e"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135306815689909490" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0RGV0HW5PI/AAAAAAAAARE/OKqtfdb5aSs/s200/sgt+pepper.bmp" border="0" /&gt;The Beatles - Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Uno degli anticipatori del rock progressivo, e caposaldo della psichedelia inglese. Un episodio irripetibile, unico e immortale. I Beatles come non li avete mai visti (intendo oltre ai vestiti di copertina). 40 anni e non sentirli.&lt;br /&gt;Key tracks: "Lucy In The Sky With Diamonds", "Fixing A Hole", "She’s Leaving Home", "When I’m Sixty-Four".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/e1f1ec"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135307077682914562" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0RGlEHW5QI/AAAAAAAAARM/dcN34FLy2dk/s200/TheMoodyBlues-daysoffuturepassed.jpg" border="0" /&gt;The Moody Blues - Days Of Future Passed&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Prendete una esile rock band anni 60 e George Gershwin, mescolate con sapienza e ottenete "Days Of Future Passed", tuttora poco conosciuto dalla maggior parte del pubblico musicale. Una "magnum opus" classica e classicheggiante, con orchestra e tutto quanto. Il finale "Nights In White Satin" riesce sempre a commuovere. Imprescindibile, meraviglioso, una delle più felici scoperte che abbia fatto in questi anni. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/8a8503"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135307356855788818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0RG1UHW5RI/AAAAAAAAARU/ipxicgkM_ZM/s200/velvet+underground+warhol.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://lix.in/8a8503"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;The Velvet Underground And Nico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;I re dell’underground, che 40 anni fa diedero alle stampe un disco unanimemente riconosciuto come uno dei più importanti della storia. Un rock grezzo e completamente fuori dagli schemi, capitanato dal grandissimo Lou Reed, accompagnato dalla voce suadente di Nico. E la mitica copertina di Warhol, che nell’edizione originale si poteva "pelare", per scoprirne una polpa rosa. Puro genio. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/f26f3b"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135307575899120930" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0RHCEHW5SI/AAAAAAAAARc/9n8peN7KLJE/s200/Cream+-+Disraeli+Gears.jpeg" border="0" /&gt;Cream - Disraeli Gears&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Seconda fatica dei Cream, e vero classico del rock blues anni 60, acclamato in tutto il mondo. Ginger Baker, Jack Bruce, Eric Clapton: variegato, mai noioso, da (ri)scoprire nel suo anniversario, che ricorre proprio in questo novembre 2007. Con la celeberrima (e sfruttatissima) "Sunshine Of Your Love".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/2691a5"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135307747697812786" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0RHMEHW5TI/AAAAAAAAARk/kY245J4sHG0/s200/absolutely.jpg" border="0" /&gt;Frank Zappa - Absolutely Free&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;La prima opera "completa" di Zappa, che al suo secondo disco scatena la sua geniale follia, e ci regala un disco da portarsi nella tomba (come tanti altri suoi, a dire la verità: stringetevi e fateceli stare!). Un’esplosione di umorismo e grande musica. Fantastico in tutto e per tutto. Zappa lives!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/405792"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135307928086439234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0RHWkHW5UI/AAAAAAAAARs/QQXUYmV5pSw/s200/beefheart+safe+as+milk.jpg" border="0" /&gt;Captain Beefheart &amp;amp; His Magic Band - Safe As Milk&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Esordio col botto per il Capitan Cuor Di Bue, non ancora consacrato alla sperimentazione, ma già padrone di uno stile alternativo, un’eccentrismo molto galante, e tante idee da sfruttare. Per chi ha sentito (e magari è rimasto deluso) solamente "Trout Mask Replica", perché sappiate che Beefheart non era così in principio. Ma non peggio.&lt;br /&gt;Un classico da fuoriclasse.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/61c370"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135308430597612882" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0RHz0HW5VI/AAAAAAAAAR0/P6jGOXaK20U/s200/jefferson+airplane+surrealistic+pillow.jpg" border="0" /&gt;Jefferson Airplane - Surrealistic Pillow&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Un album difficile da descrivere, osannato dai fan dei Jefferson Airplane, da molti considerato il loro capolavoro. Il rock prima del Rock.&lt;br /&gt;Ottime tracce e una bravissima (e bellissima) Grace Slick, elemento di vivacità assoluta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://lix.in/c08658"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135308671115781474" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0RIB0HW5WI/AAAAAAAAAR8/tHHsrmbCnsk/s200/hendrix+experienced.jpg" border="0" /&gt;Jimi Hendrix - Are You Experienced&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Primo disco della breve (ma intensa) carriera di Jimi Hendrix, uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi. Brani storici come "Purple Haze", "Hey Joe", "Fire" e "Foxey Lady", primi sintomi della grande fama che accompagnerà l’artista per pochi anni, fino alla sua tragica morte. Un disco che non verrà certo dimenticato. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8623595737111795117?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8623595737111795117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8623595737111795117&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8623595737111795117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8623595737111795117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/1967-2007-40th-anniversaries.html' title='1967-2007: 40th Anniversaries'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0REZUHW5NI/AAAAAAAAAQ0/-Qbl99BnybA/s72-c/doors.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-4386211134019229954</id><published>2007-11-20T06:44:00.000-08:00</published><updated>2007-11-20T07:01:52.839-08:00</updated><title type='text'>Art Review - René Magritte</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La Trahison Des Images&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0LzOEHW5GI/AAAAAAAAAP8/tTePjnrk7k4/s1600-h/Trahison+des+Images,+La.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134933948104107106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0LzOEHW5GI/AAAAAAAAAP8/tTePjnrk7k4/s400/Trahison+des+Images,+La.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'Homme Au Chapeau Melon&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134934248751817842" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0LzfkHW5HI/AAAAAAAAAQE/2IA2gqkZHKo/s400/Homme+au+chapeau+melon,+L%27.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Memoire&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134934656773710978" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0Lz3UHW5II/AAAAAAAAAQM/EQOlm7XP8jU/s400/Memoire,+La.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Belle Captive&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134935210824492178" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0L0XkHW5JI/AAAAAAAAAQU/DidIi4lju0I/s400/Belle+captive,+La.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La Reproduction Interdite&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134935919494096034" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0L1A0HW5KI/AAAAAAAAAQc/1LxEYodo2cg/s400/Reproduction+Interdite,+La.jpg" border="0" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La Chambre D'Ecoute&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134936237321675954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0L1TUHW5LI/AAAAAAAAAQk/nAD5FoSaonc/s400/Chambre+d%27ecoute,+La.jpg" border="0" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Les Amants&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134936525084484802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0L1kEHW5MI/AAAAAAAAAQs/npFrxY_e3kE/s400/Amants_2,+Les.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-4386211134019229954?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/4386211134019229954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=4386211134019229954&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4386211134019229954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4386211134019229954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/art-review-ren-magritte.html' title='Art Review - René Magritte'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0LzOEHW5GI/AAAAAAAAAP8/tTePjnrk7k4/s72-c/Trahison+des+Images,+La.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-673852175909172042</id><published>2007-11-18T09:37:00.000-08:00</published><updated>2007-11-18T09:40:33.846-08:00</updated><title type='text'>EP - Genesis: Nursery Cryme</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0B47UHW5FI/AAAAAAAAAP0/z1g3MLsyTTQ/s1600-h/nursery+cryme.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134236535609549906" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0B47UHW5FI/AAAAAAAAAP0/z1g3MLsyTTQ/s200/nursery+cryme.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vi ricordate, quando eravate piccoli, di quei libroni di fiabe e racconti per bambini? Con quella carta ruvida e spessa, le immagini sbiadite e gli angoli ingialliti?&lt;br /&gt;Ascoltando "Nursery Cryme" (1971) si prova la stessa sensazione. Il titolo, basandosi su un gioco di parole (in inglese le "nursery rhyme" sono appunto questo tipo di favole), richiama subito un’atmosfera un po’ infantile e ingenua, ma al tempo stesso inquietante. Questo è l’album più delicato dei Genesis, ma proprio per questo il più spietato, il più "subliminale". Esso stravolge l’idea rassicurante che ci siamo fatti delle fiabe, e ci fa trovare dei significati nascosti anche in quelle che conosciamo.&lt;br /&gt;"Nursery Cryme" contiene delle storie, dei piccoli squarci di fantasia che ci suonano terribilmente familiari. "The Musical Box" si apre con dolcezza (il titolo può essere tradotto come "carillon"), parole sussurrate e note leggere, poi lentamente sale per esplodere in un drammatico riff progressivo; giunge al finale con delle grida disperate e con un testo di grande violenza (ingannato dalla musica trionfale: la chiusura è da manuale, perfetta). Solo questo brano vale tutto il prezzo del biglietto, ma non tergiversiamo.&lt;br /&gt;Segue un pezzo molto disteso e malinconico, "For Absent Friends". Terzo brano: The Return Of The Giant Hogweed", un’altra sorta di favola "arborea", molto più rockeggiante degli altri pezzi, e uno degli apici di questo disco. Poi di nuovo una traccia leggera, "Seven Stones", dove le storie ci sono raccontate direttamente da un anziano signore, sempre personificato da Gabriel. Poi "Harold The Barrel, il racconto della fuga di un famoso proprietario di un ristorante. Anche qui il cantante rende totalmente versatile la sua voce, e impersona un inviato, dei paesani, Harold e la moglie. Il tutto in 3 minuti, freneticamente e con una fantasia inarrivabile. L’elemento che poi consacrerà i Genesis nell’Olimpo del prog. Altro breve pezzo, "Harlequin", e il finale "The Fountain Of Salmacis", una storia mitologica.&lt;br /&gt;Va precisato che la cosa che rende unico questo disco è lo stile ancora poco consolidato della band, che si definirà molto di più nel successivo "Foxtrot". In effetti, forse "Nursery Cryme" non è il loro miglior disco, ma spesso viene ingiustamente snobbato, mentre l’opera è degnissima e, anzi, emozionante a livelli inaspettati. Ma soprattutto, dei Genesis così "delicati" e permalosi non li vedrete mai più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,8/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-673852175909172042?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/673852175909172042/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=673852175909172042&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/673852175909172042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/673852175909172042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/ep-genesis-nursery-cryme.html' title='EP - Genesis: Nursery Cryme'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R0B47UHW5FI/AAAAAAAAAP0/z1g3MLsyTTQ/s72-c/nursery+cryme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-2709169698114685655</id><published>2007-11-15T13:10:00.000-08:00</published><updated>2007-11-15T13:14:35.213-08:00</updated><title type='text'>The Perfect Suicide - Atto IV: Come</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;color:#ff0000;"&gt;Intendo ribadire l'unica e assoluta funzione narrativa del testo che segue, ad alto contenuto cinico e pessimista. "Don't try this at home", per farla breve.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci al capitolo più perverso, più inumano e raccapricciante di tutti. Il tema non è certo dei più allegri, ma leggere ciò che segue renderà il tutto ancora più drammatico. Ma vedrete che, una volta presa la decisione più adatta, sarà una vera passeggiata, un brevissimo attimo di tremore, e poi nulla.