C’è chi ama definirsi e farsi chiamare poeta perché odia la vita, e ne va fiero. Mai nulla di più errato. Un poeta, al contrario, deve amare l’esistenza, l’uomo e tutto ciò che lo circonda. Altrimenti il suo sguardo sarà maledettamente superficiale, freddo, addirittura irrilevante. Gli scritti, se non hanno un significato che vada oltre l’apparenza, sono solo ipocrisia.
Non pensiate che ciò di cui scrivo determini una falsa realtà.
Io amo la vita, solo che non la possiedo più.
Ed è attraverso la poesia che la sto cercando, come cerco me stesso.

"Un poeta non fa miracoli, li vede soltanto"

sabato 22 marzo 2008

Racconto - Il signor Quindicipasque

Nel ridente paesino di Metalagna il detto "essere felice come una pasqua" ha da tempo acquisito un valore piuttosto sarcastico, e in rari casi assume anche la forma di imprecazione. Non c’è da stupirsi, a dirla tutta, se come concittadino si ha l’egregio dottor Balacraghe, in arte Quindicipasque. Suona buffo, ma in realtà questo soprannome nasconde drammatici risvolti psicofisici: il dottore, il cui nome è oltretutto Pasquale, è affetto da una preoccupante sindrome pasqualina, che si accentua soprattutto nella settimana che circonda l’evento ben noto in tutto il mondo. Mai nessuno, come questo individuo, ha preso sul serio tale festività, tanto da essere sopraffatto dalle sue stesse azioni.
Ogni anno, quando si avvicina la fine di marzo, gli abitanti del paese si barricano in casa per mezzo di spranghe, cancelli e muri di cemento armato eretti al momento. E’ importante, più d’ogni altra cosa, che non vengano lasciati in nessun caso dei fori scoperti attraverso i quali si possa accedere, anche in minima parte, alle abitazioni. L’esperienza passata ha infatti insegnato ai metalagnani come difendersi dagli attacchi di generosità del signor Quindicipasque: quest’ultimo ha sempre avuto la mania di gettare, come un Babbo Natale ritardatario, grandi quantità di uova al cioccolato giù per i camini dei casolari; nulla di preoccupante, se non teniamo conto della scarsa memoria del celebre benefattore, che finiva per riempire tutte le ciminiere con almeno una dozzina di uova, intasando quindi il sano riscaldamento degli abitanti, e dando vita a due sgradevoli disagi: la seccatura di smollare diversi centoni allo spazzacamino (che al servizio di 3000 abitanti poteva assicurarsi una villa a Riccione) e, soprattutto, il ritrovarsi d’un tratto il caminetto di mattone tutto impiastrato di cioccolata fusa e di carta argentea mezza bruciacchiata.
Gli anni a venire portano con loro delle nuove misure di sicurezza, e altrettanti nuovi espedienti studiati da Quindicipasque per smollare le sue dannate uova e altri gradevoli doni pasquali. Un paio d’anni fa si è persino comprato un camion di conigli bianchi e li ha liberati lungo la strada principale del paese: la disinfestazione dei roditori è durata ben 6 mesi e ha compromesso il 99 per cento del raccolto annuo d’ortaggi. L’anno successivo ne ha tentata un’altra, ma con risultati meno soddisfacenti: è riuscito a ricoprire tre o quattro abitazioni di finissimo cioccolato fondente, e due di esse sono state persino incartate e infiocchettate: fino ad allora non si erano mai visti bambini di 4 anni col diabete.
La piaga di Quindicipasque è ormai un problema serio, contro cui gli abitanti di Metalagna si ingegnano costantemente attraverso comizi mensili, manifesti d’allarme e riunioni condominiali. Nonostante questo, l’irruenza del bene/malfattore sembra inarrestabile: ruspe, macchinari da demolizione, trivelle giganti, tutto è concesso per portare un po’ di dolcezza nelle famiglie. Caramelle gommose, barrette alle nocciole, stecche di riso soffiato, chewing-gum, sculture di marzapane, ed ogni tipo di uova al cioccolato: al latte, bianche, pralinate, alle mandorle, extra-fondenti, al cacao puro; ha tentato persino degli esperimenti personali con fragole, peperoncino e ostia, ma senza riscuotere molti consensi.
La mania del buon dottore lo ha portato più volte ad essere ricoverato per overdose di zuccheri, ma a lungo andare l’organismo si è abituato a tassi elevati e ha permesso all’omino di mantenersi in forma, esercitando le sue funzioni con estrema puntualità. Si dice che al momento stia mettendo a punto un’arma dolcificante di massa, con la quale invaderà Metalagna di nocciolato scuro.
Così, mentre gli adulti si rodono per l’invadenza di Quindicipasque, i bambini hanno da tempo trovato un nuovo beniamino, forse un po’ folle, ma con un gran gusto.



Buona Pasqua a tutti i lettori di questo blog, a tutti i commentatori ed ai visitatori silenziosi, i quali contribuiscono a rendere questo spazio, pian piano, sempre più popolare. Un sentito ringraziamento a tutti voi, e auguri alle vostre famiglie. A prestissimo...

3 commenti:

Ross ha detto...

Ti rendi conto che solo leggendo il tuo racconto mi si sono esaurite le ghiandole salivari e sono ingrassata di cinque chili? Ti rendi conto che così mandi istantaneamente a rane il lavoro di autocontrollo che da giorni sto duramente facendo per evitare di azzannare nottetempo l'uovo in attesa sulla credenza? No, dico, ti rendi conto del male che mi stai facendo?

Tantissimi auguri!

gaz ha detto...

Ricambio gli auguri.
Ti auguro di passare una felice Pasqua. Ciao :)

Charlie Mark ha detto...

BRAVO PALOZZZ!!!!!!! 6 1 mito!!! ebbene anche io ho fatto1 blog...vienimi a trovare! bacio