C’è chi ama definirsi e farsi chiamare poeta perché odia la vita, e ne va fiero. Mai nulla di più errato. Un poeta, al contrario, deve amare l’esistenza, l’uomo e tutto ciò che lo circonda. Altrimenti il suo sguardo sarà maledettamente superficiale, freddo, addirittura irrilevante. Gli scritti, se non hanno un significato che vada oltre l’apparenza, sono solo ipocrisia.
Non pensiate che ciò di cui scrivo determini una falsa realtà.
Io amo la vita, solo che non la possiedo più.
Ed è attraverso la poesia che la sto cercando, come cerco me stesso.

"Un poeta non fa miracoli, li vede soltanto"

domenica 9 marzo 2008

Editoriale

Il silenzio è un elemento quanto mai ricorrente nei miei scritti, in particolare quelli poetici. E’ una parola contenuta in buona parte della mia produzione, e che probabilmente non smetterò di utilizzare. Un termine forse abusato, ma che ogni volta assume un tono incisivo e fondamentale per la comprensione dell’intero testo.
In questo periodo poi, il silenzio sta diventando quasi un vizio. Vi sarete accorti che già da parecchio tempo non pubblico una poesia, e che gli interventi in generale stanno diventando più radi: non è esattamente un "silenzio poetico", ma devo ammettere che la mia produzione in versi sta diventando difficile: studio nuovi espedienti, nuove tecniche espressive e temi dimenticati, o mai trattati a dovere. Perciò, quel che voglio dirvi è: sto lavorando, penso e lavoro continuamente, per adeguarmi al cambiamento di stile, e forse di linguaggio, davvero imminente. Non sarà una differenza radicale, ma significativa. Vi ringrazio perché state continuando in ogni modo a seguirmi, sebbene i temi del "poeta morto" si siano allargati molto rispetto alla funzione di partenza di questo luogo. Vi sarete accorti della frequenza di questi nuovi brevi racconti, che per ora io chiamo "facts of life", piccoli stralci di vita di tante persone; è una serie che mi dà molti spunti, e che perciò continuerà senza dubbio.
Ci sono poi gli "EP", ossia Essential Paloz, i dischi più importanti della mia vastissima collezione: in questo periodo ho molto bisogno di musica, e forse è per questo che tutto si riflette sulle pubblicazioni.
Purtroppo il progetto "MELtin’ PAL" non è andato a buon fine, ma forse in un futuro tornerà. Il fatto è che i modi di pensare dei due autori sono davvero troppo diversi, e fanno una fatica insostenibile per convivere. Questo sarà tutto da vedere.
Ho in programma una possibile prosecuzione della Morettiana, ovvero la rassegna di film del grande Nanni Moretti, recensiti e commentati da me; non è da escludere, in generale, il rilancio delle analisi cinematografiche, che offrono molti (anche troppi) appunti di scrittura. Intendo inoltre offrirvi degli Inviti Alla Lettura, che per ora sono pochi, per avere a che fare con autori che la sanno più lunga di me, e da cui spesso traggo utili ideali e simboli. Ho da parte anche diverse Art Review da mostrarvi, per affascinarvi ancora con le cose di una volta, che son dure a morire.
Insomma, "work in progress" diremmo: è un periodo un po’ così, piuttosto difficile, dove coesistono troppe realtà, gradevoli o meno. Quando non mi vedete, perciò, vi chiedo assolutamente di non preoccuparvi, perché prima o poi tutti tornano, e in gran stile.
C’è tanto da dire, ma forse farebbe male da quanto sarebbe diretto. E’ il momento di misurare le parole, cesellarle a dovere per stimolare gli animi e convincerli a guardarsi dentro, per poi cambiare.
Se poi lascio delle pagine vuote, fate conto che stia scrivendo silenzi. Silenzi di assurda ferocia.

2 commenti:

Ross ha detto...

Insomma, un turbinio di idee e sentimenti, tutti da buttare fuori o reinghiottire (tanto per usare un verbo che probabilmente non esiste). Con calma riuscirai a farlo. Il tempo, anche se tutti ci dicono il contrario, è una delle poche cose che non ci mancano a questo mondo, quindi prendine tutto quello che ti serve per il tuo lavoro da blogger-poeta-scrittore e soprattutto per il tuo lavoro da persona. Noi ti aspettiamo.
Se non ti vedo in giro, diciamo così, non è che mi preoccupo; semplicemente mi chiedo dove sei perchè mi piace leggerti. Alle tue parole ci tengo, lo sai. Ma in fondo, anche ai tuoi silenzi.
Un bacio

Ross

gaz ha detto...

Avevo intuito a grandi linee che stavi e stai vivendo un tuo momento di silenzio. E anch'io come Ross mi chiedevo il perchè, forse un pò anche preoccupandomi, ma questo è nella mia natura.
Ora sono contenta di sapere che stai "lavorando"... e ti aspetto.
Un sorriso