&lt;br /&gt;In alcune modalità può essere sottinteso il luogo di attuazione, oppure può essere deciso personalmente. Altre circostanze permettono invece un solo luogo possibile, e solo determinati oggetti tesi a svolgere questo compito. Le opzioni contrassegnate da uno o più asterischi sono di difficile attuazione per vari motivi (ma per questo anche più interessanti).&lt;br /&gt;Ecco alcuni consigli utili:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spararsi;&lt;br /&gt;Appendersi ai cavi dell’alta tensione;&lt;br /&gt;Tagliarsi violentemente le vene;&lt;br /&gt;Iniettarsi un litro di eroina (se si fa in tempo);&lt;br /&gt;Leccare inchiostro fresco sino allo "sfinimento";&lt;br /&gt;Infilare il phon acceso nella vasca da bagno;&lt;br /&gt;Rompere un lago ghiacciato, legati da robuste funi, e aspettare il corso degli eventi *;&lt;br /&gt;Infiltrarsi di notte in uno zoo, nella gabbia dell’animale (carnivoro) più feroce **;&lt;br /&gt;Tagliarsi in piccoli pezzetti con forbici affilate ***;&lt;br /&gt;Ingoiare un petardo acceso;&lt;br /&gt;Digiunare fino al naturale decesso ***;&lt;br /&gt;Salire un rilievo montuoso e lanciarsi ad alta quota (senza paracadute) *;&lt;br /&gt;Accendere la macchina e chiudersi nel garage (/infilarsi in bocca il tubo di scappamento **);&lt;br /&gt;Lanciarsi sotto un camion in corsa;&lt;br /&gt;Impiccarsi;&lt;br /&gt;Ingerire veleno per topi o altra sostanza altamente tossica (variazione: a effetto non immediato, dopodiché recarsi nel luogo desiderato);&lt;br /&gt;Buttarsi contro una motosega accesa, montata su un supporto stabile ***;&lt;br /&gt;Accendere un grande falò e lanciarvisi nel mezzo;&lt;br /&gt;Mettere un braccio nel frullatore **;&lt;br /&gt;Tagliarsi con l’affettatrice (posizione a discrezione) **;&lt;br /&gt;Chiudersi nella "Vergine di Norimberga" al museo medievale (/altre torture del tempo) ***;&lt;br /&gt;Tapparsi gli orifizi respiratori con materiale isolante *;&lt;br /&gt;Lanciarsi da un grattacielo (o edificio sufficientemente alto: è possibile scegliere un particolare luogo);&lt;br /&gt;Mangiare, mangiare e mangiare, senza fermarsi mai (e senza bere) **;&lt;br /&gt;Carbonizzarsi con una lampada abbronzante **;&lt;br /&gt;Colpirsi con un coltello (o altro oggetto contundente) in una zona vitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste sono solo poche possibilità rispetto alle centinaia che possono effettivamente scaturire da una mente determinata ad attuare il proprio intento. La necessità aguzza l’ingegno, come si suol dire.&lt;br /&gt;La conciliazione di più tecniche avviene quando non si è particolarmente sicuri di ottenere il risultato sperato. Ma è sempre meglio eleggere una sola opzione, per non renderlo un atto davvero esagerato.&lt;br /&gt;E qui si conclude la parte teorica del tutto. Ora non vi resta che attuare il vostro coraggioso destino. Buon suicidio a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-2709169698114685655?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/2709169698114685655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=2709169698114685655&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2709169698114685655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2709169698114685655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/perfect-suicide-atto-iv-come.html' title='The Perfect Suicide - Atto IV: Come'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-813654751575192839</id><published>2007-11-12T14:27:00.000-08:00</published><updated>2007-11-12T14:33:47.897-08:00</updated><title type='text'>EP - Premiata Forneria Marconi: Per Un Amico</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RzjUd3DTYDI/AAAAAAAAAPk/KwEaUw2hK3I/s1600-h/per_un_amico-1a.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132085384847777842" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RzjUd3DTYDI/AAAAAAAAAPk/KwEaUw2hK3I/s200/per_un_amico-1a.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’Italia anni 70 è costellata di centinaia di dischi rock, e dovrebbe andarne fiera. Andando di lungo nella scoperta di nuovi gruppi (molti dei quali hanno alle spalle un solo lavoro) è anche molto facile perdersi, passando attraverso alcune schifezzuole e veri e propri gioielli sconosciuti.&lt;br /&gt;Restano però, di fatto, quelli che sono i capisaldi di questo vasto genere: i gruppi che sicuramente hanno avuto più largo successo sono il Banco e, in misura ancora maggiore, la Premiata Forneria Marconi (PFM). Questi ultimi, ridendo e scherzando, sono in attività dal 1972 a oggi, e hanno quindi 35 anni di dischi sulle spalle, fra pause varie e sintomi di vecchiaia.&lt;br /&gt;In Italia, il loro disco più conosciuto rimarrà quello d’esordio, "Storia Di Un Minuto", quello che ha portato la rivoluzione inglese nel nostro paese. In quanto all’estero, forse l’ellepì più apprezzato è quello che vado a presentarvi, "Per Un Amico", dello stesso anno.&lt;br /&gt;Nonostante resti un’ardua scelta capire quale dei due sia "migliore", trovandoci già ad un elevatissimo livello di creatività, mi sento più in bisogno di rendere noto questo, che sicuramente è meno conosciuto. Premettendo dunque che il precedente conteneva brani come "Impressioni di settembre", "E’ festa" e "La carrozza di Hans", andiamo adesso a scoprire i 5 pezzi di questa seconda fatica.&lt;br /&gt;Il disco si apre con "Appena un po’", che ancora oggi riesce a farmi venire la pelle d’oca dai primi pizzichi di chitarra; il tutto condito con sapienti riff flautistici (Mauro Pagani, nientemeno) e le mitiche tastiere.&lt;br /&gt;Dopo questo inizio da brivido, abbiamo l’esplosione creativa e strumentale della PFM. Un brano così non lo vedremo forse mai più: "Generale" è un pezzo perfetto, con una tempistica da paura, nessuna nota di riempimento, tutto calibrato per stare dentro quei quattro minuti. Il capolavoro nel capolavoro.&lt;br /&gt;Il pezzo centrale (title track) dà un tono più disteso al disco, dando spazio anche ai testi. Purtroppo questo è l’aspetto più deludente del gruppo, che a mio parere non è mai stato eccellente con le parole. Ma a chi importa, quando tutto intorno c’è una musica così?&lt;br /&gt;Segue poi "Il Banchetto", un immaginario ritrovo fra "sua maestà" e i fedeli servitori (il poeta, l’assassino, sua santità): nel bel mezzo della traccia, abbiamo una fase sperimentale, fatta di silenzi e leggeri richiami ai King Crimson, ispiratori della band, per poi riprendere sul tema principale.&lt;br /&gt;Per finire "Geranio", forse il brano meno bello dell’opera, ma che di certo non guasta. In fondo, anche l’esordio aveva dei piccoli difettucci, su cui si può tranquillamente passare sopra.&lt;br /&gt;In sostanza, la PFM ha sfornato diversi buoni lavori, ma non molti avranno l’onore di rimanere nella storia. "Per Un Amico" avrà il posto assicurato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,9/5&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-813654751575192839?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/813654751575192839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=813654751575192839&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/813654751575192839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/813654751575192839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/ep-premiata-forneria-marconi-per-un.html' title='EP - Premiata Forneria Marconi: Per Un Amico'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RzjUd3DTYDI/AAAAAAAAAPk/KwEaUw2hK3I/s72-c/per_un_amico-1a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7472705889195868450</id><published>2007-11-11T08:42:00.000-08:00</published><updated>2007-11-11T12:30:39.787-08:00</updated><title type='text'>Invito alla lettura - "I Fiori Del Male" di Charles Baudelaire</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RzcxWXDTYCI/AAAAAAAAAPc/QwZSjuVSHN0/s1600-h/fleurs+du+mal.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5131624560626720802" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RzcxWXDTYCI/AAAAAAAAAPc/QwZSjuVSHN0/s200/fleurs+du+mal.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per leggere Baudelaire si ha bisogno di alcuni ingredienti: una buona dose di pazienza, un grado non indifferente di sopportazione della rima incatenata (ABAB), un lieve gusto per il sonetto (genere frequente nel suo stile) e una conoscenza del francese poco più che basilare. Ma ciò a cui i tradizionalisti faranno fatica ad abituarsi, o addirittura non ci riusciranno, sono i temi trattati: se andate infatti cercando la poesia romantica di metà Ottocento, come Leopardi o altra (rispettabilissima) roba del genere, "I Fiori Del Male" non è affatto per voi.&lt;br /&gt;Il carattere rivoluzionario e anticonformista di Baudelaire prende infatti forma concreta in questa grande raccolta di poesie, apparentemente senza un ordine preciso, divisa in sezioni: la prima è "Spleen E Ideale", la più longeva, che tratta argomenti di varia natura, a cominciare dalla crisi del poeta, schernito dal popolo che non lo comprende e lo emargina; ma nonostante questo egli riesce a mantenere la dignità, appunto attraverso la poesia stessa, che lo eleva spiritualmente (&lt;em&gt;"Bénédiction", "L’Albatros", "Correspondances"&lt;/em&gt;); un altro tema molto presente è l’amore, che viene però interpretato come un sentimento fuggitivo, di breve durata, e quasi sempre carnale, ancorato al piacere terreno ("&lt;em&gt;Hymne A La Beauté", "Parfum Exotique", "La Chevelure", "Le Flambeau Vivant&lt;/em&gt;"); l’aspetto meno digeribile è quello macabro, forse il tema più discusso nella poesia baudelairiana ("Une Charogne", "A Une Madone").&lt;br /&gt;La seconda parte è, a mio parere, una delle più belle, quella più attinente alla poesia descrittiva, dei paesaggi e dell’amore. "Quadri Parigini" ci offre splendidi componimenti quali "&lt;em&gt;Paysage&lt;/em&gt;", "&lt;em&gt;A Une Passante&lt;/em&gt;" e "&lt;em&gt;Le Crépuscule Du Soir&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Le parti successive sono molto più brevi: "Il Vino" conta 5 poesie, "I Fiori Del Male" ne ha 9 (che riprendono pensieri macabri e di morte), "Rivolta" solo 3. Per finire, l’ultima parte è "La Morte": racconti di viaggio, di quel viaggio da cui non si torna. Un viaggio che però non spaventa, perché ci porta verso il &lt;em&gt;nuovo&lt;/em&gt;, ciò che ci è ignoto.&lt;br /&gt;Per capire il pensiero di Baudelaire, ahimé, vi è necessario leggere l’intera raccolta; se anche vi trovate già a metà, mancano ancora molti aspetti della sua intricata poetica che incontrerete successivamente. Se però intendete lo stesso farvi un’idea, vi basta leggere le poesie sotto il nome di "&lt;em&gt;Spleen&lt;/em&gt;" (4), che racchiudono gran parte dell’angoscia e del male di vivere dell’autore.&lt;br /&gt;Per me uno dei migliori poeti mai esistiti, che mi ha ispirato ancora prima di conoscerlo e leggerlo. Di certo non sarà una perdita di tempo e giunti in fondo, forse, mi direte anche grazie.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;PS: la conoscenza del francese è necessaria poiché è necessario leggere il tutto in lingua originale. Il motivo è molto semplice: in italiano le poesie straniere perdono completamente di significato (essendo le traduzioni poco fedeli), oltre che la struttura stessa dei componimenti. Datemi retta, è meglio anche per voi. Dizionario alla mano e via. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;Ed. consigliata: Universale Economica Newton, a cura di Massimo Colesanti. (Euro 6)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7472705889195868450?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7472705889195868450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7472705889195868450&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7472705889195868450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7472705889195868450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/invito-alla-lettura-i-fiori-del-male-di.html' title='Invito alla lettura - &quot;I Fiori Del Male&quot; di Charles Baudelaire'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RzcxWXDTYCI/AAAAAAAAAPc/QwZSjuVSHN0/s72-c/fleurs+du+mal.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-587508985259700796</id><published>2007-11-09T12:55:00.000-08:00</published><updated>2007-11-09T12:56:15.164-08:00</updated><title type='text'>Una frase</title><content type='html'>Oggi, non avendo voglia di scrivere, ho pensato di pubblicare una frase sola, anche se ammetto che, nonostante non siate abituati a testi troppo lunghi, in particolare sul mio blog, forse potrebbe risultare un po’ poco a coloro che, andando in giro per la rete, sperano di trovare testi esaurienti e, accidentalmente, si ritrovano davanti una frase sola, mettiamo anche scritta bene, ma pur sempre una, creando quindi una sorta di insoddisfazione, nonché la consapevolezza di aver perso del tempo credendo di avere a che fare con siti seri, piuttosto che con vari spazi di pensiero personale, quali sono poi in generale i blog, che negli ultimi anni sembrano svilupparsi sempre di più, e in gran misura anche in Italia, nonostante poca gente sia davvero interessata a testi e pensieri che di solito possono essere un passatempo solo per chi conosce bene l’autore, mentre gli altri di certo non si soffermano più di tanto e saltano direttamente a Wikipedia, il sito che ritengono più utile e innovativo in tutta la rete, che sempre più viene affollata da mezze opere mai portate a termine, come siti sempre in cantiere o spazi pieni di foto insulse o blog interessanti ma non pubblicizzati, i quali di certo non possono essere scoperti se non per caso da chi, nella vita di ogni giorno, dedica gran parte del suo tempo al computer, magari per lavoro, o solo perché non ha molto di meglio da fare, cosa fra l’altro consueta, se consideriamo delle recenti statistiche che ci permettono di capire che il pc è sempre più solamente un mezzo di svago e sempre meno di lavoro, il tutto anche condito da questo maledetto "msn", il programma più in voga fra i giovani d’oggi, che preferiscono di più esso alle tradizionali telefonate o al vedersi fra amici, cosa che accade solo nel caso si debba fare shopping in centro, dove è necessario passare davanti alle vetrine e commentare i vestiti più orridi o i manichini più realistici, che assomigliano spaventosamente all’essere umano di oggi, schiavo di tendenze, style e vintage wear, robe che vent’anni fa le generazioni addietro, sicuramente più semplicistiche delle attuali, non si sarebbero neanche, e fortunatamente, sognate, non essendocene poi il bisogno effettivo, concetto che oramai ha perso ogni connotazione, visto il totale disinteresse per gli oggetti utili, sostituiti dagli "usa e getta" o i totalmente inutili, e sappiamo bene che questo discorso potrebbe andare avanti fino all’infinito, ma voglio anche avere pietà della poca pazienza dell’italiano medio, che ad oggi non è ancora riuscito a trovare un minuscolo, insignificante ritaglio di tempo, nemmeno per leggere una frase.