
Considerato uno dei massimi capolavori degli anni 90, “In The Aeroplane Over The Sea” (1998) è il secondo e ultimo lavoro dell'acclamata band Neutral Milk Hotel, capitanata dal geniale cantautore Jeff Mangum. Parecchio famosi nella scena indie, si sono fatti conoscere con il loro disco d'esordio “On Avery Island”, un'esplosiva ed innovativa miscela di folk e di psichedelia alquanto acida con venature rock. Esso ha segnato l'inizio dell'interesse generale, culminato poi in questo gioiello, pubblicato due anni dopo dalla Merge Records.
A renderlo leggendario sono stati diversi fattori: uno dei più noti è che Mangum, dopo aver letto alcuni testi della piccola Anne Frank, fosse rimasto folgorato e avesse sentito la necessità di esternare i propri sentimenti in questo progetto; non è difficile a credersi, dato che questi 40 minuti sono un concentrato di emozioni pure, fortissime nella loro semplicità, dove la passione trasmessa dal cantante e i suoi collaboratori è palpabile. E' un disco sincero in tutto e per tutto, che a differenza del precedente favorisce moltissimo la componente folk-chitarristica, assumendo un ritmo molto più lento e d'atmosfera. I tratti visionari dei Neutral Milk Hotel questa volta si sono riversati più che altro nei testi, che evocano associazioni d'immagini provenienti dalla mente del frontman.
L'album, nel leggero susseguirsi dei suoi meravigliosi brani, non perde nemmeno un colpo, trasportandoci quasi in una dimensione parallela dominata da suoni delicati e ricordi d'infanzia, narrati dalla voce appena un po' ruvida di Mangus. Dal decisivo inizio di “King Of Carrot Flowers pt. 1”, passando per la splendida title-track e giungendo a brevi pezzi strumentali come “Untitled” (accompagnato dal suono di una cornamusa), il nostro viaggio ci lascia quasi con le lacrime agli occhi. E con l'amaro presentimento che questo sia l'epilogo definitivo di questa band.
Concluso infatti il proficuo tour di “In The Aeroplane Over The Sea”, i Neutral Milk Hotel hanno reso pubblico il loro hiatus a tempo indeterminato. Questo ultimo disco potrebbe essere considerato il loro testamento artistico, o meglio di Jeff Mangus (trattandosi quasi di un disco solista). Nonostante i fan di tutto il mondo sperino ancora in un ritorno, tutti essi possono ritenersi (come me) soddisfatti da un simile capolavoro, un'opera universale che da sola vale un'intera carriera.
Da riscoprire, più che mai nel suo decennale, che lo vede ancora come un ricordo immortale nel cuore di chi lo ha ascoltato anche solo una volta.
Voto: -
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Con questo spirito vi lascio per una piccola vacanza in Irlanda (a partire da lunedì), sperando che tutti coloro che passano di qui ne approfittino per ascoltare l'album in questione. Lo dedico a tutti voi, miei amati blogger e visitatori, nella sicurezza che vi piacerà da impazzire. Buone vacanze a tutti voi: un abbraccio speciale a Ross, Novalis, Gaz, la Fek (che forse è tornata a bloggare), Zambo e Anonimo Veneziano.
Non so precisamente quando tornerò in attività, ma abbiate soltanto pazienza.
Ora vado, nell'attesa di incontrare il mio idolo Joyce.
:)
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