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-587508985259700796?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/587508985259700796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=587508985259700796&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/587508985259700796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/587508985259700796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/una-frase.html' title='Una frase'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-4788076394180416623</id><published>2007-11-07T06:36:00.000-08:00</published><updated>2007-11-07T06:44:15.137-08:00</updated><title type='text'>La voce della libertà</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RzHN6PtShWI/AAAAAAAAAPU/gWGC_FnyqLk/s1600-h/Enzo_biagi.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130107851084301666" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RzHN6PtShWI/AAAAAAAAAPU/gWGC_FnyqLk/s320/Enzo_biagi.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Buonasera, scusate se sono un po' commosso, e magari si vede. C'è stato qualche inconveniente tecnico e l'intervallo è durato cinque anni. C'eravamo persi di vista, c'era attorno a me la nebbia della politica e qualcuno ci soffiava dentro. Vi confesso che sono molto felice di ritrovarvi. Dall'ultima volta che ci siamo visti sono accadute molte cose e per fortuna qualcuna è anche finita. Ci sono momenti in cui si ha il dovere di non piacere a qualcuno, e noi non siamo piaciuti."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Dal programma RT – Rotocalco Televisivo, 22 aprile 2007 (Aprendo la prima puntata della trasmissione dopo 5 anni di assenza dalla televisione).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un saluto, una lacrima, un grazie. &lt;strong&gt;Enzo Biagi&lt;/strong&gt; ci lascia, ma non ci abbandona. Lascerà un ricordo indelebile nella nostra Italia, ancora privata della vera libertà d’espressione. Che egli possa essere d’esempio per le generazioni di giornalisti a venire, perché non diventino strumenti dell’ipocrisia, ma uomini responsabili e desiderosi di giustizia. Riposa in pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/P-g1hR0kGko" width="425" height="355" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;Grazie a tetsuo1980 per il video&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-4788076394180416623?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/4788076394180416623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=4788076394180416623&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4788076394180416623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4788076394180416623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/la-voce-della-libert.html' title='La voce della libertà'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RzHN6PtShWI/AAAAAAAAAPU/gWGC_FnyqLk/s72-c/Enzo_biagi.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8828204092877567596</id><published>2007-11-05T08:46:00.000-08:00</published><updated>2007-11-05T09:14:39.747-08:00</updated><title type='text'>Art Review - Salvador Dalì</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Dream Caused By The Flight Of A Bumblebee Around A Pomegranate A Second Before Awakening (1944)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129404047678407970" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Ry9NzftShSI/AAAAAAAAAO0/C6l2b-4mnLI/s400/Dreaming+One+Second+before+Waking.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;The Temptation Of Saint Anthony (1946)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129404593139254578" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Ry9OTPtShTI/AAAAAAAAAO8/NjPbEzyYacw/s400/Dali,Salvador+-+Temptation+of+Saint+Anthony.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Swans Reflecting Elephants (1937)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129401797115544802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Ry9LwftShOI/AAAAAAAAAOY/NBjcQp2nEVM/s400/swans+reflecting+elephants+wallpaper.bmp" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Geopoliticus Child Watching the Birth of the New Man (1943)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129404919556769090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Ry9OmPtShUI/AAAAAAAAAPE/UkRSmnMQ4jw/s400/geopoliticus+big.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;The Persistence Of Memory (1931)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129401024021431506" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Ry9LDftShNI/AAAAAAAAAOQ/KJ7F7YqjNNA/s400/dali,+salvador+~+the+persistence+of+memory,+1931,+oil+on+canvas+the+museum+of+modern+art,+new+york.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Exploding Raphaelesque Head (1951)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129402449950573810" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Ry9MWftShPI/AAAAAAAAAOg/BNXqNjhZJJs/s400/raphaelesque.bmp" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;The Discovery Of America By Cristopher Columbus (1959)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129402909512074498" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Ry9MxPtShQI/AAAAAAAAAOo/tJtx1dbnGkY/s400/Salvador+Dali+-+columbus.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8828204092877567596?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8828204092877567596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8828204092877567596&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8828204092877567596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8828204092877567596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/art-review-salvador-dal.html' title='Art Review - Salvador Dalì'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Ry9NzftShSI/AAAAAAAAAO0/C6l2b-4mnLI/s72-c/Dreaming+One+Second+before+Waking.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7184032625165908601</id><published>2007-11-03T02:39:00.000-07:00</published><updated>2007-11-03T02:43:08.549-07:00</updated><title type='text'>EP - Metallica: Master Of Puppets</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RyxCZPtShKI/AAAAAAAAAN4/vwliEJ690jo/s1600-h/Master+of+puppets.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5128547077148804258" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RyxCZPtShKI/AAAAAAAAAN4/vwliEJ690jo/s200/Master+of+puppets.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Qui stiamo risalendo alla genesi. Perché dovete sapere che non ho vissuto sempre e solo di questo tanto discusso rock progressivo. No. Molto prima c’è stato il metal, una fase in cui quasi tutti (verso le scuole medie) cadono. E’ il momento in cui devi scaricare una rabbia che tecnicamente non hai, dove ti vuoi sentire grande, e dove elimini la tua passività musicale (cioè "ascolto quello che mi passa la radio"). E il classico approccio con questo genere sono due gruppi, gli Iron Maiden e i Metallica. Se restringiamo il cerchio, ci rendiamo conto che gli Iron sono molto meno heavy del Thrash Metal dei secondi. Perciò sicuramente si andrà a parare su "Master Of Puppets" (1986), quello che ancora oggi considero il mio disco metal preferito. Il più cattivo, quello scritto meglio, quello dove niente guasta. Un momento di sano rumore (ma con intelligenza) a cui non si può rinunciare, ogni tanto.&lt;br /&gt;Oltre alla storica title track, non potete assolutamente perdervi "Welcome Home" e "Orion" (un pezzo strumentale molto meno conosciuto), il mio brano preferito di questo splendido capolavoro. Difficilmente troverete un altro album del genere fra le pagine del mio blog, poiché per me questo è il meglio che possiate pretendere. Approfittatene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 5/5&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7184032625165908601?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7184032625165908601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7184032625165908601&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7184032625165908601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7184032625165908601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/ep-metallica-master-of-puppets.html' title='EP - Metallica: Master Of Puppets'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RyxCZPtShKI/AAAAAAAAAN4/vwliEJ690jo/s72-c/Master+of+puppets.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-6419493894366279047</id><published>2007-11-01T02:57:00.000-07:00</published><updated>2007-11-01T02:58:08.958-07:00</updated><title type='text'>Racconto di Halloween</title><content type='html'>Non aveva senso leggere "Siddharta". Lo faceva soltanto per sentirsi uno di cultura, uno diverso dalla gente comune, ma in realtà non ci capiva niente, e anche se l’avesse capito di sicuro non gli sarebbe stato di nessuna utilità. Inoltre si annoiava a morte: non che avesse di meglio da fare, ma sicuramente poteva evitare di buttar via così le sue giornate.&lt;br /&gt;Fatto sta che quella sera si era fermato un po’ prima delle solite 20 pagine e aveva deciso di chiuderla lì. Buttò svogliatamente il libro sul divano e si infilò le ciabatte. Decise di bersi un buon bicchiere di Martini extra-dry e infilarsi nel letto, quel letto che profumava ancora di Chanel 5. Forse l’unica cosa che gli aveva lasciato prima di andarsene. Quella stronza, pensava sempre e solo a lei.&lt;br /&gt;Proprio mentre ci pensava, si accorse di un pacchetto di Marlboro sul mobile nell’ingresso. Non ci aveva mai fatto caso, doveva averlo lasciato lì nella fretta di partire. Ma possibile che fosse stato lì per più di tre mesi? Evitò di pensarci troppo, anzi proprio non si preoccupò minimamente. Proseguì verso la cucina e aprì il frigorifero. Cassetto di destra, di fianco al latte. Vuota. Era convinto che ne fosse avanzato dall’ultima volta. E questo già lo allarmò di più.&lt;br /&gt;Niente Martini. Niente festa.&lt;br /&gt;Innervosito, tornò indietro e si diresse verso le scale che portavano alla zona notte. Ma prima di mettere il piede sul primo gradino, si fermò, quasi a contemplare qualcosa. In realtà era tutto normale, se non per un sinistro scricchiolìo proveniente da un luogo poco distante non meglio identificato. Stette fermo per qualche altro istante, e sentì che il rumore si affievoliva. Magari gli fischiavano le orecchie e gli era parso… no. Di nuovo quel 'cric' sinistro, questa volta più forte, ma non più vicino. Per un attimo suppose fosse il gatto, ma subito si ricordò che se n’era andato con quella stronza.&lt;br /&gt;Non era un fifone, per nulla, ma quel suono lo aveva colto alla sprovvista. E si sorprese a tremare un pochino. Le dita si muovevano autonomamente, come mosse da una pulsazione. Decise di fare il primo passo, ma un breve tonfo a distanza lo fece indietreggiare. I nervi lo avevano assalito completamente, e una leggera goccia di sudore gli calò lungo la tempia. Perché non c’era più neanche un sorso di quel fottuto Martini?&lt;br /&gt;In preda all’incertezza, salì velocemente tre gradini. Altro tonfo, più leggero, ma ancora più spaventoso. Ora anche le gambe avevano preso a tremare. Con un gesto molto lento, andò a posare l’indice sull’interruttore adiacente il corrimano, che accendeva la luce del soggiorno. Ancora più lentamente, si voltò e rifece i gradini all’ingiù, guardando dritto a sé. Voleva tornare in cucina, non si sentiva molto bene.&lt;br /&gt;Anzi gli si era aperta una voragine nello stomaco, e aveva bisogno di chiuderla. Con qualsiasi cosa.&lt;br /&gt;Un tonfo. E un altro. Come impazzito, scattò a passi svelti verso la porta del tinello, e vide la finestra aperta. Accese la luce, e la spense di nuovo.&lt;br /&gt;Quella stronza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-6419493894366279047?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/6419493894366279047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=6419493894366279047&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6419493894366279047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/6419493894366279047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/11/racconto-di-halloween.html' title='Racconto di Halloween'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-9161684188417230481</id><published>2007-10-30T09:25:00.000-07:00</published><updated>2007-10-30T09:28:53.691-07:00</updated><title type='text'>EP - Mike Oldfield: Tubular Bells</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RydbYvtShJI/AAAAAAAAANw/A5lW8hKDgkY/s1600-h/tubular_bells.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127167181466010770" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RydbYvtShJI/AAAAAAAAANw/A5lW8hKDgkY/s200/tubular_bells.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da tempo immemore mi ero ripromesso di non fare mai una recensione di questo disco, e ci sono sempre riuscito, semplicemente perché non mi ritenevo fisicamente in grado di descriverlo in modo chiaro ed esauriente. Perciò la mia scelta resta questa, e cercherò di non rendere queste righe una vera e propria "recensione". Siate compassionevoli, userò parole molto semplici, ma che mi vengono dal profondo, in tutta sincerità.&lt;br /&gt;Stranamente, questo album mi ha introdotto nell’insana passione che tuttora ho per la musica. Non si tratta di rock, né di prog, né di pop, ma la sua funzione è stata molto più generale. Di fatto, "Tubular Bells" (1973) mi ha fatto entrare nel mondo della &lt;strong&gt;buona musica&lt;/strong&gt;, della Musica con la M maiuscola, della musica degna di nota. Rovistavo fra i cd di mio padre, la cui cultura musicale si estende poco oltre i Pink Floyd (il mio approccio primordiale è stato "Wish you were here"), e in mezzo ai cd dei REM e dei Dire Straits mi colpì un cd che non sapevo fosse in suo possesso. La copertina non mi era nuova, l’avevo già vista in giro, ma solo in rari casi. Il fatto che fosse così particolare in mezzo agli altri dischi mi spinse immediatamente a portarmelo in camera. Lo lasciai lì un paio di giorni e poi lo misi nello stereo.&lt;br /&gt;E vi giuro, potesse cascarmi il mondo in testa, &lt;strong&gt;la mia vita è totalmente cambiata&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Fino a quel momento non avevo mai, e dico mai, ascoltato un’opera così perfettamente articolata, così studiata e polistrumentale come "Tubular Bells". Oltre alla divisione in due brani da circa 25 minuti, mi colpì il fatto che questo Mike Oldfield non suonava solo la chitarra, ma tantissimi altri strumenti. E soprattutto, aveva composto questo ben di Dio per conto suo, da giovanissimo.&lt;br /&gt;A me sembra ancora incredibile che nessun suono contenuto in questo disco sia fuori posto. E’ tutto millimetricamente misurato e coèso: ad una sezione ne segue una esattamente complementare e insensata senza la precedente. Per non parlare dell’accostamento degli strumenti: basta ascoltare circa a 7 minuti dalla seconda parte, dove si uniscono i suoni vocali e di mandolini, in una melodia celestiale.&lt;br /&gt;"Tubular Bells" è inquietante, rilassante, violento e "ambient": varia continuamente, senza mai stancare, lasciando sempre l’impressione di non averne ascoltato un pezzo, e di doverlo riapprofondire, per capire come mai Oldfield ha voluto quel suono in quell’esatto momento. Fra l’altro questa per me resta la sua opera più matura, più consapevole, nonostante sia seguita da altri dischi molto belli (ma altri molto scadenti).&lt;br /&gt;Dopo questo sfogo poco informativo, posso solo dirvi che per capire cosa intendo è necessario ascoltarlo, non c’è altra soluzione, poiché le mie parole non saranno mai abbastanza adeguate, quanto il mio voto, che lascerò vuoto. Questo è uno dei pochi cd che riesce ancora ad affascinarmi, a prendermi, a commuovermi, a farmi emozionare in modo totale.&lt;br /&gt;PS: se mi chiedete 5 dischi da portarmi su quella cavolo di isolaccia deserta (dove tuttora mi auguro di non finire), potrò rispondervi con sicurezza su un solo disco. Indovinate quale…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: -&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-9161684188417230481?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/9161684188417230481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=9161684188417230481&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/9161684188417230481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/9161684188417230481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/ep-mike-oldfield-tubular-bells.html' title='EP - Mike Oldfield: Tubular Bells'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RydbYvtShJI/AAAAAAAAANw/A5lW8hKDgkY/s72-c/tubular_bells.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-988779866319263001</id><published>2007-10-28T02:54:00.000-07:00</published><updated>2007-10-28T02:56:34.882-07:00</updated><title type='text'>The Perfect Suicide - Atto III: Dove e Quando</title><content type='html'>Normalmente, a questo punto, dovreste cominciare a sentire qualche tremore: è normale, tutto calcolato. In fondo, non è una cosa che capita tutti i giorni. Ma ora è il momento di pensare alle modalità generali dell’evento, ovvero il luogo dove lascerete il vostro cadavere e il momento della giornata in cui questo avverrà.&lt;br /&gt;Partiamo dalla giornata. Il dilemma è: durante la settimana o di domenica? Oppure un giorno particolare, tipo Natale, Pasqua… Beh, diciamo che dipende un po’ anche dalle precedenti circostanze. Mettiamo che la vostra ragazza vi abbia lasciato, e vi siate abbandonati a questa decisione: chiaramente questo avverrà al più presto possibile, perché la vostra sofferenza non vi permette di attendere oltre, perciò un giorno varrà l’altro.&lt;br /&gt;Se invece i motivi sono altri, il consiglio migliore che si può dare è di farlo inaspettatamente, magari in un periodo dove agli altri sembra che tutto vada perfettamente, o vi vedono fintamente soddisfatti. Pensare che nel frattempo state covando l’inenarrabile sarà davvero uno shock, in seguito.&lt;br /&gt;E non pensiate che il momento più adatto sia la notte: il tutto diventa ancora più sconvolgente se sarà un centinaio di gente ad accorgersene durante le ore diurne. E credetemi, la difficoltà del procedimento è la stessa (quasi nulla), è solo questione di timidezza o pudore.&lt;br /&gt;Passiamo ora al luogo predestinato. Le scelte sono due: o in casa, o altrove. Se optaste per la prima, sarà solo perché volete (nel subconscio) far sentire in colpa i vostri genitori. Uccidervi in casa sarebbe come dire loro: "Guardate come mi sono ridotto a stare dentro questo schifo! Ed è tutta colpa vostra!". Forse una delle scelte più crudeli che possiate intraprendere. Ma nella maggior parte dei casi si decide di non dare la colpa a nessuno della vostra scelta, proprio perché in particolare non ce l’ha nessuno. Se vogliamo trovare un responsabile, quello siete voi.&lt;br /&gt;Se volete far sapere al mondo che avete lasciato questo pianeta (e ne andate fieri), la cosa migliore è uscire allo scoperto, magari in un posto dove non vi troveranno subito, ma anche in un luogo dove la gente se ne accorgerà immediatamente. Immaginate lo sgomento nel vedere un suicida nella piazza principale della vostra città. Che delizioso e tremendo pensiero starà nascendo nella vostra mente! Suppongo che buona parte di voi "suicidandi" si sia convinto che sarà proprio così.&lt;br /&gt;Se poi andate ancora a scuola, quello per voi sarà il massimo: una rivolta generale degli studenti, che se la prenderanno col sistema scolastico e con tutti i professori per ciò che è accaduto. Vi sarà poi una cerimonia commemorativa, con un discorso chilometrico della preside, che piangerà come una fontana (ma ovviamente coglierà l’occasione per ribadire l’esigenza della disciplina e dell’educazione negli istituti).&lt;br /&gt;Se siete indecisi, e non sapete proprio quale sia la scelta adatta a voi, non preoccupatevi. Il momento e il luogo possono essere scelti anche successivamente alla causale, all’effettiva causa del vostro decesso, che seguirà nel prossimo capitolo, forse il più estremo, quello che davvero vi farà venire la pelle d’oca per l’eccitazione. Un infinito numero di possibili suicidii vi si presenterà agli occhi, tanto che avrete il desiderio di poterne conciliare più di uno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-988779866319263001?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/988779866319263001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=988779866319263001&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/988779866319263001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/988779866319263001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/perfect-suicide-atto-iii-dove-e-quando.html' title='The Perfect Suicide - Atto III: Dove e Quando'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-5232106015794855182</id><published>2007-10-26T10:09:00.000-07:00</published><updated>2007-10-26T10:11:46.566-07:00</updated><title type='text'>EP - Emerson, Lake &amp; Palmer: Trilogy</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RyIft_tShII/AAAAAAAAANo/BfU_bUvTwco/s1600-h/ELP_Trilogy.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125694200957011074" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RyIft_tShII/AAAAAAAAANo/BfU_bUvTwco/s200/ELP_Trilogy.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Stranamente, quando ci troviamo a pensare a Emerson, Lake &amp;amp; Palmer, ci vengono in mente soprattutto album come "Tarkus" o "Brain Salad Surgery": forse per le loro copertine appariscenti e interessanti, forse perché entrambi contengono due colossali suite ("Tarkus" – 20:35, "Karn Evil 9" – 29:38), o semplicemente perché sono più famosi. Fatto sta che il mio intento è di riportare alla luce un album tuttora poco diffuso fra gli amanti del prog, che forse non si sono mai resi conto di che genere di lavoro sia "Trilogy" (1972), a mio parere il picco assoluto della carriera dei tre alfieri anni 70.&lt;br /&gt;Prendiamo i primi tre brani, strettamente collegati fra loro: la prima parte di "The Endless Enigma" ha un incipit molto misterioso, fatto di silenzi interrotti da pestate sul pianoforte; poi comincia a prendere ritmo, si ferma nuovamente in una melodia dolce e successivamente trionfale. Abbiamo poi un intermezzo fenomenale di Keith Emerson, che col pianoforte (badate bene, non con la "tastiera"), ci mette insieme una fuga meravigliosa, che riapre poi la seconda parte del primo brano. Ecco, già solo queste 3 tracce mi fanno gridare al miracolo! Folgoranti, senza divagazioni, e impressionanti dal punto di vista tecnico. Ma non è finita qui: seguono "From The Beginning", brano rilassato per distendere un po’ le acque, e un altro piccolo gioiello, "The Sheriff", che ai nostalgici ricorda vagamente "Jeremy Bender" dell’LP precedente in studio. La conclusione del pezzo, anche in questo caso, spetta al grande tastierista, che con un effetto sonoro da saloon, si lancia in un folle assolo. Bavetta alla bocca.&lt;br /&gt;Non vi basta? Allora non esitate, e procedete con "Hoedown", un meraviglioso brano strumentale, indimenticabile, fra citazioni e ritmi serrati (dal vivo è ancora più rapida!). E non è ancora finita, anzi proprio ora arriva il meglio, l’omonima suite "Trilogy", un crescendo di emozioni puramente progressive. È qui che il disco raggiunge il sicuro verdetto, un 5 pieno a tutti gli effetti. Poco importano brani minori (minori…) come gli ultimi due, "Living Sin" e "Abaddon’s Bolero" (fra l’altro, interessante esercizio di stile tutto "raveliano"), se pima abbiamo avuto l’occasione di sentire fra i pezzi più belli che ci possano essere offerti.&lt;br /&gt;Aggiungo che uno dei più grandi pregi di "Trilogy" è l’evidente lato clean di Emerson, che dimostra di non essere bravo solo a far rumori, ma si presenta come uno che di pianoforte ne sa davvero a pacchi.&lt;br /&gt;Imperdibile, fondamentale, mastodontico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto 5/5&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-5232106015794855182?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/5232106015794855182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=5232106015794855182&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5232106015794855182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5232106015794855182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/ep-emerson-lake-palmer-trilogy.html' title='EP - Emerson, Lake &amp; Palmer: Trilogy'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RyIft_tShII/AAAAAAAAANo/BfU_bUvTwco/s72-c/ELP_Trilogy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7944256270729665561</id><published>2007-10-24T07:00:00.000-07:00</published><updated>2007-10-24T07:01:57.776-07:00</updated><title type='text'>The Perfect Suicide - Atto II: Perché</title><content type='html'>Ci sono molti motivi che possono spingervi al suicidio, una scelta così di moda, così tanto sfruttata per porre una conclusione a tutto ciò che non va.&lt;br /&gt;Può darsi che siate presi dallo sconforto per la scuola: i voti fanno paura a vederli, svegliarsi ogni mattina è uno sforzo insormontabile, vedere continuamente i prof che vi odiano a morte, non riuscire a mettere la testa in quello che fate, i genitori che vi assillano tutto il giorno... Davvero non vi rendete conto di che bisogno ce ne sia, e non avete scampo se non questa soluzione, che vi viene offerta ad ogni momento che passa.&lt;br /&gt;Ecco, magari sono proprio i genitori il vostro grande problema: non ce la fate più a sentirvi inscatolati e controllati da questi due esseri apparentemente affettuosi, ma sotto sotto malvagi e pieni di rabbia da scaricarvi addosso. Il vostro desiderio di libertà è davvero grande, e non potete sopprimerlo. Se non riuscite a decidervi, sapete già cosa fare.&lt;br /&gt;Una delle cause più ricorrenti è la delusione amorosa: quanta gente soffre invano per persone che non si curano minimamente di loro... A volte si ha il coraggio di andare avanti, ci si convince che un giorno tutto cambierà. Ma il tempo passa, e i risultati non si vedono. Purtroppo ci si rende conto che la "soluzione" è una sola, anche se vi dispiacerà più che in altri casi.&lt;br /&gt;E se tutto questo non c’entrasse? Se non aveste nessuno dei problemi finora elencati? Allora può darsi che semplicemente abbiate perso il senso del vivere: non capite più il perché di ogni cosa che vi circonda, non credete nella vostra identità e in un Dio che vi vuole bene e fa sì che la vostra vita sia una gioia. Non vi servirà a nulla aiutare il prossimo o pensare che qualcuno sta peggio di voi. Il vostro egoismo sarà certamente più forte.&lt;br /&gt;E’ inoltre importante ricordare che la scelta spetta solo a voi: anche se sono le cause esterne a portarvi a questo, la responsabilità risiede nella vostra coscienza, o nella vostra mente contorta.&lt;br /&gt;Se andrete avanti a leggere questa guida, sarà solo perché avete già deciso definitivamente il vostro triste futuro. Ed è infatti a questo punto che sarete disposti a qualunque cosa, pur di farla finita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7944256270729665561?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7944256270729665561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7944256270729665561&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7944256270729665561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7944256270729665561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/perfect-suicide-atto-ii-perch.html' title='The Perfect Suicide - Atto II: Perché'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-9145904091211964039</id><published>2007-10-22T08:22:00.000-07:00</published><updated>2007-10-22T08:24:54.228-07:00</updated><title type='text'>The Perfect Suicide - Atto I: Premesse</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;color:#ff0000;"&gt;Attenzione: L’opera che segue ha dei contenuti altamente cinici e poco educativi. E’ stata scritta al solo scopo narrativo. Non pensate in nessun modo di farne uno stile di vita (anzi di morte).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il suicidio è innanzitutto un atto definitivo: perciò, ancora prima di analizzarlo, è bene sapere che, una volta intrapresa questa strada, non è più possibile tornare indietro. Se credete che il vostro Dio vi salverà dopo la morte, allora non state nemmeno pensando a tutto questo.&lt;br /&gt;Detto ciò, andiamo dentro alla meccanica di questo gesto insano e maledetto. Innanzitutto, non deve essere un evento casuale, lasciato allo svolgersi normale dei fatti: se volete fare le cose per bene, è giusto programmarle al meglio, in modo da non passare per sfigati o per poveretti. Il vostro suicidio non deve sembrare un momento di debolezza, ma una scelta consapevole, un’uscita di scena a testa alta, nobilitante.&lt;br /&gt;Perciò, è bene analizzare i motivi che vi indirizzano all’atto del togliersi la vita: quando sarete sicuri che è questo ciò che realmente volete, e sarete consapevoli di quello che comporterà, allora potrete programmarlo. E’ fondamentale designare un luogo e un tempo ben precisi in cui compiere il suicidio; ogni cosa deve essere studiata nei minimi dettagli, senza tralasciare nulla.&lt;br /&gt;Successivamente arriverà il punto culminante della pianificazione: il "come". Vi verrano esposti innumerevoli modi per compiere al meglio il vostro volere, e uscire un minimo soddisfatti da questo mondo a voi così scomodo. Come già detto, in base alla vostra scelta, ci saranno delle ripercussioni (purtroppo) inevitabili, e sarà questo il motivo per cui sarete attenti nel progettare lo svolgersi dei fatti.&lt;br /&gt;Prima della guida pratica si specifica che, qualunque sia la vostra motivazione e/o il vostro incedere al suicidio, morirete da folli. Un gesto del genere potrà magari nobilitarvi esteriormente, ma il cervello che porterete con voi sarà malato a tutti gli effetti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-9145904091211964039?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/9145904091211964039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=9145904091211964039&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/9145904091211964039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/9145904091211964039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/perfect-suicide-atto-i-premesse.html' title='The Perfect Suicide - Atto I: Premesse'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-140225508462244586</id><published>2007-10-19T11:53:00.000-07:00</published><updated>2007-10-19T11:57:29.988-07:00</updated><title type='text'>Amor, ch'a nullo amato amar perdona</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rxj92-6NV5I/AAAAAAAAANg/OBeh_xRa5Ac/s1600-h/275px-Romeo_and_juliet_brown.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123123697175844754" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rxj92-6NV5I/AAAAAAAAANg/OBeh_xRa5Ac/s200/275px-Romeo_and_juliet_brown.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;William Shakespeare - Romeo E Giulietta&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Atto Secondo: Scena Prima&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;ROMEO&lt;/strong&gt;: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ride delle cicatrici, chi non ha mai provato una ferita.&lt;br /&gt;(Giulietta appare ad una finestra in alto) &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma, piano! Quale luce spunta lassù da quella finestra? Quella finestra è l'oriente e Giulietta è il sole! Sorgi, o bell'astro, e spengi la invidiosa luna, che già langue pallida di dolore, perché tu, sua ancella, sei molto più vaga di lei. Non esser più sua ancella, giacché essa ha invidia di te. La sua assisa di vestale non è che pallida e verde e non la indossano che i matti; gettala. E' la mia signora; oh! è l'amor mio!&lt;br /&gt;oh! se lo sapesse che è l'amor mio! Ella parla, e pure non proferisce accento: come avviene questo? E' l'occhio suo che parla; ed io risponderò a lui. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma è troppo ardire il mio, essa non parla con me: due fra le più belle stelle di tutto il cielo, avendo da fare altrove, supplicano gli occhi suoi di voler brillare nella loro sfera, finché esse abbian fatto ritorno. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E se gli occhi suoi, in questo momento, fossero lassù, e le stelle fossero nella fronte di Giulietta? Lo splendore del suo viso farebbe impallidire di vergogna quelle due stelle, come la luce del giorno fa impallidire la fiamma di un lume; e gli occhi suoi in cielo irradierebbero l'etere di un tale splendore che gli uccelli comincerebbero a cantare, credendo finita la notte.&lt;br /&gt;Guarda come appoggia la guancia su quella mano! Oh! foss'io un guanto sopra la sua mano, per poter toccare quella guancia!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-140225508462244586?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/140225508462244586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=140225508462244586&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/140225508462244586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/140225508462244586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/amor-cha-nullo-amato-amar-perdona.html' title='Amor, ch&apos;a nullo amato amar perdona'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rxj92-6NV5I/AAAAAAAAANg/OBeh_xRa5Ac/s72-c/275px-Romeo_and_juliet_brown.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-434285794246977724</id><published>2007-10-17T13:26:00.000-07:00</published><updated>2007-10-17T13:32:44.567-07:00</updated><title type='text'>Spleen</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;em&gt;A Charles Baudelaire&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;La nuit&lt;br /&gt;parvient&lt;br /&gt;trop vite.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-434285794246977724?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/434285794246977724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=434285794246977724&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/434285794246977724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/434285794246977724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/spleen.html' title='Spleen'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8784645259070857863</id><published>2007-10-15T07:22:00.000-07:00</published><updated>2007-10-15T07:24:07.624-07:00</updated><title type='text'>EP - Demetrio Stratos: Metrodora</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RxN37O6NV4I/AAAAAAAAANY/aBg0Vn3WlHc/s1600-h/metrodora.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121569060748613506" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RxN37O6NV4I/AAAAAAAAANY/aBg0Vn3WlHc/s200/metrodora.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non si parla molto di Stratos. E se anche fosse, non se ne parlerebbe mai abbastanza. Pochi sanno a malapena chi sia, altri (tantissimi) non l’hanno nemmeno sentito nominare. Si può dire che la sua importanza storica "pratica" è quasi inesistente. In teoria, invece, era (e rimane) forse il cantante più dotato d’Italia, e non solo. Un uomo che ha dedicato gran parte della sua breve vita allo studio della vocalità, ai misteri che essa nasconde, e alle possibilità che offre. Demetrio ha raggiunto risultati mai più ripetuti: è famoso il suo acuto, che ha raggiunto i 7000 Hz, un livello al limite delle possibilità umane; oltre a questo, Demetrio riuscì a riprodurre diplofonie e triplofonie modulando la sua voce. Ne troviamo diversi esempi proprio nel disco "Metrodora" (1976), dove la line-up è formata da due componenti: Stratos e la sua voce. Un album estremamente interessante, utile dal punto di vista culturale, stupefacente da quello "strumentale". Per me sono indimenticabili i "Lamenti D’Epiro", esasperati e tipici del suo repertorio.&lt;br /&gt;Necessario se si conoscono i primi lavori degli Area, dove ci veniva presentato solo un limitato scorcio della sua potenza e versatilità. Ascoltate questo reperto, che va oltre le concezioni umane del possibile.&lt;br /&gt;La voce può essere lo strumento più affascinante che esista: e Stratos lo sapeva bene.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: -&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8784645259070857863?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8784645259070857863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8784645259070857863&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8784645259070857863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8784645259070857863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/ep-demetrio-stratos-metrodora.html' title='EP - Demetrio Stratos: Metrodora'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RxN37O6NV4I/AAAAAAAAANY/aBg0Vn3WlHc/s72-c/metrodora.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-4250408513370510127</id><published>2007-10-13T15:39:00.000-07:00</published><updated>2007-10-13T15:40:30.025-07:00</updated><title type='text'>Blog Action Day 2007</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Green To Grey&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Odi mille e più&lt;br /&gt;stridenti grida&lt;br /&gt;di vite spezzate,&lt;br /&gt;tra laghi di linfa.&lt;br /&gt;Cadendo al suolo&lt;br /&gt;gli innocenti virgulti&lt;br /&gt;sono violentati&lt;br /&gt;per mettere a tacere&lt;br /&gt;i loro grevi singulti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Odio, denaro,&lt;br /&gt;diritti acquisiti&lt;br /&gt;senza alcun consenso.&lt;br /&gt;Quantità spropositate&lt;br /&gt;di ossigeno disperso&lt;br /&gt;fra schegge polverose&lt;br /&gt;e relitti abbandonati,&lt;br /&gt;cui rimangono soltanto&lt;br /&gt;le cortecce nodose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O dì nefasto, teatro&lt;br /&gt;di crimini impuniti,&lt;br /&gt;sii dimora delle anime&lt;br /&gt;che oggi, troppo presto,&lt;br /&gt;lasciano fredde radici&lt;br /&gt;nelle zolle vacanti.&lt;br /&gt;Fondamenta incomplete&lt;br /&gt;in un mare di foglie&lt;br /&gt;ancora agonizzanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O Dio silenzioso&lt;br /&gt;che lento passeggi&lt;br /&gt;per antropici deserti,&lt;br /&gt;perdona chi alimenta&lt;br /&gt;i nostri orrendi abusi&lt;br /&gt;e ne fa il suo giorno.&lt;br /&gt;Mentre altre mille grida&lt;br /&gt;intonano un pianto&lt;br /&gt;che evapora d’intorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-4250408513370510127?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/4250408513370510127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=4250408513370510127&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4250408513370510127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/4250408513370510127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/blog-action-day-2007.html' title='Blog Action Day 2007'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8051339422769049269</id><published>2007-10-12T06:01:00.000-07:00</published><updated>2007-10-12T06:31:19.766-07:00</updated><title type='text'>EP - King Crimson (Essential Discography)</title><content type='html'>Oggi vi viene data una enorme possibilità. State per andare incontro alla discografia essenziale dei King Crimson, una delle band madri del rock progressivo. Un gruppo che ha avuto il pregio di sapere variare stile durante tutta la carriera, ma sempre rimanendo ben saldi nei loro canoni. Purtroppo ebbero la brutta idea di riunirsi dopo una pausa di 7 anni (cioè dopo "Red") e diedero vita a delle schifezzuole amorfe (tipo "Discipline", "Beat"…), prese in giro dei lavori precedenti. Ma questo non è importante. Ora seguono brevi descrizioni e voti di piccoli e grandi capolavori. (I link si trovano sui titoli degli album)&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://lix.in/98414f"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120439359795713826" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 149px; CURSOR: hand; HEIGHT: 146px" height="164" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rw90d-6NVyI/AAAAAAAAAMk/8P9uVkS019w/s200/King+Crimson+-+1969+-+In+the+Court+of+the+Crimson+King+-+Front.jpg" width="152" border="0" /&gt;In The Court Of The Crimson King (1969)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se album come "Sgt. Pepper" e "A saucerful of secrets" sono stati i predecessori del prog, questo album ne segna la nascita effettiva. Il primo vero album di tutto un genere, semplicemente perfetto sotto ogni punto di vista. Una tracklist che ha fatto storia, con la famosissima "21st century schizoid man" (tempi dispari da paura!), la dolce "I talk to the wind" (flauti al settimo cielo), e con "Moonchild", brano troppo complesso e delicato per essere descritto a parole.&lt;br /&gt;Un album che è assurdo non avere, il punto di partenza per ogni collezione sensata, e che personalmente mi ha cambiato la vita.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 5+/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://lix.in/b0f6a3"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120439591723947826" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 151px; CURSOR: hand; HEIGHT: 152px" height="159" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rw90re6NVzI/AAAAAAAAAMs/2EKHeG7WN8I/s200/In_the_Wake_of_Poseidon.jpeg" width="172" border="0" /&gt;In The Wake Of Poseidon (1970)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un leggero passo indietro per i Re Cremisi, che comunque si mantengono in forma con brani come "Pictures of a city" e la splendida "Cat Food". Essenziale comunque per seguire l’evoluzione stilistica della band.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://lix.in/bbd5c7"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120436529412265682" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 153px; CURSOR: hand; HEIGHT: 148px" height="153" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rw9x5O6NVtI/AAAAAAAAAL8/soAsPZ5OhCw/s200/lizard.jpeg" width="162" border="0" /&gt;Lizard (1970)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato lo stesso anno del precedente, un disco molto interessante, soprattutto perché rivela un lato dei Crimson che non troverete in nessun altro album. Un lato molto melodico e forse tecnicamente più modesto, ma ad ogni modo incantevole. Da ascoltare.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,5/5&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lix.in/592497"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120439939616298818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 151px; CURSOR: hand; HEIGHT: 146px" height="157" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rw90_u6NV0I/AAAAAAAAAM0/xrtdwAwv2e4/s200/Islands.jpeg" width="158" border="0" /&gt;Islands (1971)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Difficile entrare nell’ottica di "Islands", che questa volta spinge la band verso la musica classica. Abbiamo un emozionante incipit di violoncello ("Formentera Lady") e dei brani delicati, poco chiari se non vi si dedica una attenzione particolare. Dopo diversi ascolti posso classificarlo come uno dei punti culminanti della carriera crimsoniana. Maestoso e curatissimo nei dettagli.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,75/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://lix.in/ae4419"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120437495779907314" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 152px; CURSOR: hand; HEIGHT: 151px" height="160" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rw9yxe6NVvI/AAAAAAAAAMM/zgEdKCCOY2E/s200/Larks_tongues_in_aspic.jpeg" width="156" border="0" /&gt;Larks’ Tongues In Aspic (1973)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;Enigmatico, violento, etnico: da molti considerato uno dei capolavori dei KC, davvero un episodio sensazionale, che si fa più prossimo al rock, anticipandone il tripudio in "Red". Una title track (divisa in due parti) che vale tutto il prezzo, e composizioni eccellenti. Ottimo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,8/5&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://lix.in/dd3abb"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120440339048257362" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 152px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" height="147" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rw91W-6NV1I/AAAAAAAAAM8/4oAmmJ9y5Ak/s200/starless_and_bible_black.jpeg" width="148" border="0" /&gt;Starless And Bible Black (1974)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo considero un disco di transizione, non so bene perché. Forse per il fatto che è molto meno conosciuto degli altri. Fatto sta che è comunque molto bello: in modo speciale mi sono piaciute le performance di basso e alcune parti composte davvero con estrema lucidità. Da ascoltare.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,5/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://sharebee.com/8db6d6ff"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120438346183431954" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 153px; CURSOR: hand; HEIGHT: 148px" height="136" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rw9zi-6NVxI/AAAAAAAAAMc/FnteSV2id74/s200/red.jpeg" width="140" border="0" /&gt;Red (1974)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il rock si fa grezzo, e nella prima parte le composizioni vanno dritte all’obiettivo: la spettacolarità e lo sbalordimento (la title track è da urlo). Se i primi tre brani ci colpiscono con questo metodo diretto, la seconda parte riprende un po’ di respiro con "Providence", un climax ascendente di carica, e la finale "Starless" delicata e intensa, uno dei pezzi più belli dei King Crimson. Con questo album raggiungiamo l’ultimo capolavoro della band, quasi un testamento della loro grandezza, destinato ad essere per sempre in cima alla lista dei proggers.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,9/5&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Buon ascolto!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;paloz&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8051339422769049269?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8051339422769049269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8051339422769049269&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8051339422769049269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8051339422769049269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/ep-king-crimson-essential-discography.html' title='EP - King Crimson (Essential Discography)'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rw90d-6NVyI/AAAAAAAAAMk/8P9uVkS019w/s72-c/King+Crimson+-+1969+-+In+the+Court+of+the+Crimson+King+-+Front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-5469240243251754138</id><published>2007-10-08T12:24:00.000-07:00</published><updated>2007-10-08T12:26:02.737-07:00</updated><title type='text'>In(e)sistenza</title><content type='html'>Continuo a vagare&lt;br /&gt;su una strada di silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sa di chi è&lt;br /&gt;quell’ombra sfocata&lt;br /&gt;gravida d’un canto&lt;br /&gt;di morte.&lt;br /&gt;O forse,&lt;br /&gt;non lo vuole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-5469240243251754138?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/5469240243251754138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=5469240243251754138&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5469240243251754138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5469240243251754138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/inesistenza.html' title='In(e)sistenza'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7664205524746336456</id><published>2007-10-06T06:17:00.000-07:00</published><updated>2007-10-06T06:23:55.576-07:00</updated><title type='text'>Waiting For The Sun (Phase III)</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RweMCu6NVpI/AAAAAAAAALc/go9Fx_yHYKA/s1600-h/raindrops.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118213480109659794" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RweMCu6NVpI/AAAAAAAAALc/go9Fx_yHYKA/s200/raindrops.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ci sono giorni in cui ti sembra che il mondo sia capovolto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dal primo momento in cui apri gli occhi ti accorgi che qualcosa non va: ti alzi come tutte le mattine, con gli occhi appiccicaticci e i segni delle lenzuola sul braccio, vai in cucina e ti prepari un caffè, che risulterà più amaro del solito. Con immensa fatica ti metti addosso i primi vestiti che incontri, e vai a prendere l’autobus di tutti i giorni.&lt;br /&gt;Vedi le solite facce da deportati in un lager chiamato scuola, poca gente è allegra, e solo perché la sera prima ha ottenuto l’avventura sessuale tanto desiderata. Quando scendiamo assomigliamo a un esercito di insetti striscianti verso la porta d’entrata, dove le bidelle ti guardano compiaciute, quasi sogghignando. Le scale del primo piano sembrano non finire mai, e arranchi goffamente fino alla fine del corridoio; sei l’ultimo arrivato in classe.&lt;br /&gt;La prof ti fa un cenno di sdegno, o in pochi casi fa un commento del tipo: "Ma possibile che non possiate prendere l’autobus prima?". Ti siedi al tuo solito posto, quel banco bluastro sporco di bianchetto che ti incatena per sei ore ogni giorno. Quando hai fatto il tuo ingresso nessuno ti ha salutato, hanno solo lanciato un’occhiata indifferente e stanca. Non sai nemmeno che materia stanno spiegando, e francamente non ti interessa. Prendi fuori libro e quaderno, li apri e ti ci spalmi sopra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il sonno non permette contatti di alcun genere con le forme di vita circostanti; la prof continua a parlare, non si preoccupa che qualcuno stia ascoltando, lei cerca soltanto di guadagnarsi quella misera paga che le permette di sopravvivere. Sulla lavagna si accalcano lezioni di ogni tipo dei giorni precedenti. Le tapparelle sono abbassate al massimo e una luce intermittente illumina l’insegnante a mo’ di flash. In pochi hanno la forza di parlare col compagno di banco, anche lui in stato di morto-vivente.&lt;br /&gt;L’intervallo pare l’ora d’aria dei carceri: la gente corre fuori dalla classe e accende la sigaretta ancora a metà corridoio; altri si fiondano in bagno perché nessuno li ha mandati prima, con un conseguente intasamento di molti cessi.&lt;br /&gt;Le ultime tre ore possono trascorrere in 2 modi:&lt;br /&gt;a) Nella stessa maniera delle prime tre, ma con maggiore "intensità";&lt;br /&gt;b) Scoppia il delirio totale: gli alunni cadono dalle sedie, i viaggi banco-cestino vanno a ruba e volano briciole di gomma a non finire. Un’ora prima della fine hanno già tutti archiviato i quaderni, e nell’aria si concentrano i sospiri unanimi di 1200 persone.&lt;br /&gt;La campanella finale sembra la tromba dell’ "Arrivano i nostri!". Inizia la maratona verso il cancello d’uscita, il cui vincitore viene portato in trionfo e messo nel posto d’onore sull’autobus. Tutti insieme tirano fuori i cellulari, creando un buco nell’ozono di 6 metri di diametro.&lt;br /&gt;La tortura è finita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Solo alla fine ti accorgi che, purtroppo, è un giorno come gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7664205524746336456?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7664205524746336456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7664205524746336456&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7664205524746336456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7664205524746336456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/waiting-for-sun-phase-iii.html' title='Waiting For The Sun (Phase III)'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RweMCu6NVpI/AAAAAAAAALc/go9Fx_yHYKA/s72-c/raindrops.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1679866899134142014</id><published>2007-10-05T05:37:00.000-07:00</published><updated>2007-10-05T05:39:36.524-07:00</updated><title type='text'>Epitaffio</title><content type='html'>Nulla&lt;br /&gt;Nessuno pose&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1679866899134142014?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1679866899134142014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1679866899134142014&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1679866899134142014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1679866899134142014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/epitaffio.html' title='Epitaffio'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-5619272823929959613</id><published>2007-10-03T05:31:00.000-07:00</published><updated>2007-10-03T05:34:09.352-07:00</updated><title type='text'>EP - Captain Beefheart and the Magic Band: Trout Mask Replica</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RwOMDu6NVoI/AAAAAAAAALU/Y_aTF2KVy8Q/s1600-h/Captain+Beefheart+-+Trout_Mask_Replica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5117087597382686338" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RwOMDu6NVoI/AAAAAAAAALU/Y_aTF2KVy8Q/s200/Captain+Beefheart+-+Trout_Mask_Replica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Se i primi due album ci avevano già presentato un artista ricco di idee e innovativo, in "Trout Mask Replica" (1969) ne troviamo un riflesso all’ennesima potenza. Questo album è un capolavoro di geniale Follia (con la f maiuscola) e segna lo sdoganamento del Rock In Opposition.&lt;br /&gt;La musica viene barbaramente (e "cubisticamente") spezzettata e ricomposta, dando vita a impensabili dissonanze, che solo Captain Beefheart riesce a far quadrare. Se solo qualche suono fosse stato fuori posto, probabilmente "Trout Mask Replica" sarebbe un’incisione di puro rumore.&lt;br /&gt;Mentre chitarra, basso e batteria fanno il loro fastidioso giro, il Capitano canta a piacere con la sua ruvida voce, senza considerare (apparentemente) qualunque legge ritmica o melodica.&lt;br /&gt;Il tutto è una vera sfida, che vi accompagna per quasi 80 minuti. Non a caso il doppio LP venne prodotto da Zappa, che riconobbe subito l’enorme talento di Beefheart.&lt;br /&gt;Sarà probabilmente il disco più pazzo che sentirete nella vostra vita (la cover è semplicemente inimitabile!), ma appena ci avrete fatto l’orecchio, vi apparirà come una rivelazione divina, come un’opera di innovazione assoluta, quasi quanto il contemporaneo "In the court of the Crimson King".&lt;br /&gt;Un disco da veri esperti, da cuor di leone, anzi "cuor di bue"!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 5/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-5619272823929959613?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/5619272823929959613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=5619272823929959613&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5619272823929959613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5619272823929959613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/ep-captain-beefheart-and-magic-band.html' title='EP - Captain Beefheart and the Magic Band: Trout Mask Replica'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RwOMDu6NVoI/AAAAAAAAALU/Y_aTF2KVy8Q/s72-c/Captain+Beefheart+-+Trout_Mask_Replica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-1096160264923409855</id><published>2007-10-01T13:10:00.000-07:00</published><updated>2007-10-01T13:12:57.314-07:00</updated><title type='text'>Morettiana</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RwFUmu6NVnI/AAAAAAAAALM/6K4vzlh81-I/s1600-h/stanza+del+figlio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116463676073530994" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RwFUmu6NVnI/AAAAAAAAALM/6K4vzlh81-I/s200/stanza+del+figlio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La Stanza Del Figlio (2001)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Palma D'Oro a Cannes: anno 2001&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da tempo non avevo più dubbi sul fatto che Moretti fosse un regista a dir poco eccezionale, e la visione del "Caimano" era stata l’ennesima conferma... Ma dopo avere visto "La Stanza Del Figlio", il sentimento provato al cinema si è rinnovato, è rifiorito completamente. Questo film è a dir poco perfetto: non sembra nemmeno che gli attori recitino, da tanto che è realistico. Le emozioni che il film vuole trasmettere si sentono sulla pelle, e poi dentro. Non sono emozioni superficiali, scialbe, sono emozioni vive. Il fastidioso rumore prodotto dalle viti che sigillano la bara del figlio, e lo sguardo attonito del padre, lì davanti, ancora incredulo, producono un effetto di vera sofferenza. Le scene di pianto non sono banali come in tutti gli altri film, sono "reali". I ricordi del padre, e le immagini della sua mente che pensa a come avrebbe potuto salvare il figlio, sono scene toccanti, che non passano solamente davanti agli occhi dello spettatore, ma vanno veramente in profondità. Questo NON E' un film come gli altri. E' un vero martirio psicologico, ci si sente completamente nei panni del povero padre, dell'uomo che dopo la perdita del figlio, non ha più nulla. Non pensa più, non lavora più, non sa cosa fare. Scende al livello dei suoi pazienti, con i loro complessi mentali. E noi soffriamo con lui.&lt;br /&gt;Questo film è una prova schiacciante contro chi sostiene che il cinema italiano è morto. Questa è la prova concreta che c'è ancora chi i film li sa fare sul serio, chi non si ferma davanti ai fatti narrati senza approfondirli e dare sfaccettature ai personaggi.&lt;br /&gt;Questo è Nanni Moretti, "La Stanza Del Figlio" è la sua testimonianza. La testimonianza di un cinema ancora capace di sorprendere, commuovere, di un cinema che dice le cose così come stanno, un cinema che narra vicende di tutti i giorni e te ne rende parte integrante, un cinema che fa da eco al neorealismo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo film presenta la vita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-1096160264923409855?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/1096160264923409855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=1096160264923409855&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1096160264923409855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/1096160264923409855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/10/morettiana.html' title='Morettiana'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RwFUmu6NVnI/AAAAAAAAALM/6K4vzlh81-I/s72-c/stanza+del+figlio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-5917172620987688891</id><published>2007-09-30T04:04:00.000-07:00</published><updated>2007-09-30T04:07:31.733-07:00</updated><title type='text'>EP - Supertramp: Breakfast In America</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rv-C8u6NVmI/AAAAAAAAALE/YOPiHLK6Qg8/s1600-h/Supertramp_-_Breakfast_In_America_(Front).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5115951681612109410" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rv-C8u6NVmI/AAAAAAAAALE/YOPiHLK6Qg8/s200/Supertramp_-_Breakfast_In_America_(Front).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un caso davvero raro nella discografia "ordinaria" della mia vita. Un album pop a tutti gli effetti (nonostante abbia sfumature sofisticate e raffinate), un genere che poche volte troverete fra i miei scaffali. Nonostante questo posso assicurarvi (per chi non li conoscesse) che i Supertramp sono eccezionali, emozionanti, ma soprattutto originali. Si direbbe un pop "d’elite", per chi non sa accontentarsi delle solite radio hits – nel suo anno d’uscita (1979), e tuttora, ebbe un grande successo.&lt;br /&gt;Oltre alla fantastica copertina, piuttosto conosciuta, l’album contiene delle tracce davvero splendide, grazie anche al saggio uso di sassofoni e tromboni (vedi la title track, abusata anche in questa estate 2007). Mi sento in dovere di ricordare "The logical song", "Oh darling" e la storica chiusura "Child of Vision", l’emozione finale.&lt;br /&gt;Insieme a "Crime of the century", il picco raggiunto dalla band angloamericana.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,5/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-5917172620987688891?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/5917172620987688891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=5917172620987688891&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5917172620987688891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5917172620987688891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/09/ep-supertramp-breakfast-in-america.html' title='EP - Supertramp: Breakfast In America'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rv-C8u6NVmI/AAAAAAAAALE/YOPiHLK6Qg8/s72-c/Supertramp_-_Breakfast_In_America_(Front).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-476921535482590467</id><published>2007-09-28T05:41:00.000-07:00</published><updated>2007-09-28T05:49:53.163-07:00</updated><title type='text'>Help the people of Burma (Birmania) - Post this meme on your blog</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rvz4Hu6NVlI/AAAAAAAAAK8/T6zL67Puz1g/s1600-h/burma.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5115236088520988242" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rvz4Hu6NVlI/AAAAAAAAAK8/T6zL67Puz1g/s200/burma.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Note: this is a new kind of online protest that uses blogs to spread a petition globally. To participate, just add your blog by following the instructions in this blog post.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;This not an issue of partisan politics, this is an issue of basic human rights and democracy. Please help to prevent a human tragedy in Burma by adding your blog and asking others to do the same. By passing this meme on through the blogosphere hopefully we can generate more awareness and avert a serious tragedy. As concerned world-citizens this something we bloggers can do to help.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;How to participate&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;1. Copy this entire post to your blog, including this special number: 1081081081234&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2. After a few days, you can &lt;a href="http://www.google.com/search?q=1081081081234&amp;amp;sourceid=navclient-ff&amp;amp;ie=UTF-8&amp;amp;rlz=1B3GGGL_enUS228US228"&gt;search Google for the number 1081081081234&lt;/a&gt; to find all blogs that are participating in this protest and petition.&lt;br /&gt;Note: Google indexes blogs at different rates, so it could take longer for your blog to show up in the results.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;The situation in Burma and why it matters to all of us&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;There is no press freedom in Burma and the government has started turning off the Internet and other means of communication, so it is difficult to get news out. Individuals on the ground have been sending their day-by-day reports to the BBC, and they are heartbreaking. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/7011884.stm"&gt;I encourage you to read these accounts to see for yourself what is really going on in Burma. Please include this link in your own blog post.&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;The situation in Burma is increasingly dangerous. Hundreds of thousands of unarmed peaceful protesters, including monks and nuns, are risking their lives to march for democracy against an unpopular but well-armed military dictatorship that will stop at nothing to continue its repressive rule. While the generals in power and their families are literally dripping in gold and diamonds, the people of Burma are impoverished, deprived of basic human rights, cut off from the rest of the world, and increasingly under threat of violence.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;This week the people of Burma have risen up collectively in the largest public demonstrations against the ruling Junta in decades. It’s an amazing show of bravery, decency, and democracy in action. But although these protests are peaceful, the military rulers are starting to crack down with violence. Already there have been at least several reported deaths, and hundreds of critical injuries from soldiers beating unarmed civilians to the point of death.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;The actual fatalities and injuries are probably far worse, but the only news we have is coming from individuals who are sneaking reports past the authorities. Unfortunately it looks like a large-scale blood-bath may ensue — and the victims will be mostly women, children, the elderly and unarmed monks and nuns.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Contrary to what the Burmese, Chinese and Russian governments have stated, this is not merely a local internal political issue, it is an issue of global importance and it affects the global community. As concerned citizens, we cannot allow any government anywhere in the world to use its military to attack and kill peacefully demonstrating, unarmed citizens.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In this modern day and age violence against unarmed civilians is unacceptable and if it is allowed to happen, without serious consequences for the perpetrators, it creates a precedent for it to happen again somewhere else. If we want a more peaceful world, it is up to each of us to make a personal stand on these fundamental issues whenever they arise.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Please join me in calling on the Burmese government to negotiate peacefully with its citizens, and on China to intervene to prevent further violence. And please help to raise awareness of the developing situation in Burma so that hopefully we can avert a large-scale human disaster there.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Thank you.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-476921535482590467?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/476921535482590467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=476921535482590467&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/476921535482590467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/476921535482590467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/09/help-people-of-burma-birmania-post-this.html' title='Help the people of Burma (Birmania) - Post this meme on your blog'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/Rvz4Hu6NVlI/AAAAAAAAAK8/T6zL67Puz1g/s72-c/burma.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7372702191945806490</id><published>2007-09-27T12:29:00.000-07:00</published><updated>2007-09-27T12:32:53.010-07:00</updated><title type='text'>EP - Scorpions: Virgin Killer</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvwFIO6NVkI/AAAAAAAAAK0/sQeIhq18Do0/s1600-h/virginkiller.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114968915785373250" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvwFIO6NVkI/AAAAAAAAAK0/sQeIhq18Do0/s200/virginkiller.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un disco rivoluzionario in tutti i sensi. Certo, la &lt;a href="http://www.zumablog.com/images/120/ScorpionsVirgin.jpg"&gt;copertina originale&lt;/a&gt; fece un grande scalpore all’uscita nel 1977, tanto che non la troverete in commercio (anche se nemmeno il cd vero e proprio si trova in giro: io per averlo ho dovuto comprare un’edizione doppia contenente anche "In Trance", altro disco eccellente). A parte questo, non sento il bisogno di farne una tragedia, essendocene di peggiori in giro (nell’ heavy metal è pieno); e in tutta sincerità la trovo originale e "chiara", fatta per catturare l’attenzione - e come potete vedere, l' "adattamento" è un po' pacchiano.&lt;br /&gt;Quanto al disco, sfioriamo il capolavoro. Un rock graffiante, mai pesante, e con riff davvero belli. Niente del rock’n’roll normale, una vera ventata di freschezza per chi non conosce i primi Scorpions, un gruppo che ha saputo farsi un nome e giocarselo ancora meglio (questo solo a parere di pochi, fra cui me). Molti considerano i loro cd della seconda formazione belli almeno quanto i primi, se non di più. Intendo dissociarmi da questo giudizio assolutamente inconcepibile. Basta fare un confronto.&lt;br /&gt;Questo, in tutti i casi, è per me l’apice raggiunto dalla band, un disco davvero coinvolgente e da riascoltare ad oltranza senza mai annoiarsi. Vi segnalo i fantastici assoli del chitarrista e la leggendaria voce del cantante, che io semplicemente adoro.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4,75/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7372702191945806490?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7372702191945806490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7372702191945806490&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7372702191945806490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7372702191945806490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/09/ep-scorpions-virgin-killer.html' title='EP - Scorpions: Virgin Killer'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvwFIO6NVkI/AAAAAAAAAK0/sQeIhq18Do0/s72-c/virginkiller.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-2571688357909334509</id><published>2007-09-26T05:41:00.000-07:00</published><updated>2007-09-26T05:45:09.327-07:00</updated><title type='text'>Considerazioni di una puttana che, nonostante tutto, mantiene una certa dignità</title><content type='html'>L’inganno è il mio destino,&lt;br /&gt;e quando il Sole è ormai sfumato&lt;br /&gt;soggiunge la triste realtà&lt;br /&gt;di una fata che con umiltà&lt;br /&gt;serve un mondo viziato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ l’ora del pasto divino&lt;br /&gt;delle fiere bestie affamate&lt;br /&gt;di qualunque torto ignare,&lt;br /&gt;cui per certo non posso negare&lt;br /&gt;alcune strofe già decantate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi a me si fa vicino&lt;br /&gt;potrà mai realmente scoprire&lt;br /&gt;quale silenzio regna in una donna&lt;br /&gt;che, spogliata della sua nera gonna,&lt;br /&gt;non ha che menzogne da esibire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre questo dolce visino&lt;br /&gt;ci sono le lacrime immacolate&lt;br /&gt;di un triste diavolo terreno,&lt;br /&gt;nato in mezzo a un giardino pieno&lt;br /&gt;di oscene fioriture malate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-2571688357909334509?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/2571688357909334509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=2571688357909334509&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2571688357909334509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/2571688357909334509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/09/considerazioni-di-una-puttana-che.html' title='Considerazioni di una puttana che, nonostante tutto, mantiene una certa dignità'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-5987691257157285357</id><published>2007-09-25T05:51:00.000-07:00</published><updated>2007-09-25T05:55:39.193-07:00</updated><title type='text'>EP - Univers Zero: Heresie</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvkFIu6NVjI/AAAAAAAAAKs/ccs4xRxSSss/s1600-h/Universe_Zero_Heresie.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114124499445175858" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvkFIu6NVjI/AAAAAAAAAKs/ccs4xRxSSss/s200/Universe_Zero_Heresie.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un’interessante proposta dal belgio di fine anni 70. "Heresie" mi ha fatto conoscere gli Univers Zero, un gruppo rock d’avanguardia ma con alcune influenze jazzistiche e prog. La loro forza sta nella tecnica, disponendo fra l’altro di violino, oboe e altri fiati.&lt;br /&gt;In questo album ci viene presentata una tracklist essenziale, 3 brani: "La Faulx", di ben 25 minuti, "Jack The Ripper" (13:29) e "Vous Le Saurez En Temps Voulu" (12:56). Il tutto rigorosamente strumentale. Un insieme di dissonanze, rumori, lugubri atmosfere, perfettamente armonizzati.&lt;br /&gt;Un gruppo da scoprire e approfondire, attraverso altre opere come "Ceux Du Dehors" (1981), "Uzed" (1984) e "Heatwave" (1986), dove si riscontra anche una certa evoluzione stilistica.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 4/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-5987691257157285357?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/5987691257157285357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=5987691257157285357&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5987691257157285357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/5987691257157285357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/09/ep-univers-zero-heresie.html' title='EP - Univers Zero: Heresie'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvkFIu6NVjI/AAAAAAAAAKs/ccs4xRxSSss/s72-c/Universe_Zero_Heresie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-8263451567646613743</id><published>2007-09-23T05:38:00.000-07:00</published><updated>2007-09-23T05:54:00.213-07:00</updated><title type='text'>Riflessioni su... "Settembre" di DeadPoetPaloz</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvZhw-6NViI/AAAAAAAAAKk/_3F8HSwp6Vo/s1600-h/escher.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113381921074533922" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvZhw-6NViI/AAAAAAAAAKk/_3F8HSwp6Vo/s200/escher.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Ancora prima di pubblicare la poesia "Settembre" sapevo che ci sarebbe stato bisogno di una spiegazione, poiché si tratta di un componimento piuttosto personale, e non facile da comprendere. Ho deciso perciò di atteggiarmi da (auto)critico letterario e scrivere una "comprensione complessiva" per chiarire ciò che in molti mi hanno chiesto. Spero che vi sia d'aiuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;PS: Per chi non sapesse di che accidente sto parlando, ecco il link alla poesia "&lt;/span&gt;&lt;a href="http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/09/settembre.html"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Settembre&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Come nelle poesie ermetiche del primo Novecento, anche qui buona parte del significato è racchiusa nel titolo. "Settembre" è un mese di svolta per l’autore, non solo per il fatto che segna i 18 anni e l’inizio di un nuovo anno scolastico (per la precisione l’ultimo), quindi l’approssimarsi di una sfida con sé stesso (la poesia è stata ultimata il giorno prima dell’inizio delle lezioni); esso segnala anche il raggiungimento di un livello di saturazione, appunto di sazietà ("satollo") dell’animo.&lt;br /&gt;La parola "conoscenza" segna la parola chiave del componimento e può essere interpretata in diversi modi: sia nel senso di "informazione", di accrescimento culturale – accumulato negli anni, e nell’estate passata; sia nel senso di "consapevolezza" – il poeta, arrivato a questo punto, si rende conto della sua condizione complessiva, in passato punteggiata da sofferenza, fatiche, delusioni, ed ora davanti ad un futuro ancora da scoprire. Perciò la consapevolezza fino ad ora acquisita della vita e del mondo intero, ma anche la "consapevolezza di non sapere", di avere poca vita ancora da spendere.&lt;br /&gt;La mente perciò "quasi vaneggia", essendole impossibile giungere a delle conclusioni sensate. Non le resta altro che aspettare che il tempo passi, per poi finire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-8263451567646613743?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/8263451567646613743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=8263451567646613743&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8263451567646613743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/8263451567646613743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/09/riflessioni-su-settembre-di.html' title='Riflessioni su... &quot;Settembre&quot; di DeadPoetPaloz'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvZhw-6NViI/AAAAAAAAAKk/_3F8HSwp6Vo/s72-c/escher.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5818453850612958461.post-7337143472213596958</id><published>2007-09-21T14:02:00.000-07:00</published><updated>2007-09-21T14:06:34.285-07:00</updated><title type='text'>EP - Camel: The Snow Goose</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvQyCu6NVgI/AAAAAAAAAKU/UCTcXieMJ-s/s1600-h/snowgoos.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5112766499505657346" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" height="191" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvQyCu6NVgI/AAAAAAAAAKU/UCTcXieMJ-s/s200/snowgoos.jpg" width="197" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Esiste una ristretta cerchia di album che fanno stare bene. Nel senso: oltre a essere raffinate e fantasiose composizioni melodiche, danno un senso di pace, a volte di completezza. A questa categoria appartengono 2 o 3 album di Mike Oldfield e poco altro, fra cui anche questo gioiello.&lt;br /&gt;Un album che mi è totalmente indispensabile alla sopravvivenza. Un disco che raramente stanca, proprio perché le sue melodie sono celestiali, nel suo insieme sta in perfetto equilibrio. Una sorta di miracolo nell’età d’oro dei Camel, che si sono lasciati alle spalle, in soli 3 anni (‘74,’75,’76), 3 capolavori del progressive. Ma non quello propriamente detto, bensì quello visto da loro.&lt;br /&gt;Uno dei più ammirevoli pregi dei Camel è la sincerità: nelle tre opere sopra citate non c’è la minima parvenza di riempitivi, ogni cosa che vi trovate è ciò che doveva stare esattamente dove sta. Mai alla ricerca di qualcosa di eclatante, i Camel sono riusciti a stupire con grande umiltà.&lt;br /&gt;E come non rimanere estasiati davanti a dei così delicati riff flautistici o di tastiere? Come non lasciarsi prendere dal racconto di "Snow Goose", che si può seguire emozione per emozione, senza mai trovare ostacoli? La fantasia viaggia, e parecchio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da lasciarci il fiato. Indispensabile, nient’altro da aggiungere.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Voto: 5/5&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Link nei commenti_Link in comments&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5818453850612958461-7337143472213596958?l=deadpoetpaloz.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/feeds/7337143472213596958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5818453850612958461&amp;postID=7337143472213596958&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7337143472213596958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5818453850612958461/posts/default/7337143472213596958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deadpoetpaloz.blogspot.com/2007/09/ep-camel-snow-goose.html' title='EP - Camel: The Snow Goose'/><author><name>paloz</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02620030633968307752</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp0.blogger.com/_4HECW1UGPl4/R3TuyFcO6EI/AAAAAAAAAWA/b-Z_Jk0LBSc/S220/ME.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_4HECW1UGPl4/RvQyCu6NVgI/AAAAAAAAAKU/UCTcXieMJ-s/s72-c/snowgoos.